Psicosi del Parkinson, benefici con avvio precoce di pimavanserin


Psicosi del Parkinson, l’avvio precoce di pimavanserin potrebbe migliorare l’evoluzione dei sintomi secondo nuovi studi

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Un’analisi post hoc esplorativa presentata all’Advanced Therapeutics in Movement & Related Disorders (ATMRD) Congress 2026 indica che l’avvio precoce di pimavanserin (Nuplazid; Acadia Pharmaceuticals) potrebbe associarsi a una traiettoria più favorevole dei sintomi psicotici nei pazienti con psicosi del Parkinson (PDP). Basandosi sui dati di 171 partecipanti degli studi pivotal, i ricercatori hanno simulato un disegno “delayed start” per valutare se il timing di inizio terapia influenzi l’evoluzione dei sintomi nell’arco di 10 settimane.

Disegno dello studio
L’analisi, premiata come Best Poster Award al congresso, ha suddiviso il periodo di osservazione in una fase randomizzata e controllata (RCT) in doppio cieco di 6 settimane e in una successiva estensione in aperto (OLE) di 4 settimane. Il gruppo “early start” ha ricevuto pimavanserin 34 mg/die per l’intera durata, mentre il gruppo “delayed start” ha assunto placebo durante la fase RCT, passando poi al farmaco attivo nell’OLE.

Presentato da Zoltan Mari, direttore del Parkinson’s Disease and Movement Disorders Program presso il Cleveland Clinic Lou Ruvo Center for Brain Health di Las Vegas, lo studio ha stratificato i pazienti in base al tempo trascorso tra l’esordio della PDP e l’inizio del trattamento, utilizzando soglie di 6 e 12 mesi. La severità psicotica è stata valutata tramite la Scale for Assessment of Positive Symptoms adattata per il Parkinson (SAPS PD) e la Clinical Global Impression Severity (CGI S).

Risultati principali
Per l’endpoint esploratorio principale — la differenza stimata nel cambiamento del punteggio SAPS PD dal basale alla settimana 10 — i pazienti con durata della PDP inferiore a 6 mesi hanno mostrato un miglioramento numericamente maggiore nel gruppo early start rispetto al delayed start (differenza stimata −5,97; P = 0,0505). Nei pazienti con durata pari o superiore a 6 mesi, i punteggi alla settimana 10 sono risultati sovrapponibili tra i due gruppi (differenza stimata 0,14; P = 0,9080). Un pattern simile, seppur meno marcato, è emerso utilizzando la soglia dei 12 mesi.

Per gli endpoint secondari, le pendenze della traiettoria SAPS PD nel sottogruppo <6 mesi sono risultate comparabili tra i due gruppi in entrambe le fasi dello studio. Nel sottogruppo ≥6 mesi, invece, le pendenze hanno iniziato a divergere nel periodo OLE (differenza stimata delle pendenze, settimane 6 10: 0,94; P = 0,0016). Gli autori hanno tuttavia sottolineato che tale divergenza potrebbe riflettere un fenomeno di regressione verso la media o un’esposizione insufficiente al farmaco, poiché il gruppo delayed start aveva ricevuto pimavanserin solo per 4 settimane al momento della valutazione.

Un’analisi di supporto basata sulla CGI S, estesa fino alla settimana 54, suggerisce che il gruppo early start possa mantenere una traiettoria sintomatica non inferiore rispetto al delayed start nel lungo periodo, pur trattandosi di un’osservazione esclusivamente generatrice di ipotesi.

Limiti dichiarati
Le dimensioni campionarie erano ridotte, in particolare nel sottogruppo <6 mesi (n = 21), e le analisi non erano progettate né potenziate per rilevare differenze tra sottogruppi; tutti i valori di P sono nominali. Inoltre, gli studi originari non erano stati concepiti come trial delayed start, e il tempo limitato di esposizione al farmaco nel gruppo delayed start complica l’interpretazione dei risultati principali.

Gli investigatori hanno dichiarato che questi risultati intendono guidare la progettazione di un futuro studio prospettico con durata adeguata e potenza statistica sufficiente a testare in modo più rigoroso l’ipotesi di un effetto sulla progressione.

Pimavanserin ha ottenuto l’approvazione FDA nell’aprile 2016 come prima terapia indicata per allucinazioni e deliri associati alla PDP, sulla base dello studio pivotal di fase 3 ACP 103 020.

Un approfondimento sulla psicosi da Parkinson
La psicosi associata alla malattia di Parkinson (Parkinson’s Disease Psychosis, PDP) rappresenta una delle complicanze non motorie più frequenti e invalidanti della malattia, interessando fino al 50-60% dei pazienti nel corso della sua evoluzione. Si manifesta tipicamente con allucinazioni visive, illusioni, percezioni errate della realtà e, nelle fasi più avanzate, deliri, spesso con un progressivo peggioramento dell’insight del paziente.

La sua comparsa è legata a una complessa interazione tra la neurodegenerazione che coinvolge circuiti dopaminergici, serotoninergici e colinergici, l’età avanzata, il deterioramento cognitivo e, in alcuni casi, l’impiego di farmaci dopaminergici necessari per il controllo dei sintomi motori.

La PDP è associata a una riduzione significativa della qualità di vita, a un maggiore carico assistenziale per i caregiver, a un aumento del rischio di istituzionalizzazione e a una più elevata mortalità. Per questo motivo il riconoscimento precoce dei sintomi psicotici e un trattamento tempestivo rappresentano aspetti fondamentali nella gestione globale della malattia di Parkinson.
Fonte:
Ondo WG, Mari Z, Zhang P, Chrones L, Brunson G. Pimavanserin in Parkinson’s Disease Psychosis: An Exploratory Post Hoc Delayed-Start Analysis. Poster presented at: Advanced Therapeutics in Movement & Related Disorders® (ATMRD) Congress; June 4-8, 2026; Washington, DC. Session A, Poster No. 13.