Alfasigma prosegue la strategia di crescita internazionale con l’acquisizione di Nordic Group B.V. e delle sue controllate, riunite sotto il marchio Nordic Pharma
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L’operazione rafforza il gruppo italiano soprattutto nella reumatologia, dove al franchise Jyseleca si aggiungerà Nordimet, a base di metotrexato, ma porta in dote anche attività nella salute della donna, oftalmologia e critical care e, soprattutto, una presenza commerciale diretta in 18 Paesi europei, oltre a Canada e Giappone. Un nuovo tassello di una strategia di M&A accelerata negli ultimi anni, che ha incluso Intercept Pharmaceuticals, Jyseleca e linerixibat.
Alfasigma ha firmato con SEVER Life Sciences B.V. un accordo per acquisire il 100% di Nordic Group B.V. e delle sue controllate. I termini economici dell’operazione non sono stati resi noti e il closing rimane subordinato alle consuete condizioni, comprese le necessarie autorizzazioni regolatorie.
L’acquisizione porta nel gruppo italiano 265 dipendenti e amplia significativamente la piattaforma commerciale internazionale di Alfasigma, ma soprattutto rafforza ulteriormente quel processo di trasformazione attraverso il quale Alfasigma sta cercando di aumentare il peso delle specialty care e delle malattie rare, riducendo progressivamente la dipendenza dai prodotti più tradizionali.
Chi è Nordic Pharma
Nordic Pharma è una società farmaceutica privata specializzata prevalentemente nello sviluppo, acquisizione e commercializzazione di prodotti specialty, compresi medicinali di nicchia, ospedalieri e per malattie rare.
La società nasce in Svezia nel 1995 e inizialmente opera nei Paesi scandinavi con un portafoglio di branded generic acquisiti in licenza. Già alla fine degli anni Novanta modifica però il proprio modello di business, concentrandosi su medicinali e dispositivi medici specialistici, spesso destinati all’impiego ospedaliero.
Dal 2001 comincia l’espansione internazionale, prima in Francia e Regno Unito e successivamente nel resto d’Europa, attraverso acquisizioni di prodotti, accordi di licenza e partnership distributive. Nel 2010 l’acquisizione di Exelgyn rafforza significativamente la presenza nella salute della donna. Nel 2019 Nordic Pharma entra nell’orbita della holding olandese SEVER Life Sciences, mentre nel 2023 vengono integrate Draupnir Holdings e Amring Pharmaceuticals, ampliando ulteriormente presenza geografica e portafoglio.
Oggi Nordic Pharma concentra le proprie attività principalmente in reumatologia, salute della donna, oftalmologia e critical care, quest’ultima comprendente anestesia, ematologia e oncologia. La società dichiara oltre 300 dipendenti a livello globale e attività in circa 20 Paesi e tre continenti.
Alfasigma acquisisce quindi non soltanto singoli prodotti, ma una vera piattaforma specialty internazionale, fatta di personale, competenze mediche, market access e capacità commerciali.
Nordimet rafforza la franchise reumatologica
L’asset probabilmente più interessante dal punto di vista della complementarità con il portafoglio Alfasigma è Nordimet, formulazione sottocutanea di metotrexato disponibile in siringa preriempita e autoiniettore.
Il metotrexato rappresenta da decenni uno dei pilastri della terapia dell’artrite reumatoide e Nordimet andrà ad affiancarsi a Jyseleca (filgotinib), inibitore orale selettivo di JAK1 già presente nel portafoglio Alfasigma.
L’operazione permette quindi al gruppo di costruire una presenza più articolata in reumatologia, coprendo differenti momenti del percorso terapeutico.
Non è un dettaglio secondario perché proprio l’immunologia è diventata una delle aree a maggiore crescita per Alfasigma: nel 2025 i prodotti strategici del settore hanno registrato un incremento dei ricavi del 17%.
Jyseleca, il primo grande passo nell’immunologia
Jyseleca è arrivato ad Alfasigma attraverso un’altra operazione di M&A. Nel gennaio 2024 il gruppo ha raggiunto con Galapagos un accordo per acquisire l’intero business europeo di filgotinib per un valore massimo di 170 milioni di euro. L’operazione comprendeva le autorizzazioni nell’UE e nel Regno Unito, le attività commerciali, medical affairs e di sviluppo e circa 400 posizioni in 14 Paesi europei.
È stata un’acquisizione importante non soltanto per il farmaco, ma perché ha permesso ad Alfasigma di incorporare rapidamente una vera infrastruttura europea nell’immunologia.
Nordic Pharma segue oggi una logica in parte simile, ma su scala ancora più diversificata: prodotti più rete commerciale più competenze specialistiche.
Intercept, il primo grande passo nelle malattie rare
Un passaggio importante nella strategia di crescita internazionale di Alfasigma è stata l’acquisizione, nel 2023, di Intercept Pharmaceuticals, operazione che ha rafforzato la presenza del gruppo nelle malattie epatiche rare e gli ha consentito di acquisire una piattaforma commerciale negli Stati Uniti.
Il principale asset di Intercept era Ocaliva (acido obeticolico), allora unico trattamento di seconda linea approvato dalla FDA per la colangite biliare primitiva (PBC). Il farmaco era stato autorizzato nel 2016 attraverso il percorso di accelerated approval, ma negli anni successivi il programma necessario a confermarne definitivamente il beneficio clinico ha incontrato difficoltà regolatorie, fino al ritiro volontario dal mercato statunitense nel 2025.
La vicenda ha inevitabilmente inciso sui risultati di Alfasigma. L’acquisizione di Intercept ha tuttavia lasciato ad Alfasigma competenze specialistiche nell’epatologia rara e una presenza diretta negli Stati Uniti, asset che il gruppo sta ora valorizzando nell’ambito della più ampia strategia di sviluppo nelle specialty care e nelle malattie rare.
Linerixibat: Alfasigma non abbandona la PBC
Ed è proprio qui che diventa particolarmente interessante un’altra operazione realizzata nel 2026.
Dopo la battuta d’arresto di Ocaliva, Alfasigma avrebbe potuto ridimensionare le proprie ambizioni nella PBC. Ha fatto esattamente il contrario.
A marzo 2026 ha raggiunto un accordo con GSK per acquisire i diritti esclusivi mondiali di sviluppo, produzione e commercializzazione di linerixibat, un inibitore dell’ileal bile acid transporter (IBAT) sviluppato specificamente per il trattamento del prurito colestatico associato alla PBC.
Pochi giorni dopo l’annuncio dell’accordo, la FDA ha approvato linerixibat per il trattamento del prurito colestatico negli adulti con PBC.
È importante sottolineare che Ocaliva e linerixibat non sono prodotti sostitutivi. Il primo era una terapia diretta alla malattia, mentre linerixibat è rivolto specificamente al prurito colestatico, uno dei sintomi più invalidanti della PBC.
Ma strategicamente il collegamento è interessante: Alfasigma sta utilizzando le competenze e l’infrastruttura costruite nell’epatologia rara per ripartire con un asset completamente differente.
Con Nordic Pharma: cambia anche il profilo del rischio
Vista in questa prospettiva, l’acquisizione di Nordic Pharma assume un significato ulteriore.
Le operazioni più recenti di Alfasigma appaiono progressivamente meno dipendenti da un singolo asset.
Con Jyseleca, Alfasigma ha acquisito insieme al farmaco un’intera organizzazione commerciale e medical europea.
Con linerixibat ha ottenuto i diritti mondiali su un nuovo asset nell’epatologia rara, sfruttando competenze e infrastrutture già disponibili.
Con Nordic Pharma, infine, acquista contemporaneamente prodotti in più aree terapeutiche, personale specializzato e una rete commerciale internazionale.
Non sappiamo se questa evoluzione rappresenti una conseguenza deliberata della vicenda Intercept. Sarebbe improprio affermarlo senza una dichiarazione dell’azienda. Ma oggettivamente il profilo dell’ultima operazione appare più diversificato.
Una rete commerciale che può valere quanto i farmaci
Questo potrebbe essere uno degli aspetti più strategici dell’acquisizione. Nordic Pharma porta una presenza diretta in 18 Paesi europei, oltre a Canada e Giappone. Per Alfasigma, che negli ultimi anni ha acquisito e ottenuto in licenza diversi prodotti specialty, disporre di una rete proprietaria sempre più ampia significa aumentare anche il valore delle operazioni future.
Un’azienda farmaceutica che dispone già di strutture di market access, medical affairs e commercializzazione nei principali mercati può infatti acquisire un nuovo farmaco e portarlo sul mercato senza dover costruire ogni volta da zero l’infrastruttura necessaria.
Nordic Pharma può quindi essere considerata non soltanto un’acquisizione di fatturato e prodotti, ma una piattaforma sulla quale innestare la futura pipeline specialty di Alfasigma.
Le dichiarazioni
«La nostra è una strategia mirata: individuiamo le giuste opportunità per far crescere l’area delle cure specialistiche e delle malattie rare a livello globale, concentrandoci su ambiti in cui i pazienti non hanno ancora opzioni terapeutiche adeguate in gastroenterologia e immunologia», ha dichiarato Francesco Balestrieri, CEO di Alfasigma.
«L’acquisizione di Nordic Pharma rappresenta una tappa decisiva in questo percorso, perché consolida la nostra presenza in Europa e amplia l’offerta in reumatologia. Unendo i rispettivi portafogli, le competenze scientifiche e il valore delle nostre persone, saremo in grado di portare vera innovazione e creare ancora più valore per pazienti e azionisti».
Charlotte Phelps, CEO di Nordic Group B.V., ha definito Alfasigma «il partner ideale per accompagnare Nordic Pharma nella sua prossima fase di crescita», sottolineando la complementarità tra le due organizzazioni.
Alfasigma sta cambiando pelle
L’operazione Nordic Pharma arriva quindi in un momento particolarmente interessante nella storia di Alfasigma.
Il gruppo italiano sta progressivamente passando da un modello fortemente legato a prodotti consolidati di primary care e gastroenterologia a quello di una società con ambizioni globali nelle specialty care, immunologia e malattie rare.
La trasformazione non è stata lineare. L’acquisizione di Intercept dimostra che l’M&A farmaceutico può produrre anche risultati molto diversi dalle aspettative:
Alfasigma ha chiuso l’anno con 1,8 miliardi di ricavi; soprattutto, depurando i risultati dall’impatto del prodotto ritirato, ricavi ed EBITDA risultano in crescita.
Nordic Pharma rappresenta quindi qualcosa di più dell’ennesimo acquisto. Dopo Intercept, Jyseleca e linerixibat, Alfasigma aggiunge un portafoglio diversificato e un’altra infrastruttura internazionale. La strategia sembra spostarsi sempre più dalla semplice acquisizione di singoli prodotti alla costruzione di una piatta forma farmaceutica specialty globale, capace di acquisire, sviluppare e soprattutto commercializzare direttamente nuovi farmaci in un numero crescente di mercati.
La vera verifica arriverà nei prossimi anni: capire se questa successione di acquisizioni e accordi riuscirà a generare una crescita sufficientemente robusta da compensare definitivamente il passo falso di Ocaliva e trasformare Alfasigma in uno dei gruppi europei di riferimento nelle specialty care.