Alla fine dei negoziati Trump ha rassicurato sulla permanenza degli Stati Uniti nell’Alleanza, dicendo ai leader europei: “Ho sentito il vostro amore”
Il Vertice NATO del 2026 si è concluso ad Ankara, in Turchia. Sotto la presidenza del Segretario Generale Mark Rutte e ospitato presso il Complesso Presidenziale di Beştepe, il summit ha riunito i leader dei 32 Paesi membri in un momento cruciale per gli equilibri geopolitici ed euro-atlantici, formalizzando impegni economici e strategici di portata storica.

Lo slogan che ha guidato e riassunto i lavori di questa edizione è stato “Un’Europa più forte in una Nato più forte”, a sottolineare la necessità di una maggiore responsabilizzazione della componente europea dell’Alleanza in sinergia con gli Stati Uniti.
Mark Rutte (Segretario Generale NATO), che ha agito da mediatore politico, ha minimizzato gli scontri verbali tra i leader, dichiarando con pragmatismo che le famiglie “in cui si litiga un poco sono più forti. Mi piace quando tra amici si può litigare… e Trump non è uno che tiene le sue idee per sé”. Ha sottolineato anche che l’Europa e il Canada hanno investito 258 miliardi di dollari in più nel biennio 2025-2026, definendolo un cambio di mentalità necessario: “Non è sostenibile chiedere a un Paese di 350 milioni di persone, che si trova a 8 ore di volo da qui, di difenderci dai russi, quando 600 milioni di persone vivono nella parte più ricca della NATO”.
I punti chiave del Vertice
In primis il rafforzamento della Difesa: la dichiarazione finale ha annunciato lo stanziamento di oltre 50 miliardi di dollari per potenziare la capacità di difesa collettiva degli Alleati, concentrandosi sull’abbattimento delle barriere commerciali nel settore industriale della difesa e sul consolidamento del piano di investimenti storici avviato nel precedente vertice dell’Aia.
Si è poi discusso del sostegno all’Ucraina. I leader hanno concordato un nuovo pacchetto da 70 miliardi di euro in equipaggiamento e forniture militari destinati a Kiev, riaffermando il supporto a lungo termine contro l’aggressione russa.
All’apertura del documento conclusivo è stato ribadito il vincolo inscindibile dell’Articolo 5 — un attacco a uno è un attacco a tutti — identificando Mosca come la principale minaccia persistente alla stabilità euro-atlantica.
Infine uno sguardo a Sud e al ruolo della Turchia, che ospitando il vertice, ha impresso una forte spinta strategica verso il quadrante meridionale dell’Alleanza. È stato quindi discusso il rafforzamento dell’Iniziativa di Cooperazione di Istanbul (ICI) per estendere la cooperazione in materia di sicurezza e lotta al terrorismo con i partner del Golfo (come Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Bahrain).
L’incontro ha sancito un’ulteriore evoluzione nei piani di deterrenza della NATO, integrando in modo più strutturato le capacità convenzionali e nucleari con le nuove frontiere della difesa cibernetica e spaziale.
President Donald J. Trump, speaking at the NATO Summit in Ankara, Turkey, on U.S. strikes against Iran:pic.twitter.com/AFchhdqvrY
— The White House (@WhiteHouse) July 8, 2026
Donald Trump: “Sono arrabbiato con la Nato, male l’Italia sulle basi”
Il presidente statunitense ha polarizzato il vertice alternando attacchi frontali a toni distensivi. Ha espresso forte insoddisfazione per la mancanza di sostegno da parte di nazioni come Italia, Germania, Francia e Gran Bretagna sulle recenti tensioni riguardanti lo Stretto di Hormuz e l’Iran. Ha definito la Spagna un partner “senza speranza”, minacciando ritorsioni commerciali, e ha criticato l’Italia dicendo che è stata “pessima con le basi”.
Nonostante i passati attriti, ha definito “ottimo” il bilaterale con Volodymyr Zelensky, dichiarando che gli attacchi ucraini in territorio russo, pur essendo un’escalation, “potrebbero contribuire a mettere fine alla guerra”. Ha inoltre annunciato l’intenzione di concedere a Kiev la licenza per produrre direttamente i sistemi missilistici Patriot: “Mostreremo come si fanno, così non potrete lamentarvi che non ve ne diamo abbastanza”.
Fnti alleate hanno riferito che alla fine dei negoziati Trump ha rassicurato sulla permanenza degli Stati Uniti nell’Alleanza, dicendo ai leader europei: “Ho sentito il vostro amore”.

Giorgia Meloni: “Sulla Nato rispettiamo gli impegni ma stabiliamo noi i modi. Con gi Usa non mi pento di nulla”
La Presidente del Consiglio italiana si è trovata a gestire le frizioni dirette con la Casa Bianca, mantenendo una linea ferma ma diplomatica. Dopo le tensioni delle settimane precedenti, ha liquidato la questione definendo il confronto “cordiale”. Ha risposto alle critiche sottolineando il peso specifico del nostro Paese: “L’Italia è un alleato credibile. Non c’è una nazione che mette a disposizione più uomini rispetto ai nostri nelle missioni”.
Sull’aumento delle spese per la Difesa chiesto da Washington, ha chiarito la posizione italiana: “Rispettiamo gli impegni, ma in modo sostenibile. Se investiamo in Difesa, quei soldi devono restare in Italia”, rivendicando il ruolo delle aziende nazionali (come Leonardo). Ha poi aggiunto che “L’Europa deve garantire la propria sicurezza da sola, non per fare un favore a qualcuno”.
Friedrich Merz: “È nato il nuovo spirito di Ankara”
Il Cancelliere tedesco ha espresso forte ottimismo per l’esito dei lavori, parlando della nascita di un nuovo “spirito di Ankara” volto a rendere la NATO più forte, coesa e marcatamente più “europea” nella gestione della propria sicurezza.
Macron evoca future esercitazioni congiunte dei Volenterosi per Kiev
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha evocato, a margine del vertice Nato di Ankara, future ”esercitazioni” militari congiunte degli Stati aderenti alla cosiddetta ”coalizione dei volenterosi” per l’Ucraina. “Il prossimo 13 luglio, a Parigi, la Coalizione dei Volenterosi si riunirà nuovamente. Sarà un’occasione per discutere della lotta contro la flotta fantasma, di nuove iniziative in materia di capacità, della mobilitazione della nostra industria a sostegno dell’Ucraina, per fare ulteriori annunci e anche per programmare esercitazioni congiunte”, ha dichiarato il presidente francese.
Infine, Recep Tayyip Erdoğan, come padrone di casa del vertice ad Ankara, ha sfruttato l’occasione per mettere in risalto l’enorme crescita della propria industria bellica nazionale (con oltre 3.000 aziende attive nel settore della difesa) e ha invitato gli alleati europei a non agire con decisioni unilaterali che possano indebolire la coesione strutturale della NATO.