L’Italia bollente a 40 gradi, Pregliasco: “Basta parlare di bollini rossi, è un’emergenza sanitaria”. In Germania è stato toccato il record assoluto di 41.5 gradi
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Caldo da morire in Italia ma anche in Europa. Dove ‘da morire’ è un modo di dire ma non troppo, basta pensare che in Francia negli ultimi giorni si sono registrati circa mille decessi in più rispetto alla norma. Le giornate peggiori, in questa ondata di calore che sembra non finire mai, secondi gli esperti dovrebbero essere oggi e domani, domenica 28 giugno e lunedì 29 giugno, dove in alcune zone d’Italia (pianura padana in primis ma anche Toscana) sono previsti picchi di 40 gradi.
LE CITTÀ DA BOLLINO ROSSO
Regnano l’afa e le notti tropicali, dove non tira un filo d’aria e non si riesce a riposare. Le città da bollino rosso sono 18. Ci sono Bolzano, Torino, Milano, Genova, Venezia, Verona, Brescia, Bologna, Firenze, Ancona, Perugia e Viterbo, Roma, Rieti, Latina e Frosinone, Pescara e Bari. Il dato degli accessi al pronto soccorso registra un 15% in più rispetto alla media.
IN GERMANIA 41,5 GRADI
L’Italia, del resto, è in buona compagnia, visto che alle prese con l’emergenza caldo ci sono 93 milioni di europei con temperature sopra i 35 gradi secondo i calcoli dell’Afp, basati sulle previsioni del Servizio meterologico tedesco. E se colpisce il dato dei mille morti in Francia, l’Economist ha realizzato uno studio da cui risulta che negli ultimi tre giorni di caldo estremo, dal 24 al 26 giugno, in Europa ci sarebbero stati 12.000 morti sopra la media numerica consueta. In Germania, nella giornata di ieri, è stato toccato un record assoluto: la temperatura ha raggiunto i 41.5 gradi nel comune di Moeckern-Drewitz, nello stato orientale della Sassonia-Anhalt. E sempre nella stessa zona, il giorno prima, si erano raggiunti i 41,3 a Drewitz.
PREGLIASCO: “È EVENTO SANITARIO, SERVE RISPOSTA STRAORDINARIA”
“Questa non è più una semplice ondata di caldo estivo, ma un evento sanitario, una vera e propria emergenza sanitaria, che richiede una risposta straordinaria”: a dirlo è Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, past president di Anpas e vice presidente di Samaritan International. E prosegue: “Quando si superano diffusamente i 40°C e, soprattutto, le temperature notturne restano molto elevate, il nostro organismo non riesce più a recuperare lo stress termico accumulato durante il giorno. È proprio la persistenza del caldo, più ancora del picco, a determinare l’aumento di ricoveri e decessi, soprattutto tra anziani, persone con malattie croniche, bambini piccoli e lavoratori esposti all’aperto. Non possiamo limitarci ai bollini rossi e ai consigli di bere di più. Serve una vera strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici: sorveglianza epidemiologica in tempo reale, protezione attiva delle persone fragili, piani per le città, maggiore resilienza delle strutture sanitarie e assistenza domiciliare rafforzata. Il caldo estremo è ormai una delle principali emergenze sanitarie del nostro tempo e rischia di diventare sempre più frequente. Continuare a gestirlo come un’emergenza occasionale significa arrivare ogni estate impreparati“, conclude Pregliasco.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)