Bonus condizionatori 2026: detrazione del 50% e tetto a 96mila euro fino a dicembre


Aliquote 50% e 36%: a chi spettano e quanto si recupera

condizionatore

Il bonus condizionatori 2026 conferma due aliquote distinte: 50% per gli interventi sulla prima casa e 36% per le altre destinazioni d’uso. La detrazione si applica a un tetto di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare se l’installazione rientra nel bonus ristrutturazioni, mentre l’ecobonus energetico fissa il limite a 30.000 euro e sale a 40.000 euro per singola unità nei condomini. Chi sceglie il Conto Termico 3.0 può ottenere fino al 65% di copertura, con versamento diretto sul conto corrente entro 60-90 giorni. Le aliquote attuali restano valide fino al 31 dicembre 2026: dal 2027 scenderanno rispettivamente al 36% e al 30%. Il recupero avviene in 10 rate annuali di pari importo. Prima dell’acquisto serve verificare la potenza disponibile sul contatore della luce, spesso insufficiente per climatizzatori di taglia maggiore.

Detrazione IRPEF in 10 rate o sconto in fattura: come scegliere

Le modalità di richiesta sono tre. La prima è la classica detrazione IRPEF, suddivisa in 10 quote annuali e calcolata in dichiarazione dei redditi. La seconda è il Conto Termico 3.0, che eroga il contributo direttamente sul conto del beneficiario. La terza, riservata ad alcune opzioni, è lo sconto in fattura applicato dall’installatore. In tutti i casi è obbligatoria la comunicazione ENEA entro 90 giorni dal termine dei lavori. L’installazione deve essere eseguita da personale con patentino F-Gas e le pompe di calore devono rispettare i valori minimi di COP ed EER. Per l’ecobonus serve la dismissione obbligatoria dell’impianto obsoleto. Possono accedere proprietari, nudi proprietari, usufruttuari, inquilini con contratto, comodatari e aziende con partita IVA. Conviene consultare anche le delibere ARERA collegate ai requisiti di efficienza.

Risparmio in bolletta: oltre l’incentivo, il vero guadagno

Il bonus copre l’investimento iniziale, ma il vantaggio si misura anche sulla bolletta della luce. Le pompe di calore di nuova generazione assorbono meno energia degli impianti più datati: l’incidenza in bolletta dipende dal costo del kWh applicato dal fornitore. Confrontare le offerte luce sul mercato libero consente di trovare tariffe più competitive rispetto alle condizioni standard. Per chi installa un impianto di taglia maggiore conviene verificare le offerte luce 6kW, pensate per assorbimenti più alti. Un cambio fornitore tempestivo può accompagnare l’investimento, sommando i propri effetti alla detrazione. Il consiglio è agire prima del 31 dicembre 2026, ultimo termine per beneficiare delle aliquote piene del 50% e 36%.


Fonte: papernest.it