Oggi pomeriggio su Rai 1 “Musica Mia” a Bologna, città creativa della musica. Il fermento si alimenta delle connessioni create dagli artisti
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È Bologna, che quest’ anno celebra i 20 anni dal prestigioso riconoscimento Unesco quale città creativa della musica, la protagonista della puntata di “Musica Mia”, il programma dedicato alla musica italiana, in onda sabato 15 agosto alle 17.55 su Rai 1. Lorella Boccia e Marco Conidi guideranno il pubblico in un viaggio nella Bologna della musica, tra artisti, contaminazioni e tradizioni. Un racconto attraversato dalla presenza e dall’eredità artistica del grande Lucio Dalla. A bordo di un pulmino d’epoca, i due conduttori raggiungeranno il Santuario della Madonna di San Luca che domina Bologna. Incontreranno il bassista Ballo Balestri per un racconto sulla sua carriera di musicista: dal successo con i Lunapop a cavallo del millennio, al sodalizio con Cesare Cremonini che dura tuttora. Dalla Torre dell’Orologio in Piazza Maggiore, Lorella Boccia e il giornalista Pier Francesco Pacoda parleranno del profondo legame tra Bologna e la musica, elemento identitario del tessuto culturale locale. Non a caso proprio qui è nato il primo museo italiano dedicato alla musica popolare urbana.
Un tema che sarà approfondito insieme al trombettista jazz Paolo Fresu, bolognese d’adozione. Marco Conidi, nel frattempo, si recherà allo stadio Dall’Ara sulle note dell’inno del Bologna scritto da Andrea Mingardi e interpretato insieme a Morandi, Dalla e Carboni. Musica e calcio creano infatti lo stesso senso di appartenenza. Ne parlerà con Marco Di Vaio, oggi dirigente del Bologna ed ex capitano rossoblù, che ricorderà il forte legame tra Lucio Dalla, i tifosi e il club. Un rapporto così profondo che allo stadio la sua storica poltroncina è ancora lì, dedicata a lui. E se allo stadio resta viva la memoria pubblica dell’artista, è tra gli ambienti in cui ha vissuto che emerge il lato più intimo e personale di Lucio Dalla. La casa in cui ha trascorso la vita per oltre quarant’anni è rimasta esattamente com’era: custodisce mobili, opere d’arte, cimeli e piccoli dettagli capaci di raccontare la sua poliedrica personalità. Alcuni frammenti della vita del cantautore emergeranno attraverso il racconto dei cugini Andrea Faccani e Daniele Caracchi, oggi alla guida della Fondazione Dalla.
Gli artisti a Bologna collaborano, si mescolano e creano connessioni continue contribuendo ad alimentare il fermento artistico della città. Il viaggio proseguirà alla Fonoprint di Maurizio Biancani, uno storico studio di registrazione nato a Bologna negli anni ’70 diventato un punto di riferimento per molti artisti che negli anni hanno fatto la storia della musica italiana, tra cui Maurizio Solieri celebre chitarrista di Vasco Rossi. Spazio anche alle tradizioni popolari con il ballo della Polka chinata, una danza travolgente nata agli inizi del ‘900 eseguita da soli uomini. Due coppie di ballerini si esibiranno nella cornice della meravigliosa Sala del podestà a Palazzo Re Enzo con l’accompagnamento musicale di Paolo Marcheselli.
Nel finale, in uno dei club simbolo della scena bolognese, alcuni giovani musicisti renderanno omaggio a Lucio Dalla con una jam session sulle note di “Balla Balla Ballerino”, coinvolgendo anche Marco Conidi. Il contributo dell’attore Edoardo Sylos Labini sarà dedicato a “L’anno che verrà”, una delle canzoni più amate di Lucio Dalla e Ambrogio Sparagna coinvolgerà un gruppo di organettisti nell’esibizione della canzone “Piazza Grande”.