Il Consiglio dei ministri rinvia al 1° ottobre l’applicazione della tassa sui “mini-pacchi”


Il 1° luglio entrerà comunque in vigore l’imposta europea da tre euro

La cosiddetta “legge sui mini-pacchi” è una vera e propria rivoluzione per chi fa acquisti online da piattaforme di e-commerce e ultra fast fashion situate fuori dall’Unione Europea (come Shein, Temu o AliExpress). In sostanza, dice addio all’esenzione dai dazi doganali per gli acquisti di piccolo valore (quelli sotto i 150 euro).

pacchi smarriti

Il funzionamento si articola su due fronti: la norma europea e quella italiana.

1. La tassa Europea (Dazio forfettario)

Fino ad oggi, se compravi un oggetto da un Paese extra-UE che costava meno di 150 euro, pagavi l’IVA ma non pagavi i dazi doganali.

  • Cosa cambia dal 1° luglio 2026: Questa franchigia sparisce. Scatta un dazio fisso di 3 euro per ogni singolo articolo contenuto nel pacco.

  • Il calcolo “a categoria”: Attenzione, la tassa si applica per sottovoce tariffaria (tipologia di prodotto). Se nello stesso pacco compri una maglietta, un paio di occhiali e una cover per il telefono, il dazio si moltiplica: $3 \text{ articoli} \times 3 \text{ euro} = 9 \text{ euro}$ di dazi totali, a cui va poi sommata l’IVA.

2. Il “Balzello” Italiano (Slittato a ottobre)

L’Italia, con l’ultima Legge di Bilancio, ha approvato una misura nazionale aggiuntiva: una tassa di 2 euro a spedizione come “contributo per le spese di sdoganamento”.

  • La novità dell’ultimo minuto: Proprio in questi giorni il Consiglio dei Ministri ha deciso di rinviare l’entrata in vigore di questa tassa italiana al 1° ottobre 2026.

  • Cosa succederà in autunno: Da ottobre si valuterà se la tassa italiana coesisterà con quella europea (portando il sovrapprezzo base a 5 euro complessivi) o se verrà cancellata per non penalizzare troppo i consumatori e i corrieri logistici.

Perché è stata introdotta questa legge?

I motivi principali sono due, strettamente legati all’esplosione dello shopping online low-cost:

  1. Concorrenza leale: Proteggere i negozi e i produttori europei, che devono rispettare regole commerciali e fiscali molto più rigide rispetto ai colossi asiatici.

  2. Sicurezza e Controlli: Solo nel 2024 sono entrati in Europa circa 4,6 miliardi di micro-pacchi (il 91% dalla Cina). Una mole simile rende impossibile controllare se i prodotti rispettano le norme di sicurezza europee (es. materiali tossici nei vestiti o componenti elettrici pericolosi). La tassa serve a finanziare questi controlli e a frenare il volume di spedizioni.

Come evitarla…

La tassa colpisce solo le merci che vengono spedite direttamente da un magazzino extra-UE al consumatore.

Non pagherai questo dazio se la piattaforma e-commerce decide di importare le merci in blocco e stoccarle in un magazzino situato all’interno dell’Unione Europea (come fa spesso Amazon). In quel caso, il prodotto ha già superato la dogana a monte e per te si tratterà di una normale spedizione interna.

agnesepriorelli

Giornalista