In Venezuela sono morte almeno 920 persone, tra cui 3 italo-venezuelani. Oltre 50mila i dispersi dopo le due violentissime scosse di magnitudo 7.1 e 7.5: è scattata la solidarietà internazionale
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Il bilancio delle vittime del terremoto in Venezuela è salito a 920, ha dichiarato Jorge Rodríguez, presidente dell’Assemblea nazionale. Almeno 3.360 persone sono rimaste ferite e 172 sono ancora intrappolate sotto le macerie. Almeno 3.000 persone hanno perso la casa. Circa 1.400 edifici sono stati danneggiati, ha aggiunto Rodríguez, tra cui 13 ospedali e 25 centri commerciali.
Jorge Rodríguez, presidente dell’Assemblea nazionale, ha dichiarato in un discorso televisivo che attualmente in Venezuela sono presenti centinaia di soccorritori provenienti da tutto il mondo: 328 dagli Stati Uniti, 272 dal Messico, 115 da El Salvador, 90 dalla Svizzera, 63 dalla Colombia, 40 dalla Spagna, 53 dall’Ecuador, 34 dal Cile, 11 dalla Repubblica Dominicana e 13 da Panama, oltre ad altri provenienti dalle Nazioni Unite.
TRA LE VITTIME TRE CITTADINI ITALO-VENEZUELANO
Sono tre gli italo-venezuelani morti nel sisma di mercoledì: lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, riferendo che altri cinque sono rimasti feriti e 35 risultano tuttora dispersi.
Le dichiarazioni sono state rese durante un punto stampa con i giornalisti. Tajani ha detto che si tratta di “dati ancora molto approssimativi”.
Il ministro ha aggiunto: “Gli italiani iscritti all’Aire, cioè che sono censiti come italiani in Venezuela, sono circa 150 1000. Quindi, non sappiamo esattamente quello che si troverà sotto le macerie”.
Questa mattina, è decollato da Pratica di Mare un velivolo dell’Aeronautica Militare con a bordo unità di soccorso dei Vigili del fuoco e operatori dei Servizi Sanitari Regionali per portare aiuto alla popolazione.
La Difesa, su disposizione del Ministro Guido Crosetto, a seguito della richiesta della Protezione Civile, ha reso disponibile un ulteriore velivolo dell’Aeronautica Militare in partenza domani e che trasporterà personale specializzato e materiale tecnico dei Vigili del Fuoco necessario alle attività di soccorso alla popolazione colpita dal terremoto in Venezuela.
IL SUPPORTO DEGLI STATI UNITI
In queste ore anche gli Usa stanno mobilitando risorse per supportare il Paese colpito dalla tragedia. “Gli Stati Uniti sono al fianco del popolo del Venezuela dopo i devastanti terremoti di ieri- scrive su X il Segretario alla guerra Pete Heghseth-. Su indicazione del presidente Trump, ho immediatamente mobilitato il Dipartimento della Guerra per lavorare a fianco del Dipartimento di Stato nel sostegno al popolo venezuelano. La nostra missione è chiara: salvare vite e fornire rapidamente aiuti dove sono più necessari. Gli Stati Uniti sono impegnati nel nostro emisfero. Quando le vite dei nostri amici sono in gioco, l’America agisce”. Volano in Venezuale membri del personale militare statunitense della Joint Task Force-Bravo, come mostrano le immagini pubblicate dallo United States Southern Command.
Precedentemente anche Marco Rubio, segretario di Stato, aveva comunicato: “Gli Stati Uniti stanno predisponendo una risposta immediata e mobilitando supporto per il popolo venezuelano colpito dai terremoti. Abbiamo dispiegato squadre di ricerca e soccorso e stiamo fornendo assistenza consolare agli americani e alle loro famiglie”.
150 MILIONI DI DOLLARI DAGLI USA
“Oltre al supporto immediato per le operazioni di ricerca e soccorso, il trasporto aereo e il coordinamento, gli Stati Uniti stanno mobilitando 150 milioni di dollari in aiuti al Venezuela attraverso i propri partner“. Lo comunica una nota pubblicata dal sito dell’ambasciata statunitense a Caracas. I fondi predisposti attingono “a 50 milioni di dollari di nuovi finanziamenti bilaterali destinati a partner sul campo in Venezuela, tra cui World Vision, Samaritan’s Purse, Catholic Relief Services, International Medical Corps, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e il Programma Alimentare Mondiale, oltre a un contributo di 100 milioni di dollari al fondo comune dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) per il Venezuela. Oltre a fornire supporto finanziario, il Dipartimento sta aiutando le organizzazioni a coordinare logisticamente le operazioni e a mantenere i contatti con le autorità provvisorie”.
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SCATTA LA SOLIDARIETÀ DA TUTTO IL MONDO
Il ministero della Difesa spagnolo si è attivato inviando decine di militari e otto unità cinofile a Valencia, a ovest della capitale Caracas, per supportare le operazioni di ricerca e soccorso. La solidarietà arriva, però, da tutto il mondo: come scrive Sky News, la Svizzera e la Germania hanno inviato squadre nel Paese, mentre il Regno Unito ha promesso ieri 2 milioni di sterline in aiuti umanitari.
IL BILANCIO DEL SISMA E L’INTERVENTO DI AVSI
La Fondazione AVSI, presente in territorio venezuelano dal 2000 con progetti educativi e di assistenza alimentare, si è mobilitata immediatamente dopo le due violente scosse di magnitudo 7.1 e 7.5. Lo staff sul posto è impegnato nel valutare l’impatto del terremoto sulla popolazione e nel verificare le condizioni dei bambini sostenuti a distanza da numerose famiglie italiane.
“Siamo pronti a distribuire cibo, kit sanitari, beni di prima necessità e a dare assistenza a migliaia di persone che hanno perso tutto: ogni contributo può fare la differenza”, è l’appello lanciato da Fiammetta Cappellini, responsabile delle emergenze umanitarie per AVSI. Secondo la fondazione, i danni strutturali sono ingenti e la situazione sul campo resta estremamente instabile per un Paese già fortemente provato da una precedente e grave crisi economica e sociale.
Per sostenere le operazioni di soccorso, l’organizzazione ha aperto canali straordinari di donazione: tutti i dettagli e le informazioni sulla campagna sono consultabili direttamente sulla pagina ufficiale di AVSI Emergenza Terremoto Venezuela.
LA SOLIDARIETÀ DEL VENETO: MEDICI E INFERMIERI IN VOLO
Sul fronte istituzionale, la risposta operativa è arrivata dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile, a cui ha risposto tempestivamente il sistema sanitario della Regione Veneto. Domani mattina, infatti, un team di specialisti composto da un medico di Treviso e due infermieri di Venezia partirà alla volta del Venezuela per dare manforte ai soccorsi sul campo.
«Ancora una volta il Veneto risponde alla richiesta di aiuto con lo spirito di solidarietà e la generosità che è nel Dna della sua gente», ha annunciato il presidente della Regione, Alberto Stefani, ringraziando il personale del Suem 118 che ha dato immediata disponibilità per la missione internazionale.
Un ringraziamento a cui si è unita anche l’assessore regionale alla Protezione civile, Elisa Venturini: “Partire per un’emergenza internazionale significa mettere le proprie competenze al servizio di chi sta vivendo un momento drammatico. È una scelta che richiede professionalità, ma anche grande senso di responsabilità e spirito di servizio. Siamo orgogliosi di loro e certi che sapranno rappresentare al meglio il nostro territorio con la competenza e l’humanità che lo contraddistinguono”.
LA CEI STANZIA 500MILA EURO PER I SOCCORSI
“Seguiamo con dolore e trepidazione le notizie che arrivano dal Venezuela. In queste ore sentiamo vicini i volti di chi piange una persona cara, di chi cerca i propri familiari, di chi è rimasto senza casa, di chi soccorre e di chi attende aiuto”. Così il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, in un messaggio inviato a monsignor Jesús Andoni González de Zárate Salas, arcivescovo di Valencia e presidente della Conferenza episcopale venezuelana, dopo il terremoto che ha colpito il Venezuela nelle ultime ore, causando vittime, feriti e distruzione in particolare nello Stato di La Guaira e nella regione centrale del Paese.
La presidenza della Cei ha disposto un primo stanziamento di 500mila euro dai fondi dell’8xmille per gli interventi di soccorso immediati, coordinati da Caritas italiana in contatto diretto con Caritas Venezuela e con la rete internazionale della Caritas. Le priorità riguardano acqua potabile, alimenti, medicinali, kit igienici e accompagnamento delle persone rimaste senza casa. Il cardinale Zuppi ricorda che “ogni sofferenza, soprattutto quella dei più poveri e fragili, riguarda tutti e chiede a tutti responsabilità, solidarietà, cura”, e assicura la preghiera per “autorità, sanitari, volontari, comunità cristiane e tutti coloro che, anche in mezzo alle macerie, custodiscono la vita”.
Caritas Italiana invita a convogliare la solidarietà attraverso canali coordinati e sicuri, evitando iniziative isolate e raccolte di beni materiali in Italia. Aggiornamenti e modalità di donazione su www.caritas.it.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)