Terremoto in Venezuela, 235 vittime e oltre 50mila persone sono disperse


È scattata la solidarietà di tutto il mondo. Dagli Usa arrivano uomini e 150 milioni di dollari, la Croce Rossa ha inviato almeno 40 tonnellate di aiuti

Sale a 235 persone il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito il Venezuela. A comunicarlo è il ministro della salute Carlos Alvarado che, in una nota, spiega: “Il sistema sanitario pubblico ha garantito assistenza a oltre 4.300 feriti, per lo più con lesioni lievi e alcuni casi moderati e gravi che hanno richiesto interventi chirurgici, e purtroppo abbiamo ricevuto circa 235 persone arrivate prive di segni vitali o decedute all’arrivo nelle nostre strutture sanitarie, con il maggior numero di casi registrati nello stato di La Guaira”. Oltre 50.000 persone risultano ancora disperse.

terremoto

Tra le vittime un italiano, come confermato dalla Farnesina: “Il ministero degli Esteri ha avuto conferma del decesso di un cittadino italo-venezuelano, nato a Caracas nel 1970, con parenti in Italia“. Nella nota si aggiunge che “il connazionale è stato coinvolto nel crollo di un edificio a La Guaira, a 30 chilometri da Caracas, una delle zone più colpite dal terremoto”.

IL SUPPORTO DEGLI STATI UNITI

In queste ore gli Usa stanno mobilitando risorse per supportare il Paese colpito dalla tragedia. “Gli Stati Uniti sono al fianco del popolo del Venezuela dopo i devastanti terremoti di ieri- scrive su X il Segretario alla guerra Pete Heghseth-. Su indicazione del presidente Trump, ho immediatamente mobilitato il Dipartimento della Guerra per lavorare a fianco del Dipartimento di Stato nel sostegno al popolo venezuelano. La nostra missione è chiara: salvare vite e fornire rapidamente aiuti dove sono più necessari. Gli Stati Uniti sono impegnati nel nostro emisfero. Quando le vite dei nostri amici sono in gioco, l’America agisce”. Volano in Venezuale membri del personale militare statunitense della Joint Task Force-Bravo, come mostrano le immagini pubblicate dallo United States Southern Command.

Precedentemente anche Marco Rubio, segretario di Stato, aveva comunicato: “Gli Stati Uniti stanno predisponendo una risposta immediata e mobilitando supporto per il popolo venezuelano colpito dai terremoti. Abbiamo dispiegato squadre di ricerca e soccorso e stiamo fornendo assistenza consolare agli americani e alle loro famiglie”.

150 MILIONI DI DOLLARI DAGLI USA

“Oltre al supporto immediato per le operazioni di ricerca e soccorso, il trasporto aereo e il coordinamento, gli Stati Uniti stanno mobilitando 150 milioni di dollari in aiuti al Venezuela attraverso i propri partner“. Lo comunica una nota pubblicata dal sito dell’ambasciata statunitense a Caracas. I fondi predisposti attingono “a 50 milioni di dollari di nuovi finanziamenti bilaterali destinati a partner sul campo in Venezuela, tra cui World Vision, Samaritan’s Purse, Catholic Relief Services, International Medical Corps, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e il Programma Alimentare Mondiale, oltre a un contributo di 100 milioni di dollari al fondo comune dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) per il Venezuela. Oltre a fornire supporto finanziario, il Dipartimento sta aiutando le organizzazioni a coordinare logisticamente le operazioni e a mantenere i contatti con le autorità provvisorie”.

SCATTA LA SOLIDARIETÀ ITALIANA

Di fronte alla devastazione provocata dal drammatico doppio sisma che ha messo in ginocchio il Venezuela, la macchina della solidarietà italiana si è messa in moto in tempi record. Le istituzioni regionali e le organizzazioni umanitarie hanno attivato i primi interventi d’urgenza per rispondere alla crisi.

IL BILANCIO DEL SISMA E L’INTERVENTO DI AVSI

La Fondazione AVSI, presente in territorio venezuelano dal 2000 con progetti educativi e di assistenza alimentare, si è mobilitata immediatamente dopo le due violente scosse di magnitudo 7.1 e 7.5. Lo staff sul posto è impegnato nel valutare l’impatto del terremoto sulla popolazione e nel verificare le condizioni dei bambini sostenuti a distanza da numerose famiglie italiane.

“Siamo pronti a distribuire cibo, kit sanitari, beni di prima necessità e a dare assistenza a migliaia di persone che hanno perso tutto: ogni contributo può fare la differenza”, è l’appello lanciato da Fiammetta Cappellini, responsabile delle emergenze umanitarie per AVSI. Secondo la fondazione, i danni strutturali sono ingenti e la situazione sul campo resta estremamente instabile per un Paese già fortemente provato da una precedente e grave crisi economica e sociale.

Per sostenere le operazioni di soccorso, l’organizzazione ha aperto canali straordinari di donazione: tutti i dettagli e le informazioni sulla campagna sono consultabili direttamente sulla pagina ufficiale di AVSI Emergenza Terremoto Venezuela.

LA SOLIDARIETÀ DEL VENETO: MEDICI E INFERMIERI IN VOLO

Sul fronte istituzionale, la risposta operativa è arrivata dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile, a cui ha risposto tempestivamente il sistema sanitario della Regione Veneto. Domani mattina, infatti, un team di specialisti composto da un medico di Treviso e due infermieri di Venezia partirà alla volta del Venezuela per dare manforte ai soccorsi sul campo.

«Ancora una volta il Veneto risponde alla richiesta di aiuto con lo spirito di solidarietà e la generosità che è nel Dna della sua gente», ha annunciato il presidente della Regione, Alberto Stefani, ringraziando il personale del Suem 118 che ha dato immediata disponibilità per la missione internazionale.

Un ringraziamento a cui si è unita anche l’assessore regionale alla Protezione civile, Elisa Venturini: “Partire per un’emergenza internazionale significa mettere le proprie competenze al servizio di chi sta vivendo un momento drammatico. È una scelta che richiede professionalità, ma anche grande senso di responsabilità e spirito di servizio. Siamo orgogliosi di loro e certi che sapranno rappresentare al meglio il nostro territorio con la competenza e l’humanità che lo contraddistinguono”.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)