Il ‘sì’ al Regolamento passa con 418 voti a favore, 218 contrari e 30 astensioni
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Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva le nuove norme sui rimpatri dei cittadini di paesi terzi che soggiornano irregolarmente nell’Ue.
Il regolamento è approvato con 418 voti a favore, 218 contrari e 30 astensioni, con i voti del Ppe assieme alle forze di destra.
Una decisione di rimpatrio comporta l’obbligo di lasciare immediatamente, o entro un termine stabilito, il territorio dello Stato membro interessato, ma i migranti possono anche essere trattenuti fino a 24 mesi. Sarà inoltre possibile trasferire i migranti, esclusi i minori non accompagnati, verso “centri di rimpatrio” situati nel territorio di un paese terzo.
Tali trasferimenti saranno possibili solo sulla base di accordi bilaterali conclusi dagli Stati membri con Paesi terzi che garantiscano il rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale e del principio di non respingimento (non-refoulement). Il testo specifica che eventuali carenze riscontrate in aree circoscritte del Paese terzo o verso specifiche categorie non precluderanno l’accordo, purché sussistano garanzie sufficienti per i soggetti interessati.
Dopo il voto dell’Eurocamera, il regolamento attende l’adozione formale da parte del Consiglio Ue; le norme sui centri esterni e sulla valutazione dell’età dei minori entreranno in vigore immediatamente, mentre per le restanti disposizioni gli Stati membri avranno 12 mesi di tempo per l’applicazione.