«VOCE DEL VERBO … PARLARE» spettacolo scritto e diretto da Veronica Meddi in scena il 7 giugno al centro Culturale Benedetto XVI
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VOCE DEL VERBO…PARLARE torna domenica 7 giugno 2026 alle ore 17:00, dopo quattro anni dalla sua prima messa in scena, sul palco del Salone parrocchiale Santa Maria Consolatrice (Casalbertone). Undici sono i nuovi giovani attori – dai 6 agli 11 anni – che si presentano in chiave rock per energizzare i loro messaggi tanto importanti. Che le parole abbiano subito forti modifiche e i codici comunicativi siano sballati è la stessa cronaca a raccontarcelo. E questo fa paura. Bullismo e femminicidio sono le due tematiche toccate all’interno di quello che è un semplice e suggestivo gioco teatrale.
Note di regia
Ho sempre creduto che sia il teatro a lanciare la sua chiamata, a cui rispondere o scegliere d’ignorare. E che quando si è giovani sia tutto da scoprire. Il teatro fa bene, anzi, benissimo. Aiuta a imparare a conoscersi, misurarsi con sé e con gli altri.
Vi racconto un fatto vero, accaduto ben 43 anni fa.
Io stessa, mi ritrovai – avevo 9 anni – a organizzare uno spettacolino insieme ai miei amichetti con cui trascorrevo le vacanze estive nel viterbese. Per palcoscenico, un ritaglio di cemento nel giardino condominiale, per costume – ero già partita intenzionata – il mio body – quell’inverno con la danza avevo imparato a fare la spaccata, l’inchino nei ringraziamenti, e a sbloccare la mia soffocante timidezza; cavolo, qualcuno doveva pur vedere tutto questo!
La musica che annunciava i nostri ingressi – barzellette, sketch comici, balletti, canzoni – usciva da uno stereo piccolino e mezzo scassato – qualcuno ce l’aveva prestato e questo ci bastava. “Grazie!” -.
Non avevamo le luci, tanto nel tardo pomeriggio c’era ancora il sole ad illuminarci.
Responsabili spazzammo alla meno peggio il nostro spazio scenico,
Ritagliammo un improvvisato e arraffazzonato camerino sotto una scalinata, e proprio lì spuntava un cartello con disegnato un teschio e due ossa incrociate. Un ragazzino di 10 anni, il più grande, ci disse di non toccarlo, potevamo morire. Ok, non ci avvicinammo nemmeno. Ma tanto per chiarire la paura, quella vera, ci veniva dal doverci esibire. Altro che cavi elettrici, quelli erano coperti, noi, invece, ci sentivamo senza via di fuga.
Posizionammo in ordine le sedie – prese in prestito dalle case delle nonne “che … va bene ma riportale, però i cuscini no che me li sporcate” – per far accomodare il pubblico – poco meno di una ventina di amichetti che accorsero euforici e puntuali ad assistere al nostro grande spettacolo -. Stabilimmo subito che il pubblico doveva essere pagante. Avevamo trascorsi molti pomeriggi a fare le prove del nostro primo spettacolo. 20 lire a sedia era il prezzo onesto.
Poi, si sa come sono fatti i bambini, siccome lo spettacolo andò bene e sentimmo di aver creato qualcosa di bello, di nostro, tutti insieme bravi, anzi bravissimi, con l’incasso dello spettacolo decidemmo di portare tutto il pubblico in una gelateria vicina – non dovevamo attraversare la strada – dove offrimmo ad ognuno degli amici il suo cono gelato. Una sola pallina, però, mammamia, la più buonissima!
Ecco, il senso di questo teatro qui è tutto in un ricordo che con i miei Mini Meddi’s Theatre si rigenera.
Veronica Meddi
Ingresso a offerta libera
Previa prenotazione al numero 339-5607076
CENTRO CULTURALE BENEDETTO XVI
Ingresso da Piazza Santa Maria Consolatrice
Il ricavato sarà devoluto in beneficenza