Nei pazienti con vitiligine non segmentale attiva o stabile, ritlecitinib ha mostrato un miglioramento significativo della ripigmentazione del volto e dell’intera superficie corporea
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Nei pazienti con vitiligine non segmentale attiva o stabile, ritlecitinib ha centrato gli obiettivi principali nei due studi registrativi di fase 3 TRANQUILLO e TRANQUILLO 2, mostrando un miglioramento significativo della ripigmentazione del volto e dell’intera superficie corporea rispetto al placebo dopo 52 settimane, con un profilo di sicurezza in linea con quello già noto nell’alopecia areata.
La vitiligine non segmentale è una malattia autoimmune cronica nella quale il sistema immunitario distrugge progressivamente i melanociti, determinando la comparsa di macule e chiazze depigmentate sulla cute e talvolta sui capelli. Può insorgere a qualsiasi età e interessare qualunque fototipo, coinvolgendo frequentemente aree molto esposte come volto, collo e mani.
Sebbene venga ancora spesso considerata prevalentemente un problema estetico, la vitiligine comporta un impatto psicologico e sociale significativo, con ripercussioni sulla qualità di vita che vanno ben oltre l’aspetto cutaneo. Proprio la natura cronica della malattia rende quindi particolarmente interessante lo sviluppo di trattamenti sistemici capaci non solo di favorire la ripigmentazione, ma anche di mantenerla nel tempo.
Endpoint primari raggiunti in due studi di fase 3
Pfizer ha annunciato i risultati positivi dei due studi registrativi di fase 3 TRANQUILLO e TRANQUILLO 2, il più ampio programma clinico mai realizzato per valutare una terapia sistemica orale nella vitiligine non segmentale (NSV). I trial hanno arruolato pazienti con malattia sia attiva sia stabile e con un ampio spettro di gravità clinica.
Lo studio TRANQUILLO ha incluso adolescenti e adulti di età pari o superiore a 12 anni, mentre TRANQUILLO 2 ha coinvolto esclusivamente pazienti adulti. In entrambi i trial, la somministrazione una volta al giorno di ritlecitinib, ai dosaggi di 50 e 100 mg, ha raggiunto gli endpoint co-primari con significatività statistica, secondo quanto comunicato dall’azienda, rispetto al placebo sia nella ripigmentazione del volto sia in quella dell’intera superficie corporea dopo 52 settimane di trattamento.
Alla luce di questi risultati l’azienda ha annunciato l’intenzione di presentare la domanda di autorizzazione alle autorità regolatorie internazionali per l’impiego di ritlecitinib come nuova terapia sistemica orale della vitiligine non segmentale negli adulti.
Ripigmentazione significativa del volto e del corpo
L’efficacia è stata valutata attraverso due endpoint consolidati nella ricerca sulla vitiligine. Il primo era la quota di pazienti che raggiungevano un miglioramento di almeno il 75% del Facial Vitiligo Area Scoring Index (F-VASI75), indice che misura la ripigmentazione delle lesioni localizzate al volto. Il secondo era la percentuale di pazienti con un miglioramento di almeno il 50% del Total Vitiligo Area Scoring Index (T-VASI50), che valuta la ripigmentazione complessiva della superficie corporea.
Negli Stati Uniti entrambi rappresentavano gli endpoint co-primari dello studio, mentre negli altri Paesi F-VASI75 costituiva l’endpoint primario e T-VASI50 un endpoint secondario chiave. In tutte le analisi, una quota significativamente superiore di pazienti trattati con ritlecitinib ha raggiunto sia F-VASI75 sia T-VASI50 rispetto al placebo alla settimana 52, confermando la capacità della terapia di indurre una ripigmentazione sostanziale sia nelle aree maggiormente visibili sia sull’intera superficie cutanea.
Anche se non sono ancora state divulgate le percentuali numeriche di risposta né i valori statistici completi, il raggiungimento di tutti gli endpoint co-primari nei due studi registrativi rappresenta un elemento determinante ai fini regolatori e rafforza le evidenze di efficacia.
Sicurezza confermata senza nuovi segnali
Gli eventi avversi emergenti durante il trattamento (TEAE) sono risultati complessivamente sovrapponibili nei diversi gruppi di trattamento e non sono emersi nuovi segnali di sicurezza.
Il profilo osservato nella vitiligine è risultato infatti coerente con quello già ben caratterizzato nell’alopecia areata, indicazione per la quale ritlecitinib è già approvato in numerosi Paesi. Questo dato rappresenta un elemento importante, considerando che la vitiligine richiede spesso trattamenti prolungati per mantenere la ripigmentazione ottenuta.
Il più ampio programma clinico mai condotto nella vitiligine su una terapia sistemica orale
Il programma di sviluppo TRANQUILLO comprende due studi registrativi e uno studio di estensione a lungo termine (TRANQUILLO LTE). Complessivamente sono stati arruolati 2.174 pazienti in 271 centri distribuiti a livello mondiale, rendendolo il più esteso programma clinico mai realizzato per una terapia sistemica orale nella vitiligine non segmentale.
TRANQUILLO ha valutato ritlecitinib 50 mg una volta al giorno in 607 adolescenti e adulti, mentre TRANQUILLO 2 ha coinvolto 1.567 adulti trattati con 50 o 100 mg al giorno; i confronti relativi alla dose di 50 mg in questo secondo studio avevano carattere esplorativo e descrittivo.
Un meccanismo d’azione già validato nell’alopecia areata
Ritlecitinib è un inibitore orale selettivo di JAK3 e delle chinasi della famiglia TEC, coinvolte nelle vie di segnalazione immunitaria responsabili della distruzione dei melanociti nella vitiligine. Attraverso questa duplice azione il farmaco modula l’attività delle cellule immunitarie che sostengono il processo autoimmune.
Il farmaco è già autorizzato dal 2023 per il trattamento dell’alopecia areata severa negli adulti e negli adolescenti dai 12 anni di età negli Stati Uniti, nell’Unione Europea, in Canada, Giappone, Cina e Regno Unito. Il programma di sviluppo clinico comprende inoltre altre patologie dermatologiche immunomediate, tra cui orticaria cronica spontanea e idrosadenite suppurativa.
Commentando i risultati, Iltefat Hamzavi, dermatologo dell’Henry Ford Health, ha sottolineato il valore clinico dei risultati osservati: «convivere con la vitiligine non segmentale può avere un impatto profondo sulla vita quotidiana dei pazienti, e molti di loro sono alla ricerca di nuove opzioni terapeutiche in grado di agire sulla malattia di base».
Secondo lo specialista, gli studi hanno dimostrato che ritlecitinib ha prodotto miglioramenti significativi sia della ripigmentazione del volto che dell’intero corpo, rafforzando l’ipotesi che le terapie sistemiche possano rappresentare un nuovo paradigma di trattamento per i pazienti nei quali il carico di malattia rende insufficiente il solo trattamento locale.