Papa Leone a Pompei per un anno di pontificato: “Dio plachi odio e illumini chi ha responsabilità di governo”


Il Santo Padre a Napoli in occasione del suo primo anno di pontificato

Il Santo Padre, giunto a Pomperi in occasione del suo primo anno di pontificato, ha iniziato la sua visita pastorale incontrato le Opere di Carità, persone provenienti da contesti di disagio sociale che sono accolte nei diversi centri del Santuario. Leone XIV ha rivolto loro un saluto, spiegando: “L’amore compie miracoli che vanno ben oltre ogni sforzo e aspettativa. Nelle membra di chi soffre e ancora di più nelle anime”. “Quando Bartolo Longo giunse per la prima volta a valle di Pompei, trovò una terra afflitta da tanta miseria, abitata da contadini molto poveri, funestata dalla malaria e dai briganti.
Seppe vedere però in tutti il volto di Cristo, nei grandi e nei piccoli e in particolare negli orfani e figli dei carcerati, a cui fece sentire il palpito del cuore di Dio”.

Il Papa mentre incensa il crocifisso (@Vatican Media)

NEL SANTUARIO

Papa Leone XIV ha fatto il suo ingresso nel Santuario di Pompei, dove ha rivolto un saluto agli ammalati, alle persone con disabilità e agli anziani, rivolgendo una preghiera a San Bartolo Longo.
“Buongiorno a tutti, sia lodato Gesù Cristo – ha detto Prevost al suo arrivo -. Che bella giornata, quante benedizioni che il Signore ha voluto dare a tutti noi oggi. Io mi sento il primo benedetto a poter venire qui al Santuario della Madonna nel giorno della Supplica in questo anniversario. Grazie a tutti voi per essere qui. Adesso ci prepariamo per celebrare la Santa Messa”.

L’OMELIA

Esattamente un anno fa, quando mi è stato affidato il ministero di successore di Pietro, era proprio la giornata della Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei. Dovevo dunque venire qui, a porre il mio servizio sotto la protezione della Vergine Santa”. Così Papa Leone XIV nell’omelia pronunciata nel corso della Santa Messa che sta celebrando a Pompei. Numerosi applausi hanno seguito le parole di Prevost.

“L’aver poi scelto il nome di Leone – ha aggiunto – mi pone sulle orme di Leone XIII, che ebbe, tra gli altri meriti, anche quello di aver sviluppato un ampio Magistero sul Santo Rosario. A tutto ciò si aggiunge la recente canonizzazione di San Bartolo Longo, apostolo del Rosario. Questo contesto ci fornisce una chiave per riflettere sulla parola di Dio appena ascoltata”.

“NON POSSIAMO RASSEGNARCI ALLE IMMAGINI DI MORTE”

Non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono”. Questo un passaggio dell’omelia pronunciata da Papa Leone XIV a Pompei.
“Da questo Santuario, la cui facciata San Bartolo Longo concepì come un monumento alla pace, oggi eleviamo con fede la nostra Supplica. Gesù – ha detto Prevost – ci ha detto che tutto può ottenere la preghiera fatta con fede. E San Bartolo Longo, pensando alla fede di Maria, la definisce onnipotente per grazia. Per sua intercessione, venga dal Dio della pace un’effusione sovrabbondante di misericordia, che tocchi i cuori, plachi i rancori e gli odi fratricidi, illumini quanti hanno speciali responsabilità di governo”.

“Quando San Giovanni Paolo II indisse l’Anno del Rosario – così Leone XIV nella sua omelia – lo volle porre in modo speciale sotto lo sguardo della Vergine di Pompei. I tempi da allora non sono migliorati. Le guerre che ancora si combattono in tante regioni del mondo chiedono un rinnovato impegno non solo economico e politico, ma anche spirituale e religioso. La pace nasce dentro il cuore. Lo stesso Pontefice, nell’ottobre 1986, aveva radunato ad Assisi i leader delle principali religioni, invitando tutti a pregare per la pace. In diverse occasioni anche recenti, sia Papa Francesco che io abbiamo chiesto ai fedeli di tutto il mondo di pregare per questa intenzione”.

LA SUPPLICA

Papa Leone XIV, rivolgendo lo sguardo verso il quadro della Madonna di Pompei, ha guidato piazza Bartolo Longo nella preghiera, recitando la Supplica al termine della Santa Messa. “Fratelli e sorelle, affidiamoci all’intercessione della Beata Vergine Maria del Rosario, invochiamola per la vita e la missione per la chiesa e l’anelito di pace e giustizia del mondo intero”, ha detto Prevost prima della Supplica, recitata tradizionalmente l’8 maggio, alle 12.

Il Santo Padre si sposterà, nel pomeriggio, a Napoli, dove ha in programma le visite al Duomo e in piazza del Plebiscito.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)