Virginia Woolf flâneuse a Londra: esce “Street Haunting” in una nuova traduzione


Virginia Woolf flâneuse a Londra: “Street Haunting” in una nuova traduzione, con prefazione di Nadia Fusini e una nota di Marco Bosio che attualizza il tema delle librerie di un tempo nel contesto odierno

virginia woolf

Virginia Woolf esce di casa un pomeriggio d’inverno del 1927 con un pretesto banale: le serve una matita. Ma quella passeggiata diventa un’avventura letteraria straordinaria tra le strade di Londra, dove la scrittrice si fa fantasma invisibile che osserva, immagina, racconta. Street Haunting – “infestare le strade”, come fanno gli spettri – è uno dei saggi più amati di Virginia Woolf, un manifesto sulla libertà del camminare e sull’arte dell’osservazione urbana. La scrittrice vaga tra librerie e vie londinesi, stringendo “inaspettate, capricciose amicizie” con libri e persone sconosciute. Con la prefazione di Nadia Fusini e la traduzione di Giorgio Podestà, questo classico della saggistica moderna torna in Italia in un’edizione curata e preziosa. Marco Bosio approfondisce il rapporto della Woolf con le librerie, luoghi dell’anima per ogni lettore.

[…] scrive questo saggio straordinario, che qualifica appunto come un’avventura, che ha in sé qualcosa di “fantasmatico”. Street Haunting è in effetti una invenzione linguistica complessa e difficile da tradurre. Per intendere appieno la figura di movimento che descrive, eccola, è questa: la flâneuse passeggia su e giù, avanti e indietro per le strade della città, guarda, le vetrine, compra con gli occhi quello che esse espongono, o guarda gli altri che passano – sì, i passanti, le passanti, che le aprono gli occhi e la mente su altre vite, su altri destini… Guarda come è vestito quell’uomo, che eleganza! E quella donna, con che grazia si muove nel teatro all’aperto che è la strada! E chi sarà quel tipo lì, con il cappello? E chi sarà quella donna curiosa, che scompare dietro quell’angolo? Che cosa fanno, si chiede Virginia la flâneuse, tutti questi passanti, che entrano nel suo orizzonte, e ne escono? E nel mentre vanno e vengono, la riguardano? Perché sì, fuori c’è il mondo, fuori c’è un teatro meraviglioso! (Ricordate quanto abbiamo patito, quando non potevamo uscire per via del Covid?) E il “fuori” è abitato dall’alea, dal caso. Il “fuori” è un’avventura. Ci vuole coraggio, a inoltrarci nel “fuori”. E insieme, Virginia Woolf ci insegna in queste pagine di straordinaria felicità espressiva, nel “fuori” ci esponiamo non solo all’incontro con l’inatteso, ma con qualcosa di ancora più straniante, e cioè coi fantasmi che abitano la nostra testa. Ecco perché, per dire quel suo modo dello stare in strada, la nostra geniale scrittrice conia quel particolare verbo – street haunting – che introduce nell’atto del movimento all’esterno una specie di possesso spettrale (Nadia Fusini)

Oggi di librerie dell’usato, come quelle che nomina Virginia Woolf, caotiche e oltremodo straordinarie nella loro confusione, se ne contano sulle dita di una mano (penso alla Libreria dell’Acqua Alta a Venezia), eppure, ancora oggi, provare per credere, entrando in una libreria dell’usato, il tempo sembra rallentare. Perché quello dell’usato è il tempo del racconto e della scoperta, dove chi entra sa che si può smarrire tra gli scaffali di libri, a volte un po’ in disordine, di chi sa che aprendo un volume potrebbe incappare in una lettera di un innamorato scritta alla fidanzata in tempo di guerra, e allora perché non leggerla e
vivere, per quel breve istante, un’altra vita? È il tempo sospeso di chi comprende che quelle pagine un po’ ingiallite hanno fatto giri lunghissimi e, quasi con sacralità, si apprestano a compierne un altro, forse, nelle mani del prossimo lettore. Il libro usato si carica di significato ogni volta che viene letto, sfogliato, raccontato. Crea connessioni e crea possibilità
 (Marco Bosio)

VIRGINIA WOOLF (1882-1941), icona della letteratura, è autrice di capolavori come Mrs DallowayGita al faro, Orlando. Una delle scrittrici più studiate e amate del Novecento, con un pubblico trasversale che va dall’accademia ai lettori generalisti. Nadia Fusini è tra le massime esperte italiane di letteratura inglese e prefatrice di prestigio.