Nepal: oltre 900 persone risultano intrappolate nei tunnel sotterranei di una mezza dozzina di centrali idroelettriche, le squadre di soccorso tentano di riaprire varchi sepolti sotto una colata di ghiaccio, rocce, fango e detriti
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Le montagne del Nepal fabbricano energia scavando gallerie nella roccia. Ora sono una tomba. Oltre 900 persone risultano intrappolate nei tunnel sotterranei di una mezza dozzina di centrali idroelettriche, mentre le squadre di soccorso tentano di riaprire varchi sepolti sotto una colata di ghiaccio, rocce, fango e detriti che una settimana fa non aveva ancora un nome nei bollettini meteo.
I numeri ufficiali aggiornati dicono 903 morti in Nepal, altri 16 sul versante tibetano del confine, oltre 4.000 dispersi da una parte e 500 dall’altra. Centinaia di corpi, molti mai identificati, sono già stati sepolti in fosse poco profonde nelle pianure himalayane dopo essere stati trascinati a valle dalla corrente.
Dentro le gallerie, però, si sta consumando un dramma lento rilascio. Ashish Gurung, guida di professione riconvertita in soccorritore, ha raccontato al Guardian cosa significa entrare in un tunnel sommerso: “C’è fango ovunque. Dentro il tunnel era anche peggio. È difficilissimo muoversi. Ci siamo avvicinati alla prima stazione, a circa 130 metri di distanza. A quel punto, si poteva vedere ancora più in profondità; sembrava che ci fossero solo cadaveri”. Eppure la mappa fornita dalla compagnia idroelettrica lascia aperta una possibilità: “Hanno un’area sicura all’interno. Alcuni di loro potrebbero essere ancora vivi. Spero che lo siano.”
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)