Onu certifica che farà sempre più caldo, “è inevitabile”


Onu certifica che farà sempre più caldo, “è inevitabile”. Lo dice il rapporto dell’UNEP, il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente: “Non ci sono risultati positivi al di sopra di 1,5°”

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Il numero non è una previsione, è un verdetto già scritto: 1,8°. Anche nello scenario più generoso concesso dalle Nazioni Unite, il pianeta supererà comunque la soglia che l’accordo di Parigi aveva fissato come linea di sicurezza. Non ci sarà un mondo a 1,5°. C’è solo la domanda su quanto a lungo resteremo sopra quella linea, e quanto ci costerà tornarci.

Lo dice il rapporto dell’UNEP, il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente: “Non ci sono risultati positivi al di sopra di 1,5°”. Il superamento è ormai “inevitabile”. Le politiche nazionali attuali, se lasciate correre così come sono, portano dritte a un riscaldamento di almeno 2,3° – ma restare sotto i 2°C resta possibile, a patto che i governi mantengano davvero le promesse di zero emissioni nette entro metà secolo.

Con un riscaldamento fino a 3°, oltre un quarto della massa dei ghiacciai potrebbe sparire entro il 2100, portando il livello del mare fino a 13 centimetri più in alto. La produzione alimentare globale rischia un calo fino al 14% entro il 2050, senza strategie di adattamento efficaci. Salute, risorse idriche, città, infrastrutture, economie: tutto nella lista dei danni, e non tutti i danni sono reversibili. Alcune comunità, semplicemente, dovranno spostarsi.

C’è una geografia precisa di chi paga per primo. Il fiume Trishuli, in Nepal, esondato dopo il crollo di rocce e ghiacciai nel distretto di Nuwakot. Gli incendi che ad agosto hanno bruciato i boschi vicino a Omiš, in Croazia. Le ondate di calore che quest’estate hanno infranto record nell’emisfero settentrionale, aggravando incendi e siccità. La direttrice esecutiva dell’UNEP, Inger Andersen, ha scelto tre verbi per descrivere cosa sta arrivando: gli impatti climatici “colpiranno più rapidamente, avranno un impatto più forte e dureranno più a lungo”.

Le emissioni nette zero, obiettivo ormai controverso in diversi paesi per ragioni tutte politiche e nessuna scientifica, restano per gli autori “una pietra miliare essenziale che non può essere ignorata”. E la finestra è stretta: per riportare la temperatura media a 1,5° entro fine secolo, il riscaldamento globale non dovrebbe mai superare circa 1,8° lungo il percorso. Ma la natura, avvertono, sta perdendo colpi anche come alleata: la capacità degli ecosistemi di immagazzinare carbonio è incerta, e si riduce proprio mentre il riscaldamento aumenta. Un cane che si morde la coda.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)