“Posti tramandati di padre in figlio”: ancora polemiche su Beatrice Venezi


“Questa è un’orchestra nella quale i posti si passano praticamente di padre in figlio”: l’ultima uscita di Beatrice Venezi ha fatto arrabbiare moltissimo il sindacato degli orchestrali

beatrice venezi
BEATRICE VENEZI DIRETTORE D’ORCHESTRA

Nuove polemiche al Teatro della Fenice di Venezia, dove nei mesi scorsi è andato in scena un braccio di ferro, con tanto di manifestazioni e scioperi, tra l’orchestra e il soprintendente Nicola Bianchi per la scelta di nominare direttrice d’orchestra Beatrice Venezi, giudicata non all’altezza del ruolo e priva di competenze. Questa volta a far arrabbiare il sindacato degli orchestrali è una nuova intervista di Beatrice Venezi, stavolta al quotidiano argentino La Nación, in cui di fatto accusa i lavoratori del teatro di clientelismo: “Qui i posti si tramandano di padre in figlio“. E di aver preso male la sua nomina per paura del “nuovo”, del cambiamento e del “rinnovamento”. Non è la prima volta che Beatrice Venezi parla con un quotidiano straniero: lo aveva già fatto un paio di mesi sempre con un quotidiano argentino, in quel caso El Clarin.

“IN QUESTA ORCHESTRA I POSTI SI TRAMANDANO DI PADRE IN FIGLIO”

Ecco le parole di Venezi: “Non vengo da una famiglia di musicisti. E questa è un’orchestra nella quale i posti si passano praticamente di padre in figlio. Io non appartengo a una famiglia di musicisti, sono donna, ho 36 anni, sono la prima donna direttrice della Fenice e voglio rinnovare”, ha dichiarato Venezi, sottolineando come, a suo avviso, il vero nodo sia la resistenza al cambiamento. Come già detto in passato, Venezi pensa che alla Fenice ci sia una resistenza su tutti i fronti, una sorta di immobilismo, anche rispetto al pubblico : “Hanno paura del cambiamento, del rinnovamento. È più facile continuare con gli stessi usi e costumi. Ma così un teatro muore“.

LA REAZIONE DEL SINDACATO

In una nota, la Rsu del teatro ha parlato di “profonda costernazione e amarezza” a nome di tutte le lavoratrici e i lavoratori della Fondazione. L’affermazione di Venezi sui posti tramandati di padre in figlio viene definita “grave, falsa e offensiva”, perché lesiva della professionalità dei professori d’orchestra, che non sono ‘raccomandati’ ma “professionisti di altissimo livello selezionati esclusivamente attraverso concorsi pubblici internazionali basati sul talento e sul rigore procedurale”. Oltre che una “mancanza di rispetto verso i lavoratori”, le parole di Venezi sono anche “un attacco diretto all’identità stessa della Fondazione”. Quindi il sindacato torna a ripetere, come ormai già fatto da mesi e mesi, che Beatrice Venezi non è la benvenuta come direttrice d’orchestra: “Alla luce di quanto accaduto, sentiamo il dovere di evidenziare che la sua presenza sul nostro podio avverrebbe in un contesto di profonda tensione e sfiducia”.

PIRONDINI: “DA VENEZI PAROLE INACCETTABILI”

“Le dichiarazioni rilasciate da Beatrice Venezi a La Nacion, secondo cui i posti nell’orchestra veneziana si tramanderebbero di “padre in figlio” sono inaccettabili ed incompatibili con il suo ruolo. Esprimiamo totale solidarietà all’orchestra, già immobilizzazione per una nomina di matrice politica che non ha nulla a che fare con il merito che un’istituzione così prestigiosa meriterebbe”, scrive in una nota il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini. “Adesso si aggiunge un’offesa ai lavoratori e alla fondazione, di fronte alla quale il soprintendente Colabianchi non può restare in silenzio- prosegue la nota-. Così come non può restare in silenzio davanti al “mistero” del compenso della Venezi, che rimane ignoto nonostante una richiesta di accesso agli atti. Sono venuti meno anche i su posti più basilari per il mantenimento della nomina di Venezi. È il momento che Beatrice Venezi ne prende atto e faccia un passo indietro”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)