Su Rai Storia “L’Italia della Repubblica” con “Un popolo di emigranti”


Tra il 1951 e il 1960 i movimenti migratori portarono oltre due milioni di persone ad abbandonare il Mezzogiorno per trasferirsi al nord o all’estero: ne parla “L’Italia della Repubblica” su Rai Storia

cronache dalla storia

Il fenomeno delle migrazioni interne rappresenta una delle conseguenze più rilevanti della crescita industriale in Italia. Ne parla la puntata della serie “L’Italia della Repubblica” dal titolo “Un popolo di emigrati”, in onda mercoledì 22 luglio 2026 su Rai 5.
Dal 1951 al 1960 oltre due milioni di persone abbandonano il Mezzogiorno per trasferirsi nelle città del nord o all’estero. Si viaggia a bordo del treno del sole, il simbolo di quei viaggi che hanno unito il nord al sud dell’Italia.

Si parte dalla Puglia, dalla Sicilia, dalla Campania, ma anche il settentrione ha i suoi emigranti. Il Sud diventa il serbatoio di manodopera per il triangolo industriale. Gli effetti sono immediati: le campagne si spopolano e le città si riempiono con evidenti problemi di sovraffollamento e insufficienza dei servizi. Si parte con in tasca l’indirizzo di un compaesano che può ospitarti in attesa di trovare un lavoro. Si vive in pensioni, in locande, a volte in soffitte e l’integrazione non è facile. Spesso i “meridionali” sono guardati con diffidenza e ci vorrà del tempo perché l’integrazione avvenga.

Ernesto Olivero, intervistato da Michele Astori, aiuterà a capire l’impatto dei movimenti migratori sulle città e sulle vite degli italiani che hanno raggiungo il nord negli anni ‘60.
La puntata, introdotta da Paolo Mieli, si avvale inoltre del contributo degli storici Piero Bevilacqua ed Emilio Franzina, del demografo Antonio Golini (deceduto nel 2025) e del giornalista e scrittore Goffredo Fofi (deceduto nel 2025).