Re Carlo al Congresso tra Nato e ambiente, a Trump ricorda: “Se non fosse per noi, lei parlerebbe francese“


Trump, dal canto suo, ha citato l’Iran e rivelato: “Mia madre aveva una cotta per Carlo”

Re Carlo parla al Congresso Usa (Foto by The Royal Family)

La “relazione speciale” tra Gran Bretagna e gli Stati Uniti, l’importanza della Nato, la difesa dell’Ucraina e la crisi climatica. Sono questi i punti salienti del discorso che Re Carlo ha tenuto al Congresso Usa nel corso della sua visita di Stato organizzata per partecipare al 250° anniversario dell’indipendenza americana.

L’ALLEANZA GB-USA E L’ELOGIO DELLA NATO

L’alleanza che le nostre due nazioni hanno costruito nel corso dei secoli – e per la quale siamo profondamente grati al popolo americano – è davvero unica“, ha detto il re perché “le sfide che affrontiamo sono troppo grandi per una sola nazione da sopportare”. A tal proposito, Carlo ha descritto il mondo come diventato “più instabile e più pericoloso” rispetto al 1991, anno a cui risale l’ultimo intervento di un membro della famiglia reale al Congresso: ai tempi fu Regina Elisabetta II a tenere un discoso in Campidoglio.

Il sovrano ha, poi, ricordato l’anniversario dell’11 settembre “quando la Nato invocò per la prima volta l’Articolo 5 e il Consiglio di Sicurezza dell’Onu era unito di fronte al terrore. Quella stessa determinazione incrollabile è necessaria per la difesa dell’Ucraina” al fine “di garantire una pace giusta e duratura”. Carlo ha anche sottolineato che le radici del “principio secondo cui il potere esecutivo è soggetto a controlli e contrappesi” affondano in uno dei documenti giuridici fondamentali del Regno Unito: la Magna Carta.

LO SGUARDO ALL’AMBIENTE: “DECIDERE COME AFFRONTARE IL COLLASSO DI SISTEMI NATURALI CRUCIALI”

Il re ha, inoltre, fatto riferimento alle “meraviglie naturali” degli Stati Uniti, parlando di ciò che Teddy Roosevelt definì “la gloriosa eredità dello straordinario splendore naturale di questa terra, da cui è sempre dipesa gran parte della sua prosperità”. E – con uno sguardo sempre attento alle tematiche ambientaliste – ha sottolineato: “Eppure, mentre celebriamo la bellezza che ci circonda, la nostra generazione deve decidere come affrontare il collasso di sistemi naturali cruciali, che minaccia ben più dell’armonia e dell’essenziale diversità della natura. Ignorare il fatto che questi sistemi naturali, ovvero l’economia della natura stessa, costituisce il fondamento della nostra prosperità e della nostra sicurezza nazionale, è un errore che non possiamo ignorare”.

LA BATTUTA: “SE NON FOSSE PER GLI INGLESI, NEGLI USA SI PARLEREBBE FRANCESE”

E non è mancata l’ironia. Re Carlo ha, infatti, esordito con la frase di Oscar Wilde, secondo cui Stati Uniti e Inghilterra hanno tutto in comune “tranne, ovviamente, la lingua”. Stesso humor che ha utilizzato durante lo sfarzoso ricevimento tenuto alla Casa Bianca. “Lei ha recentemente commentato, signor Presidente, che se non fosse per gli Stati Uniti, i paesi europei parlerebbero tedesco. Oso dire che se non fosse per noi, lei parlerebbe francese“, ha detto Carlo.

Cena di gala (Foto by The Royal Family)

TRUMP: “MIA MADRE AVEVA UNA COTTA PER CARLO”

Per quanto riguarda Trump, il presidente – nella giornata insieme al sovrano e alla regina Camilla – ha regalato un aneddoto su sua madre: “Amava davvero la famiglia, ma ricordo anche che diceva molto chiaramente: ‘Charles, guarda il giovane Charles, è così carino!‘. Mia madre aveva una cotta per Carlo. Mi chiedo cosa stia pensando in questo momento…”

Parlando di argomenti più seri, più tardi, il capo della Casa Bianca ha fatto riferimento alla situazione in Iran: “Stiamo andando molto bene, abbiamo sconfitto militarmente quell’avversario in particolare e non permetteremo mai a quell’avversario Charles è d’accordo con me, persino più di quanto lo sia io – non permetteremo mai a quell’avversario di avere armi nucleari“.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)