Prosegue “Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri”


Prosegue fino al 31 ottobre 2026 al Museo Archeologico Nazionale Cerite di Cerveteri la mostra: Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri”

mostra veder greco

Curata dal Direttore Vincenzo Bellelli, direttore Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia (PACT), Dirigente di ricerca in aspettativa del Cnr-Ispc, e da Patrizio Fileri, l’iniziativa coinvolge prestigiosi partner nazionali e internazionali, quali il Louvre, il British Museum, i Musei Vaticani, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e i Musei Capitolini, cui si aggiungono numerosi altri prestatori italiani. L’esposizione visitabile fino al 31 ottobre 2026, raccoglie anche produzioni architettoniche, di cui  molte testimonianze provengono dagli scavi  condotti dal Consiglio nazionale delle ricerche nel Santuario della Vigna Parrocchiale e nelle aree limitrofe delle cosiddetto tempio di Hera.

La mostra esalta il ruolo internazionale di Cerveteri – vera e propria metropoli mediterranea – in età arcaica e il suo rapporto speciale con il mondo greco-orientale, attraverso l’esposizione di una ampia varietà di ceramiche di importazione ionica e di opere che ne dimostrano l’influsso sulla produzione locale. Esempi significativi di questi contatti si ritrovano tanto nella pittura vascolare che nelle terrecotte decorative impiegate nell’architettura, produzioni di cui Cerveteri, nella seconda metà del VI secolo a.C. risulta protagonista assoluta, sia in quanto centro di importazione privilegiato, sia come centro di incubazione e sviluppo di nuove tendenze artistiche.

Focus della mostra sono le hydriai (contenitori per acqua) ceretane: una classe di ceramiche dipinte eccezionali per qualità, rarità e raffinatezza, di stile greco-orientale, ma rinvenute esclusivamente a Cerveteri. Per la prima volta sono esposti insieme: il nucleo di hydriai ceretane più ricco del mondo, ovvero quello del Museo del Louvre proveniente dalla collezione del marchese Campana, e quello altrettanto cospicuo del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Si possono inoltre ammirare da vicino, per la prima volta in un unico luogo: la celeberrima hydria della Polledrara conservata al British Museum e la “regina” dei vasi ionici rinvenuti in Etruria, ovvero l’hydria Ricci, due capolavori assoluti della ceramografia antica,  e l’esemplare conservato a Londra con scontro di guerrieri.

Insieme a tali manufatti sono allestiti per l’occasione numerosi materiali poco noti o inediti che illustrano le connessioni dell’ambiente artistico locale con questi straordinari vasi istoriati.

Infine, l’ultima parte della mostra è dedicata all’impatto della pittura ionica a Cerveteri, soprattutto nell’ambito delle produzione architettoniche di cui molte testimonianze provengono dagli scavi condotti dal Consiglio nazionale delle ricerche. “Sono testimonianze preziosissime perché dimostrano come questi filoni di arte etrusco ionica siano stati poi rielaborati dagli artigiani di Cerveteri e trasformati in produzioni di grande successo in tutto il territorio”, spiega Vincenzo Bellelli. “Il Cnr è un partner storico degli enti di tutela della soprintendenza, adesso anche del Parco, tant’è che abbiamo stipulato una convenzione e il risultato di questa mostra nasce proprio da tutte le collaborazioni nazionali internazionali tra cui è anche quella con l’Ente di ricerca”.