La Sirius e la Cabo Blanco sono ancora in viaggio verso Gaza, le altre sono state fermate. Quando la Girolama è stata abbordata si è sentito rumore di spari, forse pallini di gomma
In queste ultime ore si sono registrati ulteriori intercettamenti da parte di Israele delle imbarcazioni della Flottiglia in viaggio verso Gaza. Al momento risultano fermati 27 connazionali. Le imbarcazioni dovrebbero giungere al porto di Ashdod.
L’abbordaggio delle navi dirette a Gaza
“Perché state sparando? Perché? Siamo disarmati! Non sparate” Lo gridano ripetutamente gli attivisti della Girolama, la terzultima barca a vela in viaggio verso Gaza, da poco abbordata dalla Marina militare israeliana in acque internazionali. Tramite la diretta sul canale Youtube della Global Sumud Flotilla è possibile sentire rumori di spari e le grida degli attivisti. Non è possibile determinare se si sia trattato di pallottole di gomma o reali.
Pochi attimi prima, un attivista della Girolama aveva gettato lo smartphone in acqua – per non doverlo consegnare ai militari -, mentre a favore di telecamera spiegava che era arrivato il momento di distribuire i giubbotti di salvataggio ai compagni di viaggio.
Intanto, anche dalle videocamere della Sirius – quella più prossima all’enclave palestinese – è visibile in lontananza una nave della Marina militare israeliana.
Delle oltre 60 barche a vela salpate giovedì scorso dalla Turchia, restano solo la Sirius e la Cabo Blanco a navigare ancora verso Gaza, per “portare aiuti umanitari per la popolazione e rompere l’assedio israeliano”. Le uniche due barche ancora in viaggio verso Gaza dovrebbero trovarsi all’incirca a un centinaio di chilometri dalla destinazione.
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L’intervento della Farnesina
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto di verificare urgentemente l’uso della forza da parte delle autorità israeliane, che secondo quanto riferito dagli attivisti italiani avrebbero utilizzato proiettili di gomma contro le imbarcazioni della Flottiglia.