Con il nuovo singolo “Take Me Away”, i TheRemedy raccontano la sensazione di vivere dentro una vita che sembra già scritta da qualcun altro
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Una quotidianità che dall’esterno appare stabile, persino desiderabile, ma che all’interno lascia poco spazio all’aria, ai desideri e alla possibilità di scegliere davvero.
Il protagonista osserva la propria condizione con lucidità crescente. La “small golden cage” del testo rappresenta proprio questa contraddizione: una prigione elegante, rassicurante in apparenza, capace però di consumare lentamente ciò che conta. Attorno si accumulano paure, obblighi, dipendenze affettive e aspettative che diventano “catene fredde”, invisibili agli altri eppure dolorosamente reali per chi le porta ogni giorno.
“Take Me Away” segue un percorso che parte dalla frustrazione e dalla stanchezza per arrivare a una nuova consapevolezza.
L’urlo “Look at me! I want to run away!” rompe gli argini della rabbia trattenuta, mentre il finale apre uno spiraglio diverso: stringere i propri sogni, rialzarsi, compiere un altro passo, concedersi finalmente la possibilità di esistere secondo le proprie regole.
Sul piano musicale, il brano esplora coordinate alternative metal attraverso riff quadrati, spigolosi e paludosi che scandiscono un percorso irregolare. Come accade addentrandosi in una zona selvaggia, il passo cambia continuamente: ci sono tratti in cui si corre e altri in cui il terreno costringe a rallentare, seguendo le svolte emotive della narrazione. La voce è il camaleonte che accompagna il cammino, alterna inglese e italiano, tanto agile sul pulito quanto brutale e liberatoria quando strizza l’occhio al death metal con un’incursione nel growl.
“Take Me Away” graffia come i rovi ai margini di un sentiero boschivo. Le chitarre lasciano segni sulla pelle del brano, mentre la nebbia ne avvolge il paesaggio sonoro e qualche apertura melodica affiora come una radura inattesa. Ne emerge il ritratto di chi soffre in silenzio, riconosce finalmente la propria prigione e trova dentro di sé la forza necessaria per cercare un varco verso la libertà.
I TheRemedy nascono nel 2021 nelle nebbiose terre alessandrine, un periodo segnato da pandemie, crisi sociali e un rinnovato bisogno di ribellione.
La band è il frutto dell’incontro tra cinque musicisti provenienti da esperienze differenti: Andrea “Rust” (Generical Disorder, Matermachina, Sylpheed, Infection Code) ed Enrico “Jack” (Sunset Shadows, Snakes, Black Ram, Sylpheed) alle chitarre, Andrea Moretti (Hellterror League, A Thousand Winters, Animhate) al basso, Ale “The Sword” (Dr. Cyclops) alla batteria e la voce di “Fenis” Ilenia (Lucky Star, Sylpheed).
Dopo l’uscita di Andrea per motivi lavorativi, la band trova in Daniele “Dany” un degno sostituto con il quale continuare a scrivere materiale nuovo.
Difficile racchiudere i TheRemedy in una sola etichetta: il loro suono non è solo classic, heavy, prog o death, ma un ibrido che attinge a tutti questi mondi per creare qualcosa di personale e imprevedibile.
Tra throaty screaming e clean vocals, aperture melodiche e groovy e tempi dispari, la band costruisce un’identità sonora che sfugge alle catalogazioni rigide, ma trova coerenza in arrangiamenti ricercati e ambientazioni non scontate, che richiedono un ascolto curioso e senza preconcetti: come la band stessa dice, “alla fine per tutto c’è un rimedio”.