Paola Capriolo e Teresa Maresca si misurano con “Il canto della luna’ di Gustav Mahler in un testo a quattro mani che intreccia letteratura, pittura e musica (Bibliotheka). Dal 29 maggio
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L’ombra fascinosa e potente di uno dei capolavori della musica del ‘900 ha suggerito alla scrittrice Paola Capriolo e all’artista Teresa Maresca un libro a quattro mani che intreccia in modo personalissimo e originale letteratura, pittura e musica. È Il Canto della Luna, evocazione del ciclo di lieder Il Canto della Terra che il compositore austriaco Gustav Mahler (1860-1911) compose nel 1908 sulle Dolomiti, dove trascorse le ultime estati della sua vita. Nell’autunno dell’anno prima era stata pubblicata in Germania l’antologia Il flauto cinese, un centinaio di liriche di autori compresi tra il XII secolo a. C. e l’epoca contemporanea. Mahler ne venne a conoscenza e l’incontro con quelle poesie ebbe un immediato riflesso sulla sua opera. Il Canto della Terra è infatti basato su sette poesie della raccolta, con una predilezione per le liriche di Li Po (702 – 763). Il testo delle parti vocali della Sinfonia viene proposto, con testo tedesco a fronte, nella versione di Paola Capriolo, traduttrice di molti autori classici come Goethe, Kafka, Von Kleist, Mann e a sua volta autrice di opere tradotte in molte lingue. Con una pittura figurativa e visionaria che prende forma nelle immagini a colori del libro, l’artista Teresa Maresca lavora sui temi del paesaggio, spesso rivisto attraverso la memoria cinematografica o la poesia.
[…] Ciò che avevo in mente era appunto di sviluppare questo parallelismo, di creare una piccola opera in cui parola e immagine si stimolassero, si ispirassero a vicenda in uno scambio sperabilmente fecondo.L’idea era questa, e fu un’idea condivisa. Si trattava però di trovare il “soggetto” adatto, e per trovarlo alla fine ci rivolgemmo non alla letteratura, non alla pittura, ma a una terza arte: la musica. Fu a questo punto delle nostre riflessioni che ci venne in soccorso l’ombra fascinosa e potente di Gustav Mahler. Il Canto della terra, uno dei capolavori assoluti della musica del Novecento… cosa cercare di meglio? Una serie di Lieder per orchestra su testi di antichi poeti cinesi tra i quali Li Po, prediletto da Teresa, ma immersi in quell’atmosfera tardo-romantica che a me è sempre stata particolarmente congeniale. Un “divano occidentale-orientale” in cui ciascuna di noi due, con le sue esperienze culturali e le sue predilezioni, avrebbe potuto sentirsi perfettamente a suo agio. (Dall’intruduzione di Paola Capriolo)
Incipit Due barche: una di legno, affusolata, che solca guidata dai remi le acque del lago, e l’altra d’argento, librata nel cielo. Nella prima c’è un uomo, e forse quell’uomo sono io. Qualcuno che, dopo aver visto il mondo, alle soglie della vecchiaia compie con malinconica lentezza il suo viaggio verso casa. I colpi dei remi sono cadenzati come rintocchi e l’acqua, sciabordando, ne amplifica il suono in un echeggiante riverbero; ma il viaggio è appena all’inizio e l’uomo non ha alcuna fretta di arrivare alla meta. Vorrebbe che questo lago fosse infinito come il mare, tanto lo seduce il gioco di riflessi che la luna accende nel buio profondo delle sue acque. La luna, la barca d’argento… Dopo tutto, chi ha detto che io debba essere per forza l’uomo che rema e non invece la gemella celeste che lassù, senza il minimo sforzo, segue a palmo a palmo la mia navigazione? E chissà come appare la mia barca osservata da quella prospettiva… Forse non sembra neppure una barca, ma un piccolo astro che percorre lieve la sua orbita fendendo il nero della notte.
Paola Capriolo vive e lavora a Milano. Ha esordito nel 1988 con i racconti de La Grande Eulalia (Premio Berto), in seguito Il Nocchiero (Premio Rapallo, Premio Selezione Campiello), Il Doppio Regno (Premio Grinzane Cavour), e, tra gli altri, Una Luce Nerissima, Il Pianista Muto, Mi ricordo, Marie e il signor Mahler, Irina Nikolaevna. Tutti i suoi romanzi sono stati tradotti in molte lingue. Ha tradotto classici della letteratura tedesca, tra cui Goethe, Kafka, Kleist, Thomas Mann.
Teresa Maresca vive a Milano dagli anni ’80. Con una pittura figurativa e visionaria lavora sui temi del paesaggio, spesso rivisto attraverso la memoria cinematografica o la poesia. Hanno scritto di lei Carlo Sini, Sergio Givone, Lalla Romano, Roberto Sanesi, Paolo Biscottini. Ha pubblicato il libro Il Primitivo del Sogno su arte, natura e pensiero primitivo e ha in preparazione la mostra-installazione Stars&Bones per la Fabbrica del Vapore di Milano.