Battuta d’arresto per Novocure nel tentativo di ampliare ulteriormente l’impiego della tecnologia TTFields (Tumor Treating Fields) nel glioblastoma di nuova diagnosi
![]()
Battuta d’arresto per Novocure nel tentativo di ampliare ulteriormente l’impiego della tecnologia TTFields (Tumor Treating Fields) nel glioblastoma di nuova diagnosi. Lo studio registrativo di fase 3 TRIDENT non ha infatti raggiunto il suo endpoint primario, mostrando che l’avvio della terapia durante la fase di chemioradioterapia non determina un vantaggio significativo in termini di sopravvivenza globale rispetto all’inizio del trattamento nella successiva fase di mantenimento.
I risultati rappresentano una delusione per l’azienda, che puntava a dimostrare che un utilizzo ancora più precoce della tecnologia potesse migliorare ulteriormente gli esiti clinici di una delle neoplasie cerebrali più aggressive e difficili da trattare.
Lo studio TRIDENT
TRIDENT ha cercato di capire se anticipare l’inizio della terapia TTFields alla fase concomitante di radioterapia e temozolomide potesse offrire un ulteriore beneficio clinico.
I pazienti con glioblastoma di nuova diagnosi sono stati randomizzati a ricevere TTFields fin dall’inizio della chemioradioterapia oppure secondo l’attuale pratica clinica, cioè durante la successiva fase di mantenimento con temozolomide.
L’analisi finale ha mostrato una sopravvivenza globale mediana di 17,7 mesi nel gruppo trattato precocemente contro 17,5 mesi nel gruppo di controllo, una differenza che non ha raggiunto la significatività statistica.
Sicurezza confermata
Nonostante il mancato raggiungimento dell’obiettivo principale, Novocure ha sottolineato come lo studio abbia confermato la fattibilità e la sicurezza dell’utilizzo della tecnologia durante la chemioradioterapia.
«TRIDENT non ha raggiunto l’endpoint primario, ma ha dimostrato la fattibilità e la sicurezza dell’avvio della terapia TTFields durante la chemioradioterapia», ha dichiarato Uri Weinberg, Chief Medical and Innovation Officer dell’azienda.
Le percentuali di sopravvivenza a uno, due e tre anni sono risultate sostanzialmente sovrapponibili tra i due gruppi, con un lieve vantaggio numerico a favore del trattamento precoce a tre anni (22,5% contro 18,4%), dato tuttavia insufficiente a modificare il risultato complessivo dello studio.
Possibili implicazioni regolatorie
Nonostante la mancata superiorità, diversi analisti ritengono che i dati possano comunque supportare una futura estensione dell’indicazione.
Attualmente l’utilizzo dei TTFields è previsto dopo il completamento della radiochemioterapia. Un eventuale aggiornamento della scheda tecnica potrebbe consentire di iniziare il trattamento già durante questa fase, ampliando il numero di pazienti candidabili alla terapia, in particolare quelli che mostrano un peggioramento clinico prima di arrivare alla fase di mantenimento.
Secondo alcune stime, questo potrebbe aumentare del 20-30% la popolazione potenzialmente trattabile.
Che cosa sono i Tumor Treating Fields
I Tumor Treating Fields (TTFields) rappresentano una modalità terapeutica innovativa e unica nel panorama oncologico. A differenza della chemioterapia, della radioterapia o delle terapie farmacologiche mirate, questa tecnologia sfrutta campi elettrici alternati a bassa intensità e frequenza intermedia per interferire con i processi biologici che consentono alle cellule tumorali di proliferare.
Durante la divisione cellulare, le cellule neoplastiche devono organizzare strutture intracellulari fondamentali, come il fuso mitotico, responsabile della corretta distribuzione dei cromosomi alle cellule figlie. I TTFields alterano questi meccanismi attraverso l’azione dei campi elettrici, ostacolando la mitosi e favorendo la morte delle cellule tumorali. Studi preclinici hanno inoltre suggerito effetti aggiuntivi sulla riparazione del DNA, sulla permeabilità delle membrane cellulari e sui processi immunitari che si sviluppano all’interno del microambiente tumorale.
Nel glioblastoma la terapia viene somministrata mediante quattro array di trasduttori adesivi applicati direttamente sul cuoio capelluto rasato. Gli elettrodi sono collegati a un generatore portatile alimentato a batteria che il paziente può trasportare in uno zaino o in una borsa dedicata. Per ottenere il massimo beneficio clinico il dispositivo deve essere utilizzato per almeno 18 ore al giorno, in modo continuativo.
L’interesse verso questa tecnologia è cresciuto dopo i risultati dello studio registrativo EF-14, che ha arruolato pazienti con glioblastoma di nuova diagnosi dopo il completamento della chemioradioterapia standard. In questo studio, l’aggiunta dei TTFields alla terapia di mantenimento con temozolomide ha portato a un miglioramento significativo degli outcome clinici, aumentando la sopravvivenza libera da progressione da 4 a circa 7 mesi e la sopravvivenza globale mediana da 16 a quasi 21 mesi. Inoltre, il tasso di sopravvivenza a cinque anni è risultato più che raddoppiato rispetto alla sola temozolomide.
Sulla base di questi risultati, i TTFields sono stati approvati negli Stati Uniti, in Europa e in numerosi altri Paesi come parte del trattamento standard del glioblastoma di nuova diagnosi. Rimangono tuttavia oggetto di discussione all’interno della comunità neuro-oncologica, soprattutto per l’impegno richiesto ai pazienti nell’utilizzo quotidiano del dispositivo e per il costo elevato della terapia. Nonostante ciò, rappresentano una delle poche innovazioni che negli ultimi vent’anni abbiano dimostrato di migliorare in modo significativo la sopravvivenza in questa forma particolarmente aggressiva di tumore cerebrale.