Misure urgenti in materia di giustizia e per l’attuazione del patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti suddivise in due aree principali: la riforma della giustizia e l’attuazione del Patto UE sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024.

Misure in materia di giustizia
Il decreto interviene sulla disciplina dell’esame di Stato per l’accesso alla professione di avvocato. Esame di Stato viene riformato prevedendo un’unica sessione annuale divisa in due prove scritte in presenza (consultando solo codici annotati con la giurisprudenza) e una prova orale.
Discilina la proprietà intellettuale e le intercettazioni
Si interviene sui provvedimenti d’urgenza per il diritto d’autore/proprietà industriale e sulle regole di pagamento e indennizzo per i servizi legati alle intercettazioni.
Proroghe e organizzazione interna
Vengono rinviati i termini per il GIP in composizione collegiale, per l’uso delle piattaforme digitali di intercettazione e per l’avvio del Tribunale per le persone, i minorenni e le famiglie. Si modificano le regole sui magistrati giudicanti, sui giudici di pace e sull’Ufficio per il processo.
Digitalizzazione e indennizzi
Si stanziano fondi per i risarcimenti da irragionevole durata dei processi (Legge Pinto) relativi al 2022 e si potenzia la digitalizzazione e la cybersicurezza del sistema giudiziario.
Notai
Viene modificato il termine massimo per avviare l’azione di responsabilità professionale contro i notai.
Attuazione del Patto UE sulla migrazione e l’asilo
Il decreto adegua le leggi italiane alle direttive e ai regolamenti europei (norme di accoglienza, procedure di frontiera, rimpatri e sistema Eurodac). L’intervento legislativo, serve a rendere “immediatamente operative, a decorrere dal 12 giugno 2026, data di avvio dell’applicazione del Patto Ue sulla migrazione e l’asilo, le procedure di asilo alla frontiera che il diritto dell’Unione rende obbligatorie per determinate categorie di richiedenti”.
I punti fondamentali
- Gestione delle domande di asilo: Vengono ridefinite le fasi di espressione della volontà, registrazione e formalizzazione della domanda di protezione internazionale.
- Lavoro e soggiorno: Il periodo di attesa obbligatorio prima che un richiedente asilo possa iniziare a lavorare viene innalzato a 90 giorni. Vengono inoltre stabilite regole sul diritto a restare nel territorio e sulle domande “manifestamente infondate”.
- Controlli, trattenimento e accertamenti: Si introducono obblighi di residenza in luoghi specifici decisi dal prefetto, misure alternative al trattenimento e procedure accelerate per i controlli alla frontiera. Per i migranti irregolari o soccorsi in mare sono previsti specifici controlli sanitari, di vulnerabilità, di sicurezza e fotodattiloscopici nei punti di crisi. Viene introdotto il fermo amministrativo per accertamenti (con convalida del Giudice di pace e tutele per i minori).
- Sistema Eurodac: Viene aggiornato il sistema di identificazione biometrica (impronte e immagini facciali) con un punto di accesso nazionale presso il Dipartimento della pubblica sicurezza.
- Potenziamento delle strutture: Per gestire il nuovo flusso di lavoro, vengono potenziate le Commissioni territoriali per la protezione internazionale e le sezioni specializzate dei tribunali in materia di immigrazione (anche tramite l’istituzione di sezioni stralcio).

Piantedosi: “Immediata attuazione al nuovo processo regolatorio dell’Unione europea”
“Con questo intervento abbiamo voluto, senza depotenziare gli altri cantieri già aperti, il ddl immigrazione e asilo che già viaggia nelle aule parlamentari, anticipare quelle norme che ci consentono di dare immediata attuazione al nuovo processo regolatorio dell’Unione europea a partire dal 13 giugno essendo che l’Italia è uno dei Paesi, come ha detto il Commissario Brunner, che ha già fatto i compiti a casa in maniera molto importante”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi. “Confidiamo con l’applicazione di queste norme a regime di dare un’ulteriore spinta a quello che stiamo facendo. Abbiamo adottato delle misure di limitazione della libera circolazione di Shengen al confine con la Slovenia, confine sensibile per la rotta balcanica, anche per motivi di prevenzione antiterrorismo”.