Francia e Spagna prendono fuoco, 30mila persone in fuga. Chiesto intervento Ue


Madrid ha proclamato lo stato di emergenza nazionale. Temperature marine fuori scala, anche di 5 gradi

L’ondata di calore che sta martoriando l’Europa meridionale ha costretto circa 30.000 persone alla fuga da incendi devastanti in Francia e Spagna, mentre un’anomala ondata di calore marina sta letteralmente cuocendo il Mediterraneo.

Parigi ha richiesto l’intervento dell’Unione Europea per fronteggiare un grave rogo nei pressi della costa atlantica, mentre Madrid ha proclamato lo stato di emergenza nazionale.

incendi spagna

Macron ha descritto la situazione come estremamente critica, con l’incendio nella Gironda particolarmente preoccupante. La Francia ha attivato il meccanismo europeo di protezione civile, ottenendo rinforzi aerei dalla Croazia, dal Portogallo ed elicotteri pesanti da Repubblica Ceca e Slovacchia.

Il rogo sulla costa atlantica ha già costretto all’evacuazione di quasi 20.000 persone, comprese migliaia di turisti sorpresi nei campeggi e nelle case vacanza della zona. Le fiamme sono divampate in una fitta pineta vicino al villaggio di Saumos, circa 40 km a ovest di Bordeaux, non lontano dalla rinomata baia di Arcachon. In appena 24 ore l’incendio ha divorato oltre 3.700 ettari. Non si registrano vittime, ma diverse abitazioni sono andate distrutte.

Circa 800 vigili del fuoco e quattro velivoli antincendio stanno combattendo le fiamme, ma la situazione resta critica secondo la prefettura locale, con i pompieri costretti a difendere le abitazioni una per una nelle zone semiurbane più esposte.

Spagna brucia
Incendio in Andalusia

Nella notte tra giovedì e venerdì, la Spagna ha dichiarato lo stato di emergenza nella regione della capitale e nella provincia di Avila, dove diversi incendi boschivi sono sfuggiti al controllo. Nella sola area madrilena sono state evacuate 10.000 persone, con la gestione dell’emergenza affidata a un’unità militare specializzata. Il premier Pedro Sánchez ha comunicato che il governo ha mobilitato tutte le risorse disponibili per contrastare i roghi. Quest’anno in Spagna sono già andati in cenere quasi 125.000 ettari, contro i 393.000 dell’intero anno precedente.

Intanto giovedì la località murciana di Cieza ha toccato i 44,7°C. Il giorno prima, le città di Albacete, Ávila e Teruel avevano già polverizzato i record di luglio, sfiorando i 42 gradi. Il Sistema di monitoraggio del Mediterraneo segnala che l’80% della superficie del mare è interessata da un’ondata di calore marina, con anomalie termiche fino a 5° superiori alla media storica 1991-2020.

I dati diffusi mercoledì dal Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi rivelano una superficie bruciata circa doppia rispetto alla media degli ultimi vent’anni per lo stesso periodo. La Francia ha stabilito un nuovo record per estensione delle aree incendiate, mentre la Spagna ha battuto il primato per numero di roghi.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)