Un altro ragazzo di 15 anni è ricercato: per tutti l’accusa è di omicidio aggravato
A Taranto fermati un 20enne e quattro ragazzi tra 15 e 16 anni per la morte di Bakari Sako, bracciante 35enne originario del Mali e regolare in Italia, aggredito e ucciso sabato scorso per futili motivi. Uno dei minorenni ha confessato di averlo colpito all’addome con un coltello. All’appello manca ancora un 15enne.
Bakary Sakondare lavorava in campagna per pochi soldi. Un lavoratore, incensurato, irreprensibile, che pagava tasse, affitto, e che manteneva la sua famiglia ed è stato ucciso senza motivo.

Babele ha organizzato per giovedì un presidio a Taranto
L’associazione Babele – ente di promozione sociale – che ha scritto su Facebook: “Dopo l’uccisione di Sacko Bakari, lavoratore originario del Mali, avvenuta in Piazza Fontana, sentiamo il bisogno di esserci. Di ritrovarci come comunità, di condividere dolore, riflessioni, domande, ma soprattutto di affermare insieme un’idea diversa di città fondata sulla dignità umana, sul lavoro, sui diritti e sulla convivenza.
Per questo come Coordinamento di Libera Taranto, Associazione Babele Aps, Mediterranea Saving Humans Taranto e Comunità Africana di Taranto e Provincia APS, promuoviamo un presidio con microfono aperto giovedì 14 Maggio dalle ore 17:30 in Piazza Fontana. Invitiamo a partecipare tutta la cittadinanza, le associazioni, i movimenti, le parrocchie, le realtà studentesche, i sindacati, il mondo del lavoro, della cultura e del volontariato.
A Taranto non c’è spazio per il razzismo, anche se è generato dal disagio. Non c’è spazio per chi semina odio, disumanità e divisione. Taranto deve essere città di accoglienza, diritti, solidarietà e rispetto reciproco. Una città che non si gira dall’altra parte e che sceglie di reagire insieme”.