Terremoto Venezuela, le vittime salgono a 2.645. Si scava per salvare il capo della polizia: vivo sotto le macerie dopo 9 giorni
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Mentre svaniscono le speranze per tantissime persone rimaste intrappolate nei crolli degli edifici crollati, altrove si scoprono nuovi ‘segnali di vita’. Dopo nove giorni, il bilancio delle vittime dei terremoti che hanno colpito il Venezuela è salito a 2.645: a dare l’ultimo, triste, aggiornamento sulla tragedia nazionale è il ministero dell’Informazione del paese. Secondo quanto riferito dal ministero, anche dalle sue pagine on-line, 12.666 persone sono rimaste ferite e circa 15.000 senza casa a causa delle scosse che hanno devastato il Paese il 24 giugno scorso.
SEGNI DI VITA SOTTO LE MACERIE DOPO 9 GIORNI: SI SCAVA PER SALVARE IL CAPO DELLA POLIZIA
Proprio poche ore fa, dopo 9 giorni e oltre 200 ore dai crolli causati da due terremoti fortissimi, le squadre di soccorso hanno confermato segnali di vita da un gruppo di almeno 21 persone sotto le macerie dell’edificio Oasis Beach, situato a Playa Grande. Lo riferiscono i media locali venezuelani. Tra i sopravvissuti si troverebbe il viceammiraglio Gustavo Romero Matamoros, capo della polizia dello Stato venezuelano di La Guaira. L’uomo infatti, rimasto intrappolato sotto le macerie da nove giorni, è riuscito a ristabilire un contatto con i soccorritori, comunicando in codice Morse, nonostante una mano schiacciata e un braccio ferito. Non solo: era riuscito a contattare la moglie tramite ricetrasmittente e ha confermato che si trova con altre 20 persone all’interno di un perimetro di sicurezza istituito dopo il crollo.
Le squadre di ricerca internazionali hanno intensificato le operazioni di salvataggio che sono molto complesse a causa dell’instabilità delle solette in cemento armato. Le squadre di soccorso hanno inizialmente tentato un accesso sotterraneo, che è stato poi abbandonato a causa dello spessore delle pareti, e hanno quindi proceduto alla rimozione delle solette superiori, rischiando ulteriori crolli.
SOLO 12 SUPERSTITI NELL’HOTEL DEI MIGRANTI, OSPITAVA 147 RIMPATRIATI DAGLI USA
In Venezuela solo 12 persone migranti sono state estratte dalle macerie dell’hotel crollato dopo il sisma del 25 giugno, sulle 147 che ospitava, tra cui donne, uomini e bambini. Una tragedia nella tragedia, come scrivono le testate locali: si tratta di un gruppo di venezuelani rimpatriati con la forza dagli Stati Uniti, nell’ambito delle politiche di tolleranza zero che l’amministrazione Trump attua nei confronti di chi entra nel Paese attraverso le vie irregolari.
Secondo la ricostruzione della testata El Pais, i migranti sono arrivati a Caracas poche ore prima del sisma, il 24 giugno. La stessa testata riferisce che, dopo l’atterraggio, i 147 erano stati trasferiti nell’Hotel Santuario La Llanada, nello Stato di La Guaira, in una struttura nota per accogliere le persone migranti deportati su ordinanza dell’amministrazione statunitense.
Mentre le famiglie speravano di riabbracciare i propri cari, molti dei quali lontani da casa da oltre un anno, il terremoto ha provocato il crollo dell’edificio, seppellendo il gruppo sotto le macerie, tra cui ci sono sette bambini. Dopo nove giorni le stesse famiglie chiedono alle autorità di continuare a scavare e di fornire notizie, mentre alcuni testimoni al El Pais hanno assicurato che “qualcuno là sotto è ancora vivo”.
MELONI: “ALL’ ITALIA IL RICONOSCIMENTO ‘HEROE VENEZUELA’, GRATA AI SOCCORRITORI”
“Il devastante terremoto che ha colpito il Venezuela continua, purtroppo, a restituirci il suo bilancio più doloroso. Migliaia di vite spezzate, tra cui sono state riconosciute anche sedici vittime di origine italiana. Rinnovo, a nome mio e del Governo, il più sincero cordoglio e la nostra vicinanza al popolo venezuelano e a tutte le famiglie colpite da questa immane tragedia. L’Italia continuerà a fare la propria parte, con spirito di solidarietà e amicizia, per sostenere il Venezuela in questo momento così difficile”. Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni.
La presidente del Consiglio poi rivolge “un pensiero di profonda gratitudine ai nostri soccorritori. Il diploma con medaglia di ‘Héroe de Venezuela‘ – il più alto riconoscimento del Paese per chi si distingue nelle operazioni di soccorso e assistenza umanitaria, conferito dalla presidente Delcy Rodiguez alla Repubblica Italiana – rende onore allo straordinario lavoro svolto da tutto il personale impegnato nelle operazioni di soccorso. Il vostro coraggio, la vostra professionalità e l’umanità con cui rappresentate l’Italia rendono orgogliosa tutta la Nazione. Grazie per ciò che avete fatto e per ciò che continuate a fare”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)