I World Goes Round, storica band composta da Frank Musker, Elizabeth Lamers e Marty Walsh, entrano in un nuovo capitolo della loro carriera musicale
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I World Goes Round, storica band composta da Frank Musker, Elizabeth Lamers e Marty Walsh (che insieme all’ex membro Jeff Hull hanno definito l’identità iniziale e pubblicato l’album omonimo), entrano in un nuovo capitolo della loro carriera musicale. Dopo anni di esperienze e collaborazioni internazionali, il trio propone un progetto rinnovato, con un suono fedele alla loro storia ma orientato al futuro.
Dopo “Be the Love You Are”, pubblicato lo scorso anno e accolto anche in Italia con buoni riscontri, esce il nuovo singolo “Too Much Love Will Kill You”, brano scritto da Frank Musker ed Elizabeth Lamers con Brian May dei Queen, riarrangiato in chiave personale.
Originariamente registrata dai Queen negli anni Ottanta, la canzone è diventata celebre nella versione solista di May, pubblicata nel suo album solista Back to the Light (1992) dopo essere stata presentata al Freddie Mercury Tribute Concert. La versione dei Queen con Freddie Mercury è poi apparsa nell’album Made in Heaven (1995), guadagnando riconoscimenti, tra cui il prestigioso Ivor Novello Award, e diventando uno dei brani più intensi e riconosciuti di quel periodo.
Oggi i WGR presentano la loro versione reinterpretando il brano con il suono unico del trio Frank Musker, Elizabeth Lamers e Marty Walsh, miscelando esperienza, energia dal vivo e nuova creatività. La band arricchisce il proprio sound con il contributo di alcuni tra i migliori musicisti di Los Angeles, rendendolo più live e dinamico. Nel nuovo singolo hanno suonato: Michael Ruff, pianoforte e organo, e il leggendario John JR Robinson, il groove dietro molti successi di Michael Jackson, alla batteria.
Intanto, i World Goes Round si preparano a salire per la prima volta sul palco insieme, per una presentazione live speciale a Roma, martedì 23 giugno, in occasione dell’evento organizzato da Fondazione AILA al Parco Archeologico del Colosseo, Tempio di Venere (dove già lo scorso anno a Frank Musker fu consegnato il Premio AILA-Progetto Donna).