Insolita Rassegna a Nardò: Andrea Martina, Isa Grassano, Ugo Baràra, Gabriella Genisi e Valentina Sciurti presentano le loro opere pubblicate nel 2026
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Serata per la presentazione di un nuovo libro. C’è l’autore, l’intervistatore, il pubblico, elementi che definiscono l’essenziale. E poi c’è Insolita Comune, di più, la terrazza SUSU di Insolita, nel centro del centro storico barocco di Nardò-Salento. Ce ne sono posti belli, ma con questa atmosfera di pietre senza tempo, di luci al calar del sole, di intimo e universale tutto insieme… non poi così tanti. E quando si tratta di arte l’ensemble delle energie crea la magia dell’emozione che fissa per sempre il ricordo dell’esperienza. Così è per molti che hanno partecipato alle precedenti edizioni della rassegna letteraria, che quest’anno propone 5 appuntamenti: Andrea Martina, Isa Grassano, Ugo Baràra, Gabriella Genisi e Valentina Sciurti presentano le loro opere pubblicate nel 2026. La rassegna è curata dalla scrittrice Mirella Borgocroce.
Il programma
Giovedì 9 luglio ANDREA MARTINA in dialogo con Emanuela Chiriacò, presenta la propria opera narrativa “Questo posto mi sta respingendo” ed. 66thand2nd,2026
La narrazione si muove tra due luoghi: Torino e la provincia pugliese. A unire questi due punti della cartina geografica c’è un Intercity Notte sul quale spesso salgono i due protagonisti, entrambi studenti fuorisede. A ogni viaggio cresce l’incertezza sul loro futuro: come costruirselo e, soprattutto, dove. Il senso di appartenenza al proprio luogo di nascita diventa conflitto perenne, con un paese che sa essere al tempo stesso spietato e accogliente, crudele e meraviglioso. Torino può essere tutto: una prospettiva, una via di fuga, un comodo rifugio. Eppure il richiamo di casa continua a farsi sentire, facendo di quell’Intercity Notte un limbo carico di domande.
Emanuela Chiriacò è traduttrice editoriale. Cura la rubrica TerzaPagina (lecceprima.it) da maggio 2021. Dal 2017 a oggi ha pubblicato suoi racconti e tradotto dalla lingua inglese poesie e racconti pubblicati su diverse antologie e riviste letterarie.
Per Primiceri Editore ha curato e tradotto i volumi: Le Imperfette. Storie di donne nell’Inghilterra vittoriana e post vittoriana (Collana PeClassici, 2020) con un saggio di Paola Del Zoppo e La Regina Cannibale. L’immaginario ecologico nell’età vittoriana e post vittoriana (Collana PeClassici, 2023) con la prefazione di Franco Pezzini e un saggio di Paola Del Zoppo.
Per Libri dell’Arco ha curato una nuova edizione di Ricordi di Londra (Collana Gli Archetti, 2024) di Edmondo De Amicis, per FLU.O (marchio editoriale della stessa casa editrice) e l’antologia AAVV 27 Racconti Raminghi. Un suo saggio è contenuto nel volume Tradurre La Letteratura (Libri dell’Arco, 2025) a cura di Franca Cavagnoli.
Sabato 18 luglio ISA GRASSANO dialoga con Paola Martino del suo ultimo romanzo “A volte è complicato” edizioni Giraldi, 2026
Arabella, definita da Elle «la Bridget Jones made in Italy», lavora nel funerario reinventato nell’era digitale, tra intelligenza artificiale, video della memoria e nuove forme di dialogo con chi non c’è più. Eppure, pur raccontando addii ogni giorno, nella sua vita nulla sembra mai davvero concluso. Tra colpi di fulmine, ritorni inattesi e le contraddizioni delle relazioni adulte, dove convivono libertà e sensi di colpa, adrenalina e nostalgia, si ritrova davanti alla domanda più difficile: esistono davvero le seconde possibilità? Da Roma a Sorrento, da Bologna alle Dolomiti Lucane, prende forma una storia sull’amore, sull’imperfezione dei legami e sull’amicizia tra donne, grazie alla presenza di Sara, confidente e grillo parlante. Sequel dell’amato “Un giorno sì un altro no”, ma leggibile anche autonomamente, “A volte è complicato” racconta una donna che, dopo tante attese, smette di inseguire ciò che sfugge e impara finalmente a scegliere sé stessa. Perché la vita non è soltanto una questione di desiderio o di sicurezza. È scegliere chi diventare. E da lì in poi camminare.
Paola Martino, disability manager e responsabile dell’Ufficio Inclusione dell’Università del Salento. Da sempre attiva nel sociale e nella politica cittadina per la costruzione di una comunità più accessibile e inclusiva. Attenta alle politiche di genere, ha ricoperto incarichi istituzionali negli organismi di parità e collabora con Il Centro Studi Osservatorio Donna dell’Università del Salento.
Mercoledì 22 luglio UGO BARBÀRA dialoga con Francesca Venturi del suo ultimo romanzo: “La mala notte”, Rizzoli, 2026.
I Malarazza hanno costruito un impero tra due mondi. Ma è un impero fragile.
Nel 1943 i legami tra gli Scudera in America e i Montalto in Sicilia sono ormai azzerati. L’ambizione spregiudicata di Gaetano Scudera, il suo sostegno al fascismo e i suoi legami con la mafia italoamericana hanno spezzato un equilibrio antico, lasciando la famiglia divisa tra rancori e diffidenze.
A Castellammare del Golfo, mentre il potere dei Montalto si sgretola tra guerra e
banditismo, l’anziana Benedetta cerca di tenere insieme ciò che resta con l’aiuto della figlia Costanza e della nipote Diana. Sono parenti in difficoltà ma tenaci, quelli che Pasquale Scudera, figlio di Gaetano, conosce quando viene inviato in Sicilia al seguito dell’esercito Alleato. L’amore con la cugina Diana sovverte un destino che sembrava segnato, riunendo i due rami della famiglia, mentre con la fine della guerra gli affari di Gaetano Scudera si spostano a Cuba. Con la sua febbrile vita notturna, tra casinò, traffici e corruzione, l’Avana promette di essere un paradiso dorato per chi ha idee, appoggi e denaro. Ma intanto dalle campagne arrivano i primi echi della rivoluzione e, quando i
discorsi di Fidel Castro cominciano ad attecchire, anche la più piccola degli Scudera, la ribelle e inquieta Elisabetta, cercherà il proprio posto nella storia.
Tra Sicilia, America e Cuba, l’epopea degli eredi di Antonio Montalto attraversa il secondo Novecento, arrivando al finale di un’avventura cominciata oltre un secolo prima.
Francesca Venturi, giornalista. Dopo alcuni decenni all’Agi di Milano, Bruxelles e Roma come reporter, corrispondente delle istituzioni europee e inviata in ogni angolo d’Europa e anche oltre, si dedica ora a reportage di viaggi e di arte. Ha una particolare predilezione per le tematiche che riguardano le donne: nell’arte, nella scrittura, nella politica, aspettando che passino quei 123 anni che mancano alla parità di genere (fonte WEF).
Mercoledì 30 luglio GABRIELLA GENISI presenta “La specchia del diavolo”, Rizzoli, 2026. Ne parla con Marcella Rizzo
Tra le campagne della Grecìa Salentina, si staglia da tempo immemore un antico cumulo di pietre che prende il nome di Specchia del diavolo. È proprio lì che una mattina, mentre fa jogging, l’avvocato Mauro De Pascalis sente strani lamenti. Semisepolto fra i sassi, c’è il corpo di un uomo, anzi, di un giovane. Si chiama Rami, viene dall’India e, dopo aver fatto parte di una squadra di raccoglitori di pomodori, aveva finalmente trovato la sua strada lavorando come assistente di un orafo talentuoso, sotto l’ala protettrice di una marchesa impegnata ad aiutare creature sfortunate come lui. Ma chi lo ha ridotto in quel modo, e perché? Sulla scrivania del maresciallo Chicca Lopez plana il fascicolo di quella che sembra un’indagine di scarsa importanza, ideale per tenere a freno i bollenti spiriti di una femmina impunita come lei, o almeno, questo è quello che pensa il suo superiore, il capitano Biondi. Ben presto emergerà molto altro, e Chicca, ancora una volta, verrà trascinata in un caso di omicidio dai risvolti inaspettati. Una nuova avventura per Chicca Lopez, carabiniera ribelle che investiga il cuore nero del Salento. Fra amori spezzati, madri perdute, padri putativi e padri biologici, Gabriella Genisi scava ancora più a fondo in questa terra antica sospesa tra campagna e mare, dove il sangue si mischia alla magia e il tempo gioca a rimpiattino con l’eternità e il mistero.
Marcella Rizzo è docente di Italiano e Latino e da anni unisce all’attività didattica l’impegno costante nella diffusione dei valori umanistici e del dialogo culturale. Ha organizzato per lungo tempo una rassegna letteraria estiva a Cutrofiano, in provincia di Lecce, e a scuola cura incontri con scrittori e progetti dedicati alla lettura e alla scrittura.
Martedì 11 agosto VALENTINA SCIURTI intervistata da Davide De Ramundo presenta “La Macara” poema sonoro in lingua madre, Spagine, ed.2026.
“(…) Valentina Sciurti con “La Macàra” redige un canto d’amore, di venustà, sui selciati d’una tradizione. Con amore, con perizia, Sciurti si prende cura della sua interiorità, del suo sé, e al contempo con trasporto s’apre ad un immaginario collettivo. Sciurti, tra le altre cose, con “La Macàra” fa un’operazione storica e di memoria, perché tiene viva la tradizione delle macàre della Grecìa Salentina. Come ricorda Margherita Macrì nella sua prefazione, il libro di Valentina Sciurti è profondamente studiato e meditato. “Questo lavoro ha alle spalle una genealogia precisa”. Gli studi di De Martino sulle lamentazioni funebri, passando per “Mal de’ fiori” di Carmelo Bene, per gli studi di Artaud, fino all’esplorazione di Demetrio Stratos, “fondamentale per comprendere l’approccio di Sciurti, che fa del corpo il vero medium poetico”. Marcello Buttazzo per Spagine.it
Valentina Sciurti è performer vocale, danzatrice, autrice e regista, cofondatrice della compagnia teatrale TherasiaTeatro di Lecce (2014 – 2023); la sua ricerca, con sede a Bologna, indaga il suono e la vocalità a partire dal movimento coreografico in relazione allo spazio architettonico. Si interessa alle pratiche rituali delle comunità Gnawa del Marocco, laureandosi in Dams con una tesi in Etnomusicologia dal titolo “Musica. Trance. Teatro. Il rituale della Lila”. Il concetto artaudiano di “poesia dello spazio”, riscontrato nelle usanza del rito sinestetico della Lila, diviene il fondamentale punto di partenza per la metodologia di ricerca dei suoi laboratori come “Il Corpo Sonoro”, “La lingua madre come strumento musicale – pratiche di composizione per elettronica viva” e “Suonare lo Spazio”, quest’ultimo curato assieme a Serena Abrami. Da diversi anni lavora alla riscrittura sonora e vocale dell’Inferno di Dante in collaborazione con diversi pittori e musicisti, sviluppando drammaturgie sonore in variazione continua e, in particolare, al terzo canto dell’Inferno in duo con la contrabbassista Caterina Palazzi. Dal 2024 è in tour con il suo ultimo lavoro autoriale “La Macàra – Concerto di Voci”. Nel dicembre 2025 ha pubblicato la sua prima raccolta poetica “La Macàra – poema sonoro in lingua Madre”, Spagine – Fondo Verri Edizioni.
Davide De Ramundo, docente di filosofia, instancabile viaggiatore e ricercatore di senso, ha attraversato luoghi, culture e idee con la passione di chi ha fatto del pensiero una vocazione e del viaggio una necessità. Un unico filo conduttore orienta il suo percorso: la sete inesauribile di conoscenza.
Profondamente legato anche alla poesia, luogo del sacro e dell’umano, riconosce nei versi uno spazio privilegiato in cui il pensiero si fa respiro e sensibilità. Come suggeriscono le parole di Pavese: “Irrequieti e insaziati, sempre portando nel cuore l’amore disperato verso tutte le cose”, la sua ricerca si nutre di inquietudine e meraviglia, trasformando ogni esperienza in occasione di ascolto e scoperta.
Terrazza SUSU di Insolita Comune alle ore 21.00 dei giorni indicati ad ingresso libero.
Via De Michele 9, Nardò – Lecce