Ebola, nuovo allarme dell’OMS: “Seconda più grave epidemia mai registrata”


Ebola, Oms: “Seconda più grave epidemia mai registrata, si diffonde rapidamente”. Intanto due vaccini sono in fase di sperimentazione clinica sull’uomo

congo ebola
UNICEF Social & Behavior Change Officer Aime Kasereka Syakehya has his temperature checked at the entrance of the Ebola Treatment Centre in Miti‑Murhesa, South Kivu Province, DR Congo, on 25 May 2026.

Si tratta già della seconda più grave epidemia di Ebola mai registrata, e si sta diffondendo più rapidamente di qualsiasi altra epidemia precedente. Al ritmo attuale, è destinata a superare l’epidemia di Ebola che ha colpito l’Africa occidentale tra il 2014 e il 2016: ufficialmente, sono stati segnalati 4.449 casi confermati e 2.061 decessi in cinque province e 53 zone sanitarie”. Lo ha reso noto a Ginevra il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, in occasione di una conferenza stampa.

Il direttore generale dell’Oms ha poi sottolineato che “l’epidemia ha avuto un notevole vantaggio iniziale, è ancora molto avanti rispetto a noi e stiamo cercando di recuperare terreno“, precisando che “circa il 90% di tutti i casi e l’80% dei decessi si registrano nella provincia dell’Ituri, con una trasmissione sostenuta nelle località di Bunia, Rwampara, Nizi e Lita. L’aspetto ancor più preoccupante è che si registra un’elevata percentuale di decessi all’interno delle comunità anziché nelle unità di trattamento, al di fuori degli elenchi dei contatti noti”.
“Questo- ha tenuto a precisare- ci dice che esistono catene di trasmissione di cui non siamo a conoscenza e che, finché non individueremo, e interromperemo, ogni singola catena di trasmissione, non fermeremo l’epidemia”.

Nel corso della conferenza stampa, Ghebreyesus ha dichiarato che “la maggior parte delle trasmissioni avviene quando le persone si trovano in una fase avanzata della malattia e non sono in trattamento, oppure quando il corpo viene manipolato dopo il decesso“.
“La sfida che ci attende- ha poi evidenziato il direttore generale dell’Oms- è implementare questi interventi alla scala e alla velocità richieste per anticipare l’epidemia, e ciò dipende dal finanziamento. Dei 518 milioni di dollari richiesti per il Piano di Preparazione e Risposta Continentale, 264 milioni, ovvero poco più della metà, sono stati erogati”.
“Abbiamo bisogno di finanziamenti tempestivi, incisivi e sostenibili. E abbiamo anche bisogno di accesso e sicurezza nelle aree colpite per garantire che la risposta possa operare in modo sicuro ed efficace. Vorrei in particolare ringraziare tutti gli operatori sanitari- ha concluso Ghebreyesus- che ogni giorno mettono a rischio la propria vita per salvare vite e fermare l’epidemia”.

DUE VACCINI IN FASE SPERIMENTAZIONE SULL’UOMO

Per la prima volta due vaccini specificamente progettati contro il virus Ebola (Bundibugyo) sono entrati nella fase uno di sperimentazione clinica sull’uomo“, ha annunciato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). “Inoltre, due nuovi studi su animali del vaccino contro il Zaire ebolavirus, la specie più comune, hanno mostrato promettenti evidenze di protezione crociata negli animali”, ha aggiunto Ghebreyesus durante la conferenza stampa.
“Su questa base, l’Oms ha raccomandato l’inclusione del vaccino in una sperimentazione di fase tre, che speriamo di avviare il prima possibile. Non sappiamo se questo vaccino sia efficace contro la malattia da Bundibugyo negli esseri umani. La sperimentazione di fase tre è il modo migliore per garantire che un vaccino sicuro ed efficace sia disponibile il prima possibile per questo e i futuri focolai”.

“Chiediamo a tutti i partner- l’appello di Ghebreyesus- di sostenere e accelerare questa sperimentazione. Nello stesso tempo, stiamo procedendo rapidamente per generare evidenze sui trattamenti. La sperimentazione Partners sponsorizzata dall’Oms ha ora raggiunto la tappa dei 100 pazienti”.
“Questa sperimentazione- ha poi evidenziato- dimostra che, anche in mezzo a un focolaio impegnativo, è possibile mobilitare la ricerca rapidamente e in modo responsabile”.
Nessuno di questi lavori è svolto da sola dall’Oms, dal governo da solo o dai Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie da soli. Siamo tutti noi- ha concluso- che lavoriamo insieme come uno solo”.