A Roma il convegno nazionale promosso da Assidal. Staropoli (Mlps): “La formazione è centrale”. Fiori (Inail): “La trasformazione digitale pone nuove sfide”
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L’intelligenza artificiale si conferma uno strumento sempre più rilevante anche per la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, tra opportunità, limiti e implicazioni normative. È questo il quadro emerso dal convegno nazionale dal titolo “IA come strumento per la formazione in tema di salute e sicurezza sul lavoro, vantaggi, limiti e riscontri normativi”. L’iniziativa, promossa dall’Associazione italiana datoriale attività lavorative (Assidal), si è svolta stamani a Roma, a Palazzo Wedekind.
L’evento rientra nell’ambito delle attività che l’associazione – con sede nazionale a Città Sant’Angelo, in Abruzzo – ha promosso in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro istituita dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo), che si celebra ogni anno il 28 aprile con l’obiettivo di promuovere la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.
Il convegno
Il convegno ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, esperti e professionisti su un tema sempre più centrale per il mondo della prevenzione: l’integrazione delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale nei percorsi formativi.
Ad aprire i lavori è stato il videomessaggio dell’avvocato Pasquale Staropoli, responsabile della segreteria tecnica del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. A seguire la lettura del messaggio del direttore generale dell’Inail, Marcello Fiori. Nel corso dell’incontro sono intervenuti Lorenzo Fantini, già dirigente del Ministero del Lavoro, che ha approfondito il tema dell’Accordo Stato-Regioni 2025 e dei metodi formativi, con un focus sull’utilizzo della realtà virtuale nella formazione e nell’addestramento, Fabrizio Benedetti, coordinatore generale della Consulenza tecnica salute e sicurezza Inail, che ha analizzato il ruolo dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie nei sistemi di prevenzione e nei percorsi formativi, e Dario Scarpa, consulente strategico in intelligenza artificiale, che ha proposto una riflessione sul rapporto tra apprendimento delle macchine e impatti sulla sicurezza sul lavoro.
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Nel corso degli interventi è emersa la duplice dimensione dell’intelligenza artificiale applicata alla sicurezza: da un lato le opportunità legate all’innovazione, alla personalizzazione dell’apprendimento e all’utilizzo di tecnologie immersive; dall’altro la necessità di garantire qualità dei contenuti, affidabilità degli strumenti e piena coerenza con il quadro normativo.
“Quelli affrontati nel convegno sono temi estrema attualità: la sicurezza sul lavoro e quell’approccio sulla centralità della formazione che non smetteremo mai di evidenziare, perché la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro passa assolutamente attraverso la formazione, che è lo strumento che più può dare efficacia rispetto agli obiettivi – sottolinea Staropoli -. Alla formazione si accompagna l’intelligenza artificiale, grazie alla quale i percorsi formativi possono essere più rapidi, più incisivi, più vicini alle diverse realtà. Questi temi, la formazione, la salute e la sicurezza e l’intelligenza artificiale, hanno al centro la persona. L’uso dell’Ia deve porre al centro la persona, affinché sia efficace e conforme al nostro dettato costituzionale e ai diritti del nostro ordinamento, ai quali ci dobbiamo ispirare”.
“La trasformazione digitale in atto – si legge nel messaggio inviato da Fiori – sta incidendo in modo significativo sui contesti produttivi e organizzativi e pone nuove sfide anche ai sistemi di prevenzione. In questo scenario, la formazione rappresenta uno strumento strategico di prevenzione primaria, non limitabile a un mero adempimento normativo, ma orientato allo sviluppo di competenze, consapevolezza del rischio e comportamenti sicuri. Per l’Inail, la prevenzione costituisce un ambito centrale della propria missione istituzionale, accanto alle funzioni assicurative. Le tecnologie basate su intelligenza artificiale e i sistemi immersivi, come la realtà virtuale, offrono potenzialità rilevanti in ambito formativo, ma richiedono un’attenta valutazione in termini di qualità, affidabilità, coerenza metodologica e conformità al quadro normativo. L’Inail guarda con interesse a questi sviluppi, promuovendo un approccio responsabile all’innovazione, che tenga conto anche dei profili etici e giuridici e mantenga la centralità della persona e della tutela della salute”.
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“L’intelligenza artificiale rappresenta oggi una leva di grande potenziale anche per il mondo della salute e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro – afferma il presidente di Assidal, Giuseppe Ciarcelluto -. Può contribuire a rendere i percorsi formativi più efficaci, personalizzati e aderenti ai contesti operativi, supportando le imprese nella diffusione di una cultura della prevenzione sempre più solida e consapevole. Allo stesso tempo è fondamentale affrontare con attenzione i limiti e le criticità legate all’utilizzo di queste tecnologie, in particolare sul piano metodologico, normativo ed etico”.
“Il convegno promosso in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro – conclude – ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra competenze diverse, contribuendo a orientare un utilizzo dell’intelligenza artificiale sempre più consapevole e realmente al servizio della sicurezza, della salute e del benessere delle persone nei luoghi di vita e di lavoro”.