Federica Valenti, giornalista dell’Agi, via dalla politica: seguiva la Lega, scoppia la polemica


Dietro la decisione di cambiare settore alla giornalista dell’Agi Federica Valenti ci sarebbero lamentele arrivate ai piani alti per i resoconti di ambito leghista. Il Cdr insorge

agenzia agi

Federica Valenti, giornalista dell’Agi con esperienza decennale nel settore della politica e che seguiva la Lega da 16 anni è stata improvvisamente cambiata di settore. Niente più politica, d’ora in poi si occuperà di esteri. Il Comitato di redazione insorge e parla di una chiara interferenza successiva al retroscena, raccontato da Valenti, dell’incontro – carico di tensioni – tra Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti e Luca Zaia.

Così la Fnsi e Stampa romana in una nota congiunta: “‘Spostata’ dal servizio politico a quello esteri per aver dato notizie in esclusiva. Sembrerebbe l’unica motivazione logica per l’improvviso cambio di settore subito dalla collega dell’Agi Federica Valenti. Decisione assunta dalla direzione senza alcun confronto con il Cdr, che ha ripetutamente e invano chiesto un incontro per avere una spiegazione su una scelta che appare inspiegabile e contro gli interessi della stessa agenzia. La vicenda pone ancora una volta la questione dei ‘fattori esterni’ che puntano a condizionare l’informazione“.

A firmare il trasferimento di Federica Valenti, rimossa dal settore politico, è stata la direttrice Rita Lofano, che di fronte alla mobilitazione e alle voci di “pressioni” politiche dietro la decisione ha parlato di “illazioni“. La decisione è stata comunicata ieri. Fonti dell’Agi non hanno dubbi sul fatto che dietro questa decisione ci siano state lamentele dei vertici della Lega, a quante pare arrivate direttamente ai piani alti, e cioè a Eni, editore dell’agenzia. “Sarebbe singolare scoprire che si viene spostati perché si danno delle notizie in esclusiva“, ha scritto il comitato di redazione dell’Agi.

“Tutte le giornaliste e i giornalisti dell’Associazione stampa parlamentare esprimono totale solidarietà a Federica Valenti, collega dell’Agi iscritta alla Stampa parlamentare, che segue da molti anni con esemplare competenza le cronache politico-parlamentari e in particolare quelle della Lega. L’Associazione stampa parlamentare sostiene ogni iniziativa del comitato di redazione a tutela della professionalità della collega. Il giornalismo, tanto più quello delle agenzie di stampa, o è libero da condizionamenti esterni o non è giornalismo. Ci auguriamo che la direzione possa rivedere le sue decisioni”. Cosi’ una nota.

INSORGE IL CENTROSINISTRA

Il centrosinistra in campo per Federica Valenti, la giornalista dell’Agi che ieri ha ricevuto la comunicazione del suo trasferimento dal settore della politica – dove per 16 anni seguiva la Lega – agli esteri. Dietro lo spostamento improvviso di settore, ha accusato il Cdr, ci sarebbero state pressioni dovute a lamentele arrivate dalla Lega (forse direttamente ai vertici di Eni) per i retroscena raccontati dalla giornalista per l’agenzia. In particolare, ad aver dato ‘fastidio’, sarebbe anche un resoconto dell’incontro che si è tenuto tra Matteo Salvini, Luca Zaia e Giancarlo Giorgetti.

MAGI: “SOLIDARIETÀ A VALENTI, GIÙ LE MANI DA LIBERTÀ STAMPA”

“Le mani del governo anche sulle agenzie di stampa: quanto accaduto alla giornalista della redazione politica dell’Agi Federica Valenti ha dell’incredibile. Che il governo con un vicepremier faccia pressioni per spostare una giornalista perché non gradisce gli articoli che scrive richiama ai peggiori regimi. Che lo faccia Salvini, il ministro artefice del disastro dei treni, è addirittura grottesco: pensi ai trasporti che sono al collasso e salvi l’estate degli italiani invece che giocare a fare il piccolo censore. Giù le mani dalla libertà di stampa”. Lo afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi.

BOCCIA (PD): “SOLIDARIETÀ A FEDERICA VALENTI”

“La solidarietà e la vicinanza del gruppo del Pd al Senato vanno a Federica Valenti dell’Agi, rimossa dal suo incarico perché invisa alla Lega, sembra per intervento diretto del segretario del Carroccio. Sebbene abbia, come tutti ormai sappiamo, l’ambizione di fare altro, da ministro dei trasporti ancora in carica Salvini avrebbe davvero molto lavoro da svolgere, vista l’inefficienza e i ritardi delle ferrovie, i problemi di infrastrutture che ancora l’Italia sconta e che il Ponte sullo Stretto su cui lui stesso ha puntato il tutto per tutto è fermo per un’inchiesta per corruzione. Invece che fa? Trova il tempo di fare ingerenza su una grande agenzia di stampa affinché una giornalista venga trasferita. Tutta questa vicenda è davvero grave. Che ne pensano gli alleati di governo della Lega? Dobbiamo abituarci anche metodi di questa natura?”. Lo dice il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd.

BRAGA (PD): “SOLIDARIETÀ A GIORNALISTA AGI”

“Ci sono accumuli di ritardo dei treni da far paura, un Ponte sullo Stretto bloccato da un’inchiesta per corruzione e il Vicepremier trova il tempo di far rimuovere una giornalista sgradita che segue la Lega. Un fatto gravissimo. Le notizie riportate dalla Stampa sono inaccettabili, indice di una insofferenza nei confronti della libertà di stampa che questa destra troppo spesso ha fatto emergere. E anche di una prepotenza che nessun direttore dovrebbe accettare nel rispetto della professione, ma anche dei cittadini. Salvini lasci stare chi, a differenza sua, svolge ogni giorno il proprio mestiere con responsabilità e serietà. A Federica Valenti va la solidarietà del Partito Democratico“. Così Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati.

FRATOIANNI (AVS): “VIVO ALLARME PER QUANTO ACCADUTO ALL’AGI”

“In questo Paese ormai la libertà di stampa e il rispetto di corrette relazioni sindacali nel mondo dell’editoria sta diventando sempre più un problema se non un’emergenza vera e propria. L’ultimo episodio dell’improvvisa e finora quanto mai immotivata rimozione di una giornalista della redazione politico-parlamentare all’Agenzia di stampa Agi conferma questo allarme”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs. “Ci auguriamo che venga fatta chiarezza, che le ombre che avvolgono questa vicenda siano diradate. E soprattutto ci auguriamo che non siano vere le indiscrezioni circolate su pressioni politiche e governative alla base di questa rimozione: i vertici dell’Eni invece di essere sensibili alle telefonate di qualche potente- conclude il leader rossoverde- dovrebbero per esempio preoccuparsi della valorizzazione di una delle più importanti agenzie di stampa del nostro Paese, in cui il piano editoriale dell’attuale direzione è stato sonoramente bocciato e mai piu ripresentato”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)