Dipendenze in Italia: cannabis e cocaina le più diffuse. Il 23% degli under 18 ha utilizzato una droga


Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia

La Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia del 2026, restituisce un quadro complesso e in continua evoluzione dei comportamenti a rischio nella popolazione italiana, che interessa tanto il consumo di sostanze psicoattive quanto l’uso problematico delle tecnologie digitali e del gioco d’azzardo, specialmente nei più giovani.

cocaina bergamo

Consumo di sostanze in evoluzione tra i giovani

La Relazione rileva che, nel 2025, quasi 350 mila studenti under 18 hanno riferito di aver utilizzato almeno una sostanza illegale nel corso dell’anno, pari al 23% della popolazione scolastica minorenne, dato in aumento rispetto al 2024 (20%).

Cannabis e cocaina continuano a rappresentare le sostanze più diffuse, mentre si osserva una crescente diffusione di prodotti ad alta potenza e di Nuove Sostanze Psicoattive (NPS), in particolare cannabinoidi sintetici e nuovi oppioidi. Tra gli studenti di 15-19 anni, dopo la flessione osservata tra il 2022 e il 2024, si osserva una ripresa dei consumi di numerose sostanze, tra cui stimolanti, cocaina, allucinogeni, oppiacei, catinoni sintetici, oppioidi sintetici e ketamina, mentre la cannabis, pur restando la sostanza più diffusa tra i giovani, mostra un lieve calo. Resta inoltre rilevante il fenomeno dell’uso combinato di sostanze, che vede coinvolti anche gli psicofarmaci assunti senza prescrizione medica: quasi 180 mila minorenni (11%) ne hanno fatto uso nel 2025, con prevalenze quasi doppie tra le ragazze.

Cocaina responsabile di un terzo dei decessi droga-correlati

La cocaina si conferma una delle sostanze con il maggiore impatto sanitario e sociale in Italia: nel 2025, il 33% dei decessi direttamente accertati dalle forze dell’ordine è stato attribuito a questa sostanza, la quale è anche responsabile del 32% dei ricoveri ospedalieri correlati al consumo di sostanze stupefacenti.

Nel complesso, le persone in trattamento per uso primario di cocaina/crack risultano in lieve aumento rispetto all’anno precedente: il 28% degli utenti SerD risulta in carico per uso primario di cocaina/crack, di cui il 3,9% specificamente per crack. Le analisi delle acque reflue urbane, condotte nel 2025 in 38 città italiane, indicano che la cocaina è la seconda sostanza psicoattiva illegale più consumata in Italia, con una stima media di circa 11 dosi al giorno ogni mille abitanti. L’analisi del particolato atmosferico PM10, introdotta come strumento innovativo di monitoraggio ambientale, evidenzia inoltre che la cocaina è la sostanza più frequentemente rilevata nell’aerosol urbano, con concentrazioni generalmente più elevate nei giorni feriali.

Cannabis e Nuove Sostanze Psicoattive

Pur rimanendo la sostanza psicoattiva più diffusa tra le giovani generazioni, i dati del 2025 mostrano un lieve calo dei consumi di cannabis nei più giovani: il 18% degli studenti riferisce di averne fatto uso nell’ultimo anno, un dato in diminuzione rispetto al 21% registrato nel 2024. Le analisi delle acque reflue confermano questa tendenza, indicando una media di circa 45 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti, in calo rispetto alle 51-52 dosi rilevate negli anni precedenti.

A caratterizzare il mercato dei prodotti a base di cannabis è una crescente diffusione di preparazioni ad altissima potenza, come estratti, oli, cere e liquidi per sigarette elettroniche, in cui concentrazioni di THC possono superare l’80-90%.  Prosegue, inoltre, l’evoluzione del mercato delle Nuove Sostanze Psicoattive: nel 2025, il Sistema nazionale di allerta rapida per le droghe – NEWS-D – ha identificato 92 NPS circolanti sul territorio nazionale, principalmente appartenenti alle classi dei cannabinoidi sintetici e semi-sintetici (30%), dei catinoni sintetici (17%), delle arilcicloesilamine (10%), delle fenetilamine (9%) e degli oppioidi sintetici (9%).

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Servizi e prevenzione: una rete solida sul territorio nazionale

Le reti assistenziali territoriali rappresentano sempre più un presidio centrale nella risposta alle dipendenze, assicurando percorsi integrati di presa in carico, cura, riabilitazione e reinserimento sociale.

Nel 2025, i servizi pubblici per le dipendenze hanno avuto in carico 131.328 persone, con un incremento del 3,5% rispetto al 2024, mentre le comunità terapeutiche hanno assistito 25.644 utenti nell’ambito di percorsi residenziali e riabilitativi. Nello stesso anno, i Pronto Soccorso italiani hanno registrato 9.641 accessi per condizioni direttamente droga-correlate, in aumento del 15% rispetto all’anno precedente. Di altrettanto rilievo sono state le iniziative di informazione e sensibilizzazione sui rischi connessi al consumo di sostanze e ai comportamenti di dipendenza, realizzate grazie alla stretta collaborazione tra amministrazioni regionali, dipartimenti delle dipendenze, enti locali, organizzazioni del terzo settore e associazioni.

Nel 2025, le Amministrazioni regionali e i dipartimenti delle dipendenze hanno riportato complessivamente 407 progetti di prevenzione rivolti alla popolazione generale, con un aumento dell’11% rispetto all’anno precedente. Nello stesso anno sono stati attivati 380 progetti nelle scuole secondarie di primo e secondo grado distribuiti sull’intero territorio nazionale, facendo segnare un incremento del 16% rispetto all’annualità precedente. Le iniziative hanno riguardato soprattutto azioni di prevenzione universale e ambientale, finalizzate a rafforzare conoscenze, capacità relazionali e competenze utili a prevenire l’uso di sostanze e altri comportamenti a rischio.

Nuove tendenze nei comportamenti a rischio tra i giovani

Accanto all’uso di sostanze illegali, la Relazione evidenzia come restino molto diffusi tra i giovani anche i consumi di alcol e tabacco: quasi 500 mila studenti minorenni (31%) hanno fumato tabacco nel corso del 2025, valori in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente, mentre il consumo episodico eccessivo di alcol continua a interessare una quota rilevante di adolescenti: circa 380 mila studenti under 18, pari a un quarto della popolazione scolastica minorenne, riferisce almeno un episodio di ubriacatura nel corso dell’anno, con una maggiore diffusione tra le studentesse.

gioco d'azzardo

Al consumo di sostanze si affiancano inoltre i comportamenti a rischio legati all’uso delle tecnologie digitali, al gaming e al gambling: circa 15 mila studenti di età compresa tra gli 11 e i 13 anni (1%) presentano comportamenti riconducibili alla social media addiction, in significativo calo rispetto al 2,2% del 2022, e 111 mila studenti (7%) risultano a rischio di internet gaming disorder, rispetto all’11% del 2022.

Per quanto riguarda il gioco d’azzardo, sono invece l’11% gli studenti tra gli 11 e i 13 anni che dichiarano di aver giocato almeno una volta negli ultimi 12 mesi. Le stime complessive indicano che oltre 87 mila studenti di età compresa tra gli 11 e i 13 anni risultano coinvolti in comportamenti di gioco d’azzardo a rischio o problematici.

agnesepriorelli

Giornalista