Per i servizi di sicurezza russi la piattaforma non ha rimosso i canali utilizzati per compiere atti eversivi e crimini
Il Servizio di sicurezza federale russo (FSB) ha incriminato il fondatore di Telegram, Pavel Durov, per aver agevolato attività terroristiche e ha emesso un mandato di arresto internazionale nei suoi confronti. Rischia l’ergastolo.
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Attraverso una nota ufficiale riportata dalle agenzie russe, i servizi di sicurezza di Mosca hanno affermato che, in violazione delle leggi russe, l’amministrazione di Telegram, non ha rimosso molteplici canali, tra cui chat e bot che sarebbero stati utilizzati dai servizi speciali ucraini e da organizzazioni terroristiche ed estremiste per pianificare atti eversivi e terroristici, omicidi di massa e crimini informatici in Russia.
Stando a quanto riporta l’agenzia Tass, che ha diffuso la nota, le indagini su Durov erano già state pubblicate lo scorso febbraio sul quotidiano Rossijskaja Gazeta. Secondo la testata, dal 2022 in Russia sono stati registrati oltre 153.000 reati commessi utilizzando Telegram. Tra questi: l’attacco di marzo 2024 alla Crocus City Hall e gli assassinii dei blogger e giornalisti russi Darya Dugina e Maxim Fomin.
Rossijskaja Gazeta, ha inoltre riportato che l’FSB ha sventato 475 atti terroristici orchestrati tramite la piattaforma. A fronte di questo scenario, l’autorità russa di controllo delle telecomunicazioni, Roskomnadzor, ha inviato oltre 150.000 richieste al team di Durov per la rimozione di contenuti illegali, in gran parte ignorate.