Migranti, Macron frena sui centri di rimpatrio extra-Ue. Le dichiarazioni arrivano mentre a Bruxelles prosegue il confronto tra gli Stati membri sulla gestione dei rimpatri
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La Francia non sostiene il modello dei cosiddetti “return hubs”, i centri per il rimpatrio dei migranti irregolari in Paesi terzi sostenuti da un gruppo di Stati membri guidato da Italia, Danimarca e Paesi Bassi.
Lo ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron al termine del Consiglio europeo di Bruxelles.
“Per quanto riguarda la Francia, noi non effettuiamo rimpatri verso Paesi terzi perché non credo che sia né efficace né conforme ai principi della nostra comunità“, ha affermato il capo dell’Eliseo rispondendo a una domanda sulle soluzioni innovative in materia migratoria.
Macron ha inoltre espresso contrarietà all’ipotesi di utilizzare il bilancio dell’Unione europea per finanziare questo tipo di strumenti. “Per quanto mi riguarda, occorre rispettare le politiche di ciascuno Stato. Dobbiamo fare il bilancio che adotteremo”, ha aggiunto il presidente francese.
Le dichiarazioni arrivano mentre a Bruxelles prosegue il confronto tra gli Stati membri sulla gestione dei rimpatri e sulle cosiddette soluzioni innovative per contrastare l’immigrazione irregolare. Il tema è stato al centro anche di una riunione organizzata a margine del Consiglio europeo da Italia, Danimarca e Paesi Bassi, i Paesi che da mesi promuovono una maggiore apertura dell’Unione verso accordi con Stati terzi per il trasferimento e il rimpatrio dei migranti irregolari.
L’intervento di Macron evidenzia tuttavia come sul tema non vi sia ancora una posizione condivisa tra i Ventisette, in particolare sulla possibilità di finanziare tali strumenti attraverso risorse comuni dell’Unione.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)