Caso Ranucci-Lavitola: chat, mail e vocali sotto la lente Rai


Caso Ranucci: chat, mail e vocali sotto la lente Rai. In ballo la sostituzione a Report. Riunito il Comitato etico, al setaccio l’ordinanza di arresto di Lavitola

ranucci e lavitola

Nel giorno dell’atteso interrogatorio di Lavitola. che comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari nel carcere romano di Rebibbia- al centro dell’attenzione mediatica ora ci sono i possibili sviluppi in Rai e il destino del conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. Infatti, dopo ‘l’invito’ a prendersi una pausa rivoltogli dal vicepremier Matteo Salvini, emerge con sempre maggiore insistenza che gli sviluppi dell’inchiesta sull’attentato al giornalista, siano all’ordine del giorno dei vertici Rai.

RIUNITO IL COMITATO ETICO: “AL VAGLIO RILIEVI DEL GIP ED ELEMENTI INVESTIGATIVI”

Secondo quanto riportato da Rainews, già ieri, martedì 11 agosto, si è riunito il Comitato Etico dell’azienda, chiamato a esprimere un parere sulla posizione di Sigfrido Ranucci alla luce degli sviluppi dell’inchiesta. “I lavori saranno aggiornati tenendo conto dei nuovi elementi emersi dagli atti, compresi i rilievi del gip che escluderebbero l’esistenza di un accordo tra il giornalista e Valter Lavitola in relazione all’attentato”, riferisce la stessa testata. E aggiunge: “sulle valutazioni potrebbero pesare anche ulteriori elementi contenuti negli allegati investigativi e nelle relazioni dei carabinieri”.

L’ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE

Quindi sotto la lente del comitato etico ci sono i contenuti dell’ordinanza di custodia cautelare con cui l’altro ieri il gip di Roma ha disposto l’arresto di Valter Lavitola, a cui è stato contestato anche il metodo mafioso. Nelle carte degli inquirenti- come sta emergendo da estratti di contenuti divulgati sui media, chat, mail, file audio scambiati tra il giornalista e l’imprenditore, amico e faccendiere, che Lavitola voleva aprirgli la strada per una candidatura politica. Il finto attentato sarebbe rientrato proprio in questa contorta strategia di creazione del consenso, dato che- secondo la ricostruzione degli inquirenti- Lavitola avrebbe organizzato l’attentato con il solo obiettivo di aumentare la notorietà pubblica di Ranucci.

L’ASSENZA DI COINVOLGIMENTO DI RANUCCI AL FALSO ATTENTATO

Gli investigatori ritengono in ogni caso che non vi siano elementi che possano comprovare un coinvolgimento volontario del giornalista e che anzi, lui stesso fosse completamente ignaro di qualsiasi progetto. Punto ribadito ieri dal legale di Ranucci, Roberto De Vita, per cui il conduttore di Report sia stato di fatto solo una vittima di un “delirante teatro della follia” dell’amico-faccendiere.

LE POSSIBILI CONTESTAZIONI

Ma chat, messaggi e mail contenuti nelle carte degli inquirenti, come spiega il quotidiano Repubblica, fornirebbero comunque “prova di come il giornalista, assiduo frequentatore dell’arrestato, abbia più volte violato norme di comportamento aziendali riferiti ad obblighi di correttezza, trasparenza, prevenzione di potenziali conflitti di interesse e tutela dell’immagine Rai a cui sono tenuti tutti i dipendenti”. Ed è su questo che i cinque componenti del Comitato hanno ‘lavorato’ nell’incontro di ieri: il retroscena raccontato su Repubblica rivela infatti che dall’ordinanza del gip sarebbero infatti affiorati episodi e circostanze “in grado di configurare l’inosservanza delle regole etiche da parte di Ranucci”. Sono tre, in particolare, i fatti che potrebbero essergli contestati. Repubblica cita un vocale inviato dal giornalista (nel 2021) all’influencer Valentina Pelliccia in cui esprimeva un duro giudizio sulla Rai. Ma anche commenti sprezzanti rivolti nei confronti dell’amministratore delegato Rai e infine, l’inoltro a Lavitola di una mail ricevuta da Paolo Corsini, il direttore degli Approfondimenti della Rai, per criticare i contenuti di una puntata di Report. Il tutto sarebbe riferito nella relazione conclusiva del Comitato Etico che verrà trasmessa a breve all’amministratore delegato della Rai. Toccherà proprio all’ad Rai Giampaolo Rossi leggere la relazione del Comitato- a cavallo di Ferragosto- e, come già annunciato, avviare l’Audit necessario per attribuirgli eventuali addebiti e sanzioni disciplinari.

IL TOTONOMI ALLA CONDUZIONE DI REPORT

Non solo: se, come pare, per Ranucci è prevista ‘una pausa’, Rossi dovrà sciogliere anche il nodo di una possibile successione a Report. Il quotidiano Repubblica si lancia in un toto-nomi: Federico Ruffo, conduttore di Mi manda Rai3. Ma in pole ci sarebbero anche due inviati storici del programma, Giorgio Mottola Giulio Valesini, nomi che sarebbero ricevuti meglio dalla redazione del programma.

IL PRESIDENTE FNSI: “RANUCCI ALLONTANATO DA REPORT? RITORSIONE CONTRO UN GIORNALISTA SGRADITO”

Intanto a difesa di Ranucci si è espresso Vittorio Di Trapani, presidente della Fnsi, Federazione Nazionale Stampa Italiana. “Ripristiniamo i fatti: i documenti con i quali è stato disposto l’arresto di Lavitola confermano che Sigfrido Ranucci è stato vittima di un attentato. In nessun passaggio si ipotizza un suo coinvolgimento diverso. E su eventuali influenze su inchieste di Report, la domanda da porsi è solo una: “Hanno diffuse notizie vere o false?”. E ad oggi la risposta è chiara: solo notizie vere. Non esiste alcuna sentenza che dica cose diverse”. Quindi “ormai è chiaro- è la conclusione del numero uno della Fnsi- che la sospensione delle repliche di Report e l’eventuale allontanamento di Sigfrido Ranucci dalla conduzione sarebbero solo una ritorsione contro un giornalista sgradito”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)