Mario Calabresi lascia Chora media per candidarsi a sindaco di Milano. Ma “non ci saranno annunci il 12 settembre”, precisa l’ex direttore di Repubblica e La Stampa
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Mario Calabresi verso la candidatura a sindaco di Milano. L’ex direttore di ‘Stampa’ e ‘Repubblica’, ha ufficializzato le dimissioni dagli incarichi di direzione editoriale in ‘Chora media’ e da presidente del consiglio di amministrazione del gruppo ‘Be water content’, che comprende Chora e Will media.
“Non ci saranno annunci il 12 settembre”, precisa alla Dire dopo le indiscrezioni sul possibile ‘ci sono per Milano’ in occasione dell’incontro alla festa dell’Unità, che quel giorno prevede la presenza del giornalista assieme a Don Ciotti. Ma intanto la candidatura a palazzo Marino del giornalista smuove le acque agitate del centrosinistra meneghino, alle prese con il dilemma primarie sì o no similmente al campo largo nazionale.
Lo stop ai gazebo- peraltro proposti dal Pd prima delle ferie- viene da Daniele Nahum di Azione. “Ho sempre pensato- e più volte dichiarato- che Mario Calabresi rappresenti un profilo eccellente per guidare Milano: una figura autorevole, capace di unire in modo trasversale sensibilità diverse della città. Davanti a una disponibilità di questo livello, è surreale impuntarsi sulle primarie, che sono nei fatti solo un regolamento di conti interno al PD. Ma tant’è”.
In caso le urne di coalizione per la scelta del dopo Sala vengano confermate, “quell’area civica, riformista ed europeista che non intende farsi schiacciare dal bipolarismo ideologico non può partecipare. Per una ragione molto semplice: si può valutare di sostenere una figura pragmatica e solida come Calabresi, non chiunque vinca a scatola chiusa le primarie del PD”.
Il timore di Nahum e dei calendiani è sempre lo stesso: “se infatti da quel percorso emergesse un candidato di sinistra massimalista, di quelli che pensano di governare con lo specchietto retrovisore, da parte nostra non ci sarà alcun sostegno”. Un paletto cucito su Pierfrancesco Majorino? Nuhum va oltre: “se lo scenario dovesse ridursi alla contrapposizione tra massimalismo da una parte e dall’altra un candidato ciellino affiancato da chi parla apertamente di ‘remigrazione’”, insomma Maurizio Lupi appoggiato da Vannacci, Azione andrebbe da sola: “dare a Milano un’alternativa autonoma, riformista e liberale non sarebbe solo un’opportunità, ma una necessità”.
L’ADDIO A CHORA
“Dopo sei anni e 420 serie podcast lascio Chora. Scrivere questa frase mi fa fatica e molta impressione. Chora è stata una casa ma anche la mia terza figlia. Un’avventura straordinaria”. Con queste parole- affidate ai social Mario Calabresi ha confermato le notizie sulle dimissioni dagli incarichi nella società editoriale che ha fondato col finanziere Guido Brera. Calabresi, rispetto alle indiscrezioni sulla sua corsa a sindaco, concede solo di lasciare “perché sento forte il richiamo a percorrere una strada nuova”.
Chora viene lasciata- precisa l’ex direttore di Stampa e Repubblica- “quando va benissimo: è solida, piena di energie, di idee, continua a crescere, è in buone mani e da questa settimana ha una bellissima sede sul Naviglio. Domani guarderò al futuro, oggi voglio fermarmi a pensare con emozione e gratitudine a quello che abbiamo costruito insieme, alla visione che ho condiviso ogni giorno con Guido Brera, che non ha mai smesso di crederci, alla squadra di persone eccezionali con cui ho lavorato, alla libertà totale che abbiamo avuto”.
Chora, “resterà sempre la mia casa”, continua Calabresi precisando che oltre alle dimissioni da direttore ha presentato anche quelle da socio. “La prossima settimana farò ancora una volta la rassegna Seietrenta, un paio di puntate di Altre/Storie americane e il Festival di Future4cities a Torino. Buona vita Chora, Will e Cronache, sarete sempre nel mio cuore”.
Calabresi non sarà sostituito e le sue deleghe verranno redistribuite internamente sul team. Lo precisa una nota della società che specifica anche che Calabresi “si dedicherà a nuove attività non editoriali” e che l’uscita, “che avviene su sua richiesta, è stata condivisa con la società e con gli azionisti”.
LE REAZIONI
“Mario Calabresi è un ottimo candidato riformista per Milano. Andrebbe sostenuto da subito da tutto il centro sinistra, senza farlo passare per il tritacarne delle primarie”, lo dichiarano in una nota congiunta Carlo Calenda e Pina Picierno.
“La candidatura di Calabresi rappresenta una sintesi efficace tra pragmatismo e visione. Milano ha bisogno di una proposta forte, autorevole e aperta, capace di coinvolgere le forze produttive, il mondo della cultura, le professioni, l’università, il terzo settore e tutte quelle energie civiche che ogni giorno contribuiscono alla crescita della città. È questa la sfida politica: costruire una proposta che non abbia paura della crescita, dell’impresa e dell’innovazione, ma che sappia trasformarle in maggiore benessere, opportunità e qualità della vita. Milano deve essere sempre di più un laboratorio di buona amministrazione, sviluppo e innovazione, capace di coniugare competitività e inclusione”, concludono il leader di Azione e la fondatrice di Spazio Pubblico.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)