Nuove indagini diagnostiche sui capolavori di Piero della Francesca alla Galleria Nazionale delle Marche. L’iniziativa nasce nell’ambito delle attività di ricerca che accompagneranno la preparazione della mostra dedicata al pittore
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L’iniziativa nasce nell’ambito delle attività di ricerca che accompagneranno la preparazione della mostra dedicata al pittore, in programma alla National Gallery di Londra dal 2 ottobre 2027 al 30 gennaio 2028. Le indagini contribuiranno ad approfondire la conoscenza della tecnica esecutiva dell’artista, dei materiali impiegati e dell’eventuale disegno preparatorio, fornendo un importante supporto alla ricerca storico-artistica e alla realizzazione del catalogo della mostra.
La campagna è stata coordinata da David Buti (Cnr-Ispc) ed è stata realizzata grazie alla collaborazione tra la Galleria Nazionale delle Marche, il Cnr – Istituto di scienze del patrimonio culturale (Ispc), il Cnr – Istituto di scienze e tecnologie chimiche “Giulio Natta” (Scitec) e il Centro di Eccellenza SMAArt dell’Università degli Studi di Perugia, con il supporto della National Gallery di Londra e di E-RIHS.it, il nodo italiano dell’infrastruttura di ricerca europea E-RIHS (European Research Infrastructure for Heritage Science).
La campagna ha coinvolto laboratori, ricercatrici e ricercatori che operano stabilmente nell’ambito di E-RIHS, mettendo a disposizione competenze multidisciplinari e strumentazioni d’avanguardia che costituiscono servizi di eccellenza per la ricerca sul patrimonio culturale a livello nazionale ed europeo. Per il Cnr-Ispc hanno partecipato David Buti, Emanuela Grifoni e Cristiano Riminesi del Heritage Material Science Lab della sede di Firenze, Claudia Caliri e Michela Botticelli del XRAYlab della sede di Catania. Hanno inoltre preso parte alle attività Letizia Monico del Cnr-Scitec di Perugia e Catia Clementi del Centro di Eccellenza SMAArt dell’Università degli Studi di Perugia.
La campagna è stata realizzata in stretta sinergia con la Galleria Nazionale delle Marche, diretta da Luigi Gallo. Un ruolo centrale nell’organizzazione delle attività è stato svolto dalla conservatrice Marta Manfredi, che ha coordinato operativamente tutte le fasi della campagna e l’interazione tra il team scientifico e il museo. Il coordinamento scientifico e curatoriale è stato seguito da Giovanni Russo, storico dell’arte della Galleria e uno dei curatori del catalogo della mostra della National Gallery di Londra. Alle attività hanno inoltre collaborato Giulia Papini, il cui contributo è stato fondamentale per la pianificazione delle attività, la movimentazione in sicurezza delle opere e l’integrazione delle indagini con il percorso di studio e valorizzazione dei due dipinti, e la stagista degli Istituti Santa Paola di Mantova Rebecca Righi.
La campagna ha previsto l’impiego integrato di numerose metodologie diagnostiche non invasive, tra cui radiografia digitale, macro X-ray fluorescence (MA-XRF), imaging iperspettrale nel visibile e vicino infrarosso, imaging iperspettrale di fluorescenza e analisi puntuali mediante spettroscopia FTIR-NIR, spettroscopia di riflettanza e fluorescenza UV-VIS-NIR e spettroscopia Raman.
L’integrazione, all’interno di un’unica campagna diagnostica, di tecniche di imaging multimodale ad alta risoluzione e di spettroscopie molecolari e atomiche rende infatti possibile ottenere una documentazione senza precedenti delle opere, correlando informazioni complementari sulla distribuzione degli elementi chimici, sull’identificazione dei pigmenti e dei materiali organici, sulla presenza di disegni preparatori, pentimenti e restauri, nonché sulle modalità esecutive adottate da Piero della Francesca. I risultati contribuiranno inoltre ad arricchire la documentazione scientifica a supporto della mostra londinese e costituiranno un prezioso riferimento per le future attività di conservazione, studio e valorizzazione della Flagellazione di Cristo e della Madonna di Senigallia.
La campagna rappresenta un esempio significativo di come la collaborazione tra musei, enti di ricerca e infrastrutture di ricerca europee possa generare nuove conoscenze sul patrimonio culturale, mettendo in rete competenze, tecnologie e metodologie complementari. Un approccio interdisciplinare nel quale storici dell’arte, conservatori, chimici, fisici e specialisti della diagnostica lavorano fianco a fianco per approfondire la conoscenza, favorire la conservazione e valorizzare opere di eccezionale valore storico e artistico.
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