“Lavoreremo, con maggioranza e opposizione, per un testo che non lasci zone d’ombra”, ha proseguito Craxi
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Il ddl sul Fine Vita andrà in Aula del Senato il 3 giugno. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. “Credo sia un atto di civiltà che speriamo di poter condividere anche con l’opposizione”, ha detto la capogruppo Fi, Stefania Craxi.
CRAXI: GRAZIE A IMPEGNO FI RIPRENDE ITER LEGISLATIVO
La presidente dei senatori ha, poi, continuato: “Grazie all’impegno e alla determinazione di Forza Italia, nelle ultime settimane si è finalmente aperta una discussione seria sul tema del fine vita, una materia su cui i cittadini ci chiedono risposte e che richiede equilibrio, responsabilità e un confronto parlamentare all’altezza della sua complessità. Fin dal mio insediamento ho lavorato per riportare questo tema al centro dell’agenda istituzionale e oggi il risultato è evidente: il dibattito è stato riattivato ma, soprattutto, l’iter legislativo riprende la sua strada. Nella Conferenza dei Capigruppo, con un centrodestra compatto, abbiamo definito la calendarizzazione del provvedimento in Aula per il prossimo 3 giugno”.
Per Craxi “È un segnale politico chiaro, una vittoria di Forza Italia, che testimonia la volontà condivisa di affrontare il tema con serietà, senza piegarlo alle logiche della propaganda o della contrapposizione tra forze politiche. Siamo convinti che su argomenti così sensibili, che toccano la coscienza e la sensibilità di tutti, servano sobrietà, ascolto e la capacità di costruire soluzioni realmente condivise. Per noi è fondamentale che il Parlamento eserciti pienamente il proprio ruolo e giunga a una risposta legislativa all’altezza della dignità della persona e della complessità umana e giuridica della materia”.
“Ma il nostro impegno non si ferma qui- ha sottolineato Craxi-. Lavoreremo, con maggioranza e opposizione, per un testo che non lasci zone d’ombra, che tuteli i più fragili e che sappia tenere insieme sensibilità diverse senza storture e forzature. Lo faremo con serietà e spirito costruttivo, perché su temi come questo non si alza il tono della voce ma si eleva la qualità del lavoro istituzionale”.
MAGI: BENE AVVIO DISCUSSIONE MA NO A TESTO CENTRODESTRA
“Bene che il Senato abbia calendarizzato l’avvio della discussione sul Fine Vita, male che il centrodestra si ostini a voler trovare una mediazione sul suo testo“. Lo ha affermato il segretario di +Europa, Riccardo Magi. “Si prenda invece la proposta di legge popolare depositata in Senato dall’Associazione Coscioni o dal testo depositato a mia prima firma alla Camera – ha continuato -. Troppe criticità nel testo della destra, troppi paletti: si riparta da zero con un testo che davvero rispetti la volontà dei cittadini”.
CAPPATO-GALLO (ASS. LUCA COSCIONI): NO A PASSI INDIETRO CON TESTI BAZOLI E GOVERNO
“Per evitare che siano fatti passi indietro in materia, noi chiediamo che la votazione sia effettuata sulla nostra legge di iniziativa popolare Eutanasia legale depositata in Parlamento e firmata da oltre 70.000 cittadini”. Così Marco Cappato e Filomena Gallo, rispettivamente Tesoriere e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni.
“Infatti, in Italia l’aiuto medico alla morte volontaria è legale da 7 anni. Se il testo di legge presentato dal Governo cancellasse totalmente i diritti esistenti, il testo di legge a prima firma Bazoli è comunque restrittivo rispetto alle sentenze della Corte costituzionale, in quanto restringe pericolosamente il tema dell’ inserimento nelle cure palliative e della coesistenza della sofferenza fisica e psichica come condizioni per accedere all’aiuto alla morte volontaria, oltre a irrigidire la questione dell’obiezione di coscienza”, hanno sottolineato.
“La nostra proposta di legge, invece, consolida il diritto esistente e lo amplia, prevedendo la possibilità della somministrazione del farmaco letale anche da parte del medico e il diritto di accedere all’aiuto alla morte volontaria, anche per pazienti che, pur non essendo dipendenti da trattamenti sanitari, siano in fase terminale della malattia. Una legge qualsiasi non basta. Sul fine vita non serve un compromesso al ribasso, ma una norma capace di tutelare davvero le persone che vivono sofferenze intollerabili e che chiedono ‘solo’ di poter decidere, in modo libero e consapevole, sul proprio corpo e sulla propria vita”, hanno concluso.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)