Obesità: Liraglutide riduce la gravità dell’apnea ostruttiva del sonno


Secondo nuovi studi, Liraglutide riduce la gravità dell’apnea ostruttiva del sonno nei pazienti con eccesso di peso e BPCO

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Nei pazienti con sovrappeso o obesità e broncopneumopatia cronica ostruttiva il trattamento con liraglutide per 40 settimane ha mostrato una riduzione significativa della gravità dell’ostruzione respiratoria notturna e un miglioramento di alcuni domini della qualità di vita correlata alla salute, come evidenziato da un’analisi di uno studio randomizzato controllato, pubblicata sulla rivista Clinical Obesity.

L’apnea ostruttiva del sonno (OSA) rappresenta una comorbidità particolarmente rilevante nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e obesità, due condizioni che condividono un importante impatto negativo su sintomi, qualità di vita, utilizzo delle risorse sanitarie e prognosi. Quando OSA e BPCO coesistono, configurando il cosiddetto overlap syndrome, morbilità e mortalità risultano superiori rispetto alla presenza di una sola delle due patologie.

In questo scenario, valutare interventi in grado di ridurre il peso dell’obesità e migliorare gli outcome respiratori durante il sonno ha una chiara rilevanza clinica. Proprio da questo presupposto nasce la presente analisi, che ha valutato se il GLP-1 agonista liraglutide potesse incidere sulla prevalenza e soprattutto sulla gravità dell’OSA, oltre che sulla sonnolenza diurna e sulla qualità di vita.

Disegno dello studio 
L’analisi deriva da uno studio prospettico, randomizzato, controllato con placebo, in doppio cieco, condotto in due centri danesi. Sono stati arruolati 40 partecipanti tra 40 e 70 anni con BPCO e BMI superiore a 27 kg/m², randomizzati in rapporto 1:1 a ricevere liraglutide sottocutaneo fino a 3,0 mg oppure placebo per 40 settimane. L’analisi intention-to-treat ha incluso 19 pazienti nel gruppo liraglutide e 20 nel gruppo placebo, mentre l’analisi completa ne riguardava rispettivamente 16 e 14.

Al basale l’età media complessiva era di 64,7 anni e il BMI medio di 35,0, con una maggiore quota di soggetti di sesso maschile. La prevalenza di OSA alla valutazione iniziale era già elevata, pari al 70% nel gruppo liraglutide e all’85% nel gruppo placebo, per una prevalenza complessiva dell’84%.

Riduzione della gravità dell’OSA
Il trattamento con liraglutide ha avuto un effetto numericamente consistente e significativo su entrambi i principali parametri strumentali della gravità dell’OSA.

L’Apnea-Hypopnea Index (AHI), che misura il numero di apnee e ipopnee per ora di sonno, si è ridotto in modo significativo con liraglutide rispetto al placebo. Dopo l’aggiustamento per età, sesso e peso corporeo, la differenza media rispetto al basale è stata pari a –9,87 eventi/ora (p=0,044). Un andamento analogo è stato osservato per l’Oxygen Desaturation Index (ODI), con una differenza aggiustata pari a –10,16 eventi/ora (p=0,029).

Anche i valori medi assoluti prima e dopo il trattamento confermano l’efficacia del trattamento. Nel gruppo placebo, l’AHI è passato da 17,58 a 19,41 eventi/ora, mentre nel gruppo liraglutide è sceso da 21,06 a 13,35 eventi/ora. Analogamente, l’ODI è aumentato nel gruppo placebo da 16,51 a 19,88 eventi/ora, mentre nel gruppo liraglutide si è ridotto da 21,04 a 14,86 eventi/ora. Pur partendo da valori basali lievemente peggiori, il gruppo trattato con liraglutide ha quindi mostrato un miglioramento netto, che è rimasto significativo anche dopo gli aggiustamenti statistici.

Nessun beneficio significativo sulla sonnolenza diurna
Nel caso invece della sonnolenza diurna, valutata con la Epworth Sleepiness Scale (ESS), non sono emerse differenza significative, con una differenza nell’analisi aggiustata di –0,42 punti (p=0,708).

Come sottolineato dagli autori, questo risultato potrebbe dipendere sia dalla ridotta numerosità del campione sia dal fatto che, nei pazienti con BPCO, la ESS potrebbe catturare in modo imperfetto il sintomo, poiché la fatigue diurna può essere più rappresentativa della sonnolenza vera e propria. Inoltre, una parte dei pazienti con OSA moderata-grave ha avviato la CPAP (Continuous Positive Airway Pressure, il trattamento di riferimento per l’OSA), introducendo un ulteriore elemento potenzialmente confondente.

Miglioramento della qualità di vita da interpretare con cautela
Sul piano della qualità di vita correlata alla salute, misurata con la SF-36v2 (Short Form-36 Health Survey, versione 2), liraglutide ha determinato miglioramenti significativi in due sottodomini:

  • Role Physical, che riflette le limitazioni nelle attività quotidiane dovute allo stato fisico, con una differenza aggiustata tra gruppi di 9,13 punti (p=0,004)
  • General Health Perceptions, indicativo della percezione dello stato di salute generale e delle aspettative sullo stato di salute futuro, con una differenza tra i gruppi di 13,1 punti (p=0,045).

Non sono state invece rilevate differenze significative negli altri domini, anche se Physical Functioning e Vitality hanno mostrato un andamento prossimo alla significatività (p=0,09 e p=0,068).

Come hanno osservato i ricercatori, i miglioramenti nei domini di qualità di vita, pur statisticamente significativi, si collocano al confine della rilevanza clinica. In pazienti con BPCO, differenze clinicamente importanti sono state stimate intorno a 15 punti per il General Health Perceptions e a 12,5 punti per il Role Physical. In questo studio, l’incremento è stato rispettivamente di 13,1 e 9,1 punti, con un segnale quindi favorevole ma che non consente di affermare con certezza un impatto clinicamente pieno in tutta la popolazione. Tuttavia è plausibile che almeno alcuni pazienti abbiano ottenuto un beneficio percepibile.

Ruolo della CPAP e possibile posizionamento clinico
La CPAP rimane il gold standard per l’OSA, ma l’aderenza è spesso problematica e, soprattutto, non agisce sulla causa di fondo rappresentata dall’eccesso di peso. In questa coorte, tra i 22 pazienti con OSA moderata o grave, 15 hanno accettato di iniziare la CPAP. Gli autori propongono quindi liraglutide non come sostituto della ventilazione a pressione positiva, ma come possibile trattamento aggiuntivo o complementare, in particolare nei pazienti con overlap syndrome in cui il controllo del peso può avere ricadute su più dimensioni cliniche.

Conclusioni
In pazienti con sovrappeso o obesità e BPCO, l’apnea ostruttiva del sonno è estremamente frequente. In questa analisi secondaria esplorativa, 40 settimane di liraglutide hanno ridotto in modo significativo la severità dell’OSA, con una diminuzione dell’AHI di 9,87 eventi/ora e dell’ODI di 10,16 eventi/ora rispetto al placebo, entrambe significative. Non è invece stato osservato un beneficio sulla sonnolenza diurna misurata con ESS. Sul fronte della qualità di vita, sono migliorati in modo significativo i domini General Health Perceptions e Role Physical. Nel complesso, i dati suggeriscono che liraglutide possa rappresentare un’opzione aggiuntiva interessante nei pazienti con obesità o sovrappeso, BPCO e OSA, soprattutto in una logica di trattamento integrato che vada oltre la sola CPAP.

Referenze

Wolsing SK, et al.Exploratory Analysis of Liraglutide Effects on Obstructive Sleep Apnea and Health-Related Quality of Life in Individuals With Obesity and COPD: A Secondary Analysis of a Randomised Controlled Trial. Clin Obes. 2026 Apr;16(2):e70079.

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