Il giovane, originario di Rovereto, stava giocando con un coetaneo a trattenere il fiato sotto l’acqua, poi la tragedia
È morto mentre stava giocando con un suo amico a una gara di apnea, un classico gioco che si fa spesso in piscina, da bambini e ragazzi: vedere chi riesce a stare sotto più a lungo trattenendo il fiato. Solo che a un certo punto lui, Leonardo Cortese, 19 anni, non è più uscito. L’amico in un primo momento ha creduto che stesse facendo un record, ma poi si è preoccupato e ha allertato i soccorsi. Purtroppo per il 19enne non c’è stato niente da fare: la tragedia è successa nella piscina ‘Blue planet 4.0’ di Capodisotto di Montecchio Precalcino, in provincia di Vicenza.
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Leonardo si trovava lì perché era ospite a casa del suo amico per qualche giorno, perchè la famiglia dell’amico ha una casa lì. Cortese era però originario di Rovereto, in provincia di Trento, come il suo amico: entrambi vivevano a Trento. Il 19enne si era appena diplomato al liceo scientifico Galilei e aveva intenzione di iscriversi all’Università per studiare Fisica. Il padre Maurizio Cortese, al quotidiano Alto Adige, lo ha ricordato con poche parole: “Era un figlio meraviglioso, pieno di vita”.
La piscina Blue Planet 4.0 oggi rimarrà chiusa: lo ha annunciato sul proprio profilo Facebook con questo messaggio: “Nessuna parola può esprimere lo sgomento e la profonda tristezza che tutti stiamo vivendo. In segno di profondo rispetto la piscina rimarrà chiusa martedì 4 agosto”.
COME SONO ANDATI I FATTI
Leonardo e il suo amico hanno fatto il bagno verso metà pomeriggio e dopo qualche nuotata si sono messi a giocare, appunto, all’apnea. Leonardo ha fatto una vasca intera in apnea in stile rana, poi però continuava a rimanere sotto. Poi a un certo punto il ragazzo ha capito che non si muoveva più: Leonardo era rimasto fermo con il volto rivolto verso il basso. Appena ha dato l’allarme, sono intervenuti i bagnini e alcune persone presenti, che hanno tirato fuori Leonardo dall’acqua. Sono subito iniziate le manovre di rianimazione. In poco tempo sono arrivati anche i sanitari dell’ospedale di Santorso e l’elicottero ma non c’è stato niente da fare. Il ragazzo è stato anche intubato.
LE INDAGINI
La Procura di Vicenza ha aperto un fascicolo e disposto alcuni accertamenti necessari per chiarire le cause della morte: si cercherà di capire se il ragazzo abbia avuto un malore prima di annegare, o se sia sentito male per la carenza di ossigeno data dalla sfida che stava facendo. Si tenterà di escludere anche un’eventuale congestione. Sono state acquisite anche le telecamere di videosorveglianza interne allo stabilimento che potrebbero aver registrato i momenti della morte del diciannovenne. Verrà valutato anche il rispetto delle norme di sicurezza da parte della piscina e il ruolo dei bagnini. benchè si tratti di un gioco molto diffuso, le gare di apnea sarebbero per la verità vietate, nelle piscine, proprio per motivi di sicurezza.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)