Eczema atopico delle mani, tralokinumab superiore a dupilumab


Eczema atopico delle mani, con tralokinumab miglioramenti significativi e superiori a dupilumab in un confronto indiretto

eczema cronico

Negli adulti con dermatite atopica e interessamento delle mani da moderato a grave, tralokinumab ha determinato miglioramenti significativi della gravità dell’eczema, della qualità di vita, della produttività lavorativa e delle attività quotidiane, con un confronto indiretto che suggerisce una maggiore efficacia rispetto a dupilumab per alcune risposte cliniche profonde. I dati derivano dallo studio di fase 3b ADHAND e da un’analisi MAIC presentati al congresso Revolutionizing Atopic Dermatitis (RAD) 2026.

ADHAND rappresenta il primo studio randomizzato di fase 3b progettato specificamente per pazienti con dermatite atopica e coinvolgimento delle mani da moderato a grave, una popolazione per la quale finora erano disponibili poche evidenze provenienti da studi clinici dedicati. Lo studio internazionale, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo e a gruppi paralleli ha avuto una durata di 32 settimane, seguite da un’estensione in aperto di ulteriori 16 settimane.

Sono stati arruolati adulti con eczema atopico delle mani di grado moderato-severo, punteggio del prurito all’Hand Eczema Symptom Diary (HESD) pari ad almeno 4 e risposta inadeguata ai trattamenti topici prescritti nell’anno precedente. Durante la fase in doppio cieco non era consentito l’utilizzo di terapie topiche sulle mani. Complessivamente sono stati randomizzati 235 pazienti in rapporto 2:1 a ricevere tralokinumab 300 mg ogni due settimane (n=156) oppure placebo (n=79).

Endpoint primario raggiunto con differenze altamente significative
L’endpoint primario è stato raggiunto con una chiara superiorità di tralokinumab rispetto al placebo. Alla settimana 16, il 40,0% dei pazienti trattati con tralokinumab ha raggiunto un punteggio IGA-AHE 0/1, indicativo di cute libera o quasi libera da lesioni, rispetto al 10,6% del gruppo placebo, con una differenza di trattamento del 29,7% (P<0,001).

I benefici hanno continuato ad aumentare nel tempo: alla settimana 32, tra i pazienti che hanno proseguito il trattamento con tralokinumab, il 57,9% (77 su 133) aveva raggiunto un punteggio IGA-AHE 0/1.

Risultati altrettanto solidi sono emersi utilizzando l’Hand Eczema Severity Index (HECSI). Alla settimana 16 il 41,7% dei pazienti trattati con tralokinumab ha ottenuto una riduzione di almeno il 90% del punteggio (HECSI-90), contro il 10,9% del placebo, con una differenza di trattamento del 30,8% (P<0,001). Anche tutti gli endpoint secondari principali relativi alla gravità della malattia (HECSI-50 e HECSI-75) sono risultati significativamente superiori con tralokinumab già alla settimana 16, con ulteriori miglioramenti osservati fino alla settimana 32.

Miglioramenti rapidi della produttività lavorativa e della qualità di vita
Oltre al controllo delle manifestazioni cutanee, il trattamento ha prodotto benefici precoci sulla vita quotidiana dei pazienti. Tra i 111 partecipanti trattati con tralokinumab che risultavano occupati, la riduzione della compromissione della produttività lavorativa (Work Productivity Impairment) è stata osservata già dalla seconda settimana, il primo momento previsto per la valutazione.

Anche la limitazione delle attività quotidiane (Activity Impairment), valutata in tutti i partecipanti indipendentemente dallo stato occupazionale, è migliorata in modo significativo rispetto al placebo durante l’intero periodo di trattamento in doppio cieco di 16 settimane. La qualità di vita, misurata mediante il Dermatology Life Quality Index (DLQI), è migliorata del 60,9% rispetto al basale nei pazienti trattati con tralokinumab, contro il 21,0% osservato con placebo (P<0,001).

Profilo di sicurezza sovrapponibile al placebo
Durante il periodo in doppio cieco il profilo di sicurezza è risultato coerente con quello già noto di tralokinumab. Gli eventi avversi sono stati riportati nel 60,3% dei pazienti trattati con tralokinumab e nel 60,8% di quelli trattati con placebo. Gli eventi avversi gravi sono risultati poco frequenti (1,9% contro 1,3%), mentre gli eventi avversi severi sono stati meno comuni con tralokinumab (1,3%) rispetto al placebo (3,8%).

Il confronto indiretto suggerisce un vantaggio rispetto a dupilumab
Un’ulteriore analisi, basata su un Matching-Adjusted Indirect Comparison (MAIC) ancorato*, ha confrontato indirettamente tralokinumab con dupilumab utilizzando i dati individuali dei pazienti dello studio ADHAND, pesati per renderli comparabili con quelli dello studio LIBERTY-AD-HAFT in termini di età, sesso, etnia e gravità iniziale dell’eczema delle mani.

*Un Matching-Adjusted Indirect Comparison (MAIC) ancorato è un metodo statistico utilizzato per confrontare indirettamente due trattamenti che non sono mai stati valutati testa a testa nello stesso studio clinico, sfruttando un comparatore comune (ad esempio il placebo). Nella MAIC, i dati individuali dei pazienti di uno studio vengono ponderati (pesati) affinché le caratteristiche dei pazienti (ad esempio età, sesso, gravità della malattia e altri fattori prognostici) corrispondano a quelle dei partecipanti dell’altro studio. In questo modo si riducono le differenze tra le popolazioni e il confronto tra i due trattamenti risulta più affidabile. L’analisi viene definita “ancorata” perché il confronto avviene attraverso un braccio di controllo comune, come il placebo o un trattamento standard, presente in entrambi gli studi. Questo approccio è generalmente considerato più robusto rispetto ai confronti indiretti non ancorati.

Alla settimana 16, tralokinumab ha dimostrato una probabilità significativamente maggiore di ottenere una risposta HECSI-90 rispetto a dupilumab (27,0% contro 9,5%), con una differenza assoluta del rischio del 17,5% (P=0,040). Anche la riduzione della compromissione delle attività quotidiane (Percent Routine Activity Impairment) è risultata significativamente superiore con tralokinumab, con una differenza assoluta del rischio del 16,0% (P=0,005).

Gli altri endpoint valutati, compresi IGA 0/1, HECSI-75, la riduzione percentuale del punteggio HECSI e le misure relative a prurito e dolore, hanno mostrato un vantaggio numerico a favore di tralokinumab, pur senza raggiungere la significatività statistica nel confronto indiretto.

Conferme anche da una revisione di studi clinici e real-world
I risultati dello studio ADHAND sono stati ulteriormente supportati da una revisione narrativa presentata al congresso, che ha incluso 16 studi clinici e di real-world evidence. L’analisi ha confermato che tralokinumab è in grado di indurre miglioramenti precoci, profondi e duraturi nelle aree della dermatite atopica a maggiore impatto clinico, in particolare mani e regione testa-collo, sia negli adulti sia negli adolescenti, indipendentemente dal fototipo cutaneo e dalla precedente esposizione a terapie sistemiche.

Referenze

Ehst B, et al. Tralokinumab treatment in patients with atopic dermatitis and moderate-to-severe hand involvement: results from the 32-week phase 3b ADHAND trial. Presented at: Georg Rajka International Symposium on Atopic Dermatitis 2026; June 2026.

Armstrong A, et al. Tralokinumab versus dupilumab for the treatment of moderate to severe atopic dermatitis with hand involvement: a matching-adjusted indirect comparison. Presented at: Georg Rajka International Symposium on Atopic Dermatitis 2026; June 2026.

Chovatiya R, et al. Tralokinumab in patients with moderate-to-severe atopic dermatitis with high-burden area involvement. Presented at: Georg Rajka International Symposium on Atopic Dermatitis 2026; June 2026.