Novo Nordisk e Amazon siglano accordo e aprono hub a Londra


Novo Nordisk e Amazon insieme sull’Intelligenza artificiale: nasce hub a Londra per accelerare la scoperta di nuovi farmaci

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Novo Nordisk e Amazon Web Services (AWS) rafforzano la loro collaborazione nell’intelligenza artificiale con una partnership strategica che punta ad accorciare i tempi della ricerca e dello sviluppo di nuovi farmaci. Al centro dell’accordo nascerà a Londra un nuovo “co-innovation hub”, nel quale scienziati ed esperti della farmaceutica danese lavoreranno fianco a fianco con ingegneri e specialisti di AWS per sviluppare e applicare soluzioni di AI alla drug discovery e alla ricerca clinica. AWS diventerà inoltre il cloud provider preferenziale e il partner strategico di Novo Nordisk per l’intelligenza artificiale.

La nuova collaborazione punta a portare l’AI sempre più vicino alle attività quotidiane dei ricercatori, dalla selezione dei bersagli biologici alla progettazione delle molecole, fino all’integrazione dei dati genomici, di imaging e clinici e alla pianificazione degli studi sull’uomo.

«Combinando la nostra competenza scientifica con gli strumenti e i servizi sviluppati da AWS specificamente per il settore delle life science, e creando al tempo stesso un hub dedicato all’innovazione all’interno della nostra struttura di Londra, stiamo accelerando la ricerca e sviluppando soluzioni di AI responsabile in grado di produrre progressi concreti per le persone che convivono con gravi malattie croniche», ha dichiarato Mike Doustdar, presidente e CEO di Novo Nordisk.

Un laboratorio congiunto a Londra
Uno degli aspetti più interessanti dell’accordo è la creazione del co-innovation hub presso la sede londinese di Novo Nordisk. Non si tratterà semplicemente di acquistare servizi informatici da un fornitore esterno: ricercatori e ingegneri delle due aziende lavoreranno insieme per progettare, sperimentare e implementare applicazioni di intelligenza artificiale destinate direttamente alla ricerca farmaceutica.
Il progetto sarà supportato dal Forward Deployed Engineering group di AWS, un’organizzazione creata per inserire specialisti dell’intelligenza artificiale direttamente all’interno delle aziende clienti e sviluppare insieme a loro applicazioni basate soprattutto sulla cosiddetta agentic AI. Amazon ha annunciato nel giugno scorso un investimento di 1 miliardo di dollari in questa iniziativa, con l’obiettivo di impiegare migliaia di ingegneri e ridurre drasticamente i tempi necessari per portare le applicazioni di AI dall’ideazione all’utilizzo operativo.

Dalla ricerca del target alla progettazione del farmaco
Tra gli strumenti che saranno utilizzati figura Amazon Bio Discovery, piattaforma sviluppata per applicare modelli avanzati di AI alle attività di ricerca nelle life science. Novo Nordisk intende sfruttarla per identificare nuovi target terapeutici e accelerare la progettazione di potenziali farmaci.
Un’altra area riguarda l’integrazione di grandi quantità di informazioni oggi spesso distribuite in sistemi differenti. Dati genomici, immagini, informazioni cliniche e risultati della ricerca preclinica potranno essere collegati e analizzati congiuntamente, con l’obiettivo di comprendere meglio la biologia delle malattie e trasferire più rapidamente le conoscenze ottenute nelle prime fasi della ricerca alla progettazione degli studi clinici.
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella R&D non parte comunque da zero. Novo Nordisk ha già indicato l’AI come una componente importante della propria strategia di ricerca, utilizzandola per la scoperta e il design molecolare, l’identificazione di sottopopolazioni di pazienti e l’ottimizzazione del disegno e della selezione dei centri degli studi clinici. In precedenza l’azienda aveva riferito, ad esempio, di aver utilizzato AI e sperimentazione ad alto rendimento per valutare virtualmente circa un miliardo di molecole.

Arrivano gli “agenti AI” nella ricerca farmaceutica
Un capitolo particolarmente innovativo della collaborazione riguarda l’impiego dell’AI agentica, cioè sistemi capaci non soltanto di rispondere a una richiesta o analizzare un dataset, ma di eseguire autonomamente sequenze di attività per raggiungere un obiettivo definito, mantenendo comunque la supervisione umana.

Attraverso Amazon Bedrock e Amazon Bedrock AgentCore, Novo Nordisk punta a sviluppare e distribuire questi agenti all’interno dell’organizzazione. In prospettiva, un agente AI potrebbe per esempio raccogliere informazioni provenienti da fonti diverse, confrontare dati sperimentali, identificare segnali rilevanti e preparare una sintesi per il ricercatore, automatizzando una parte delle attività ripetitive che oggi richiedono molto tempo.
Il punto chiave non è quindi sostituire lo scienziato, ma ridurre il lavoro necessario per cercare, organizzare e mettere in relazione grandi quantità di informazioni, consentendo ai ricercatori di concentrarsi maggiormente sull’interpretazione scientifica e sulle decisioni.

Dalla scoperta del farmaco agli studi clinici
L’ambizione dell’accordo va oltre la fase iniziale della drug discovery. Collegando dati provenienti da genomica, imaging, ricerca preclinica e sperimentazione clinica, l’AI potrebbe contribuire a identificare meglio quali pazienti hanno maggiori probabilità di beneficiare di un trattamento, definire criteri di arruolamento più appropriati e progettare trial più efficienti.

È un’area sulla quale Novo Nordisk sta investendo da tempo. L’azienda ha sottolineato come l’integrazione di real-world evidence, grandi coorti di dati umani e strumenti di data mining basati sull’AI possa migliorare l’identificazione dei target e ridurre il rischio associato al passaggio dai risultati ottenuti nei modelli preclinici all’uomo.
La strategia si inserisce inoltre in una trasformazione più ampia della R&D dell’azienda, che negli ultimi anni ha progressivamente ampliato tecnologie e modalità terapeutiche, affiancando a proteine e peptidi anche piccole molecole, siRNA, terapie cellulari e gene editing.

AWS, il gigante del cloud di Amazon
Amazon Web Services (AWS) è la divisione di Amazon specializzata nei servizi di cloud computing, cioè nella fornitura a imprese e organizzazioni di capacità di calcolo, archiviazione dei dati, database, strumenti di analisi e, sempre più, soluzioni di intelligenza artificiale e machine learning. Nata nel 2006, AWS è diventata uno dei maggiori operatori mondiali del cloud e rappresenta una delle attività più redditizie del gruppo Amazon. Nel 2025 ha generato ricavi per circa 128,7 miliardi di dollari, in crescita del 20% rispetto all’anno precedente, con un utile operativo di 45,6 miliardi di dollari. Numeri che danno la misura delle risorse tecnologiche e finanziarie che AWS può mettere al servizio anche della ricerca farmaceutica e delle life science.

WS è il maggiore operatore mondiale nei servizi di infrastruttura cloud, con una quota di mercato globale di circa il 28%, davanti a Microsoft Azure e Google Cloud. Una leadership costruita su un’infrastruttura mondiale di data center e su un’offerta che oggi, oltre a capacità di calcolo e archiviazione, comprende database, analytics, machine learning e un numero crescente di servizi dedicati all’intelligenza artificiale.

Una collaborazione già avviata
L’accordo annunciato oggi amplia una relazione tecnologica già esistente. Secondo Novo Nordisk, precedenti progetti sviluppati insieme ad AWS avrebbero già prodotto risultati misurabili, tra cui una riduzione dei tempi necessari per alcune attività di documentazione clinica e miglioramenti della produttività che hanno interessato oltre 25mila dipendenti.
AWS, dal canto suo, sta consolidando da diversi anni la propria presenza nel settore farmaceutico. Collaborazioni strategiche sono state avviate con numerose aziende pharma e biotech e il gruppo è coinvolto anche in iniziative dedicate specificamente alla convergenza tra intelligenza artificiale e sviluppo di nuovi farmaci.

Perché questa partnership è importante
L’accordo è indicativo di un cambiamento più generale nel modo in cui l’industria farmaceutica guarda all’intelligenza artificiale. La prima fase dell’AI applicata alla ricerca si è concentrata soprattutto sull’analisi di grandi dataset e sulla previsione delle proprietà delle molecole. La nuova frontiera è invece quella di integrare l’intelligenza artificiale lungo l’intero processo di R&D, facendo dialogare discovery, sviluppo preclinico e sperimentazione clinica.
La vera prova sarà naturalmente verificare se questi strumenti riusciranno a tradursi non soltanto in maggiore produttività, ma in farmaci migliori, minori tassi di fallimento e tempi di sviluppo più brevi. È proprio qui che si concentra una delle principali sfide della ricerca farmaceutica: lo sviluppo di una nuova terapia continua infatti a richiedere molti anni e una quota elevata dei candidati che entrano nello sviluppo clinico non arriva all’approvazione.
La partnership tra Novo Nordisk e AWS prova quindi a spostare l’AI dalla fase sperimentale all’infrastruttura ordinaria della ricerca farmaceutica. Se questo modello funzionerà, il valore dell’intelligenza artificiale non sarà misurato semplicemente dalla velocità con cui riesce ad analizzare i dati, ma dalla capacità di aiutare gli scienziati a prendere prima e meglio le decisioni che determinano quali farmaci portare avanti e quali abbandonare.