La risposta ai farmaci a base di GLP-1, oggi protagonisti nella terapia dell’obesità, potrebbe dipendere anche dal patrimonio genetico individuale
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La risposta ai farmaci a base di GLP-1, oggi protagonisti nella terapia dell’obesità, potrebbe dipendere anche dal patrimonio genetico individuale. È quanto suggerisce un nuovo studio del 23andMe Research Institute pubblicato su Nature, che apre la strada a un approccio sempre più personalizzato nella gestione del peso.
Risposte molto diverse tra i pazienti
Farmaci come semaglutide e tirzepatide mostrano una variabilità significativa negli effetti: alcuni pazienti perdono meno del 5% del peso corporeo, altri superano il 20%. Anche la tollerabilità è estremamente eterogenea, con effetti collaterali gastrointestinali — in particolare nausea e vomito — che rappresentano uno dei principali limiti alla terapia.
Lo studio: oltre 27mila pazienti analizzati
L’analisi, basata su dati autosomministrati di 27.885 persone trattate con GLP-1, ha identificato varianti genetiche associate sia all’efficacia sia agli effetti indesiderati. In particolare, una variante del gene GLP1R è risultata correlata a una maggiore perdita di peso: ogni copia dell’allele associato comportava una riduzione aggiuntiva di circa 0,76 kg.
Non solo efficacia. Lo studio ha individuato anche associazioni genetiche con nausea e vomito, coinvolgendo sia il gene GLP1R sia il GIPR. In un’analisi per genotipo, l’11,8% dei pazienti trattati con tirzepatide portatori della variante di rischio ha riportato episodi di vomito, rispetto al 9,4% dei pazienti trattati con semaglutide con lo stesso profilo genetico (differenza non statisticamente significativa).
Verso una medicina personalizzata dell’obesità
I risultati rafforzano l’idea che la terapia con GLP-1 non sia “one size fits all”, ma possa essere ottimizzata sulla base del profilo genetico del paziente. In questa direzione, 23andMe ha già sviluppato un report e uno strumento interattivo per valutare, insieme a età e condizioni cliniche, la probabilità di risposta e il rischio di effetti collaterali.
“Le decisioni terapeutiche sui GLP-1 sono complesse e richiedono un inquadramento clinico completo”, ha sottolineato la Chief Medical Officer Noura Abul-Husn, evidenziando il ruolo dell’integrazione tra genetica e valutazione medica.
Dal rischio di obesità alla risposta alla terapia
Se studi precedenti avevano puntato a prevedere il rischio di sviluppare obesità — anche in età pediatrica — questa ricerca segna un cambio di paradigma: comprendere chi risponderà meglio ai trattamenti e con quale tollerabilità.
Il contesto: rilancio strategico di 23andMe
Lo studio arriva in una fase delicata per 23andMe, reduce da una ristrutturazione finanziaria e da un cambio di assetto societario. Il ritorno al centro della scena con progetti di medicina personalizzata potrebbe rappresentare un tassello chiave per rilanciare la mission aziendale: tradurre la conoscenza genomica in benefici concreti per la salute.
Il messaggio
La genetica potrebbe presto guidare non solo la prevenzione, ma anche la scelta e la gestione delle terapie anti-obesità. Un passo avanti verso una medicina sempre più “su misura”, in cui efficacia e sicurezza dei trattamenti vengono anticipate — e non solo osservate — nella pratica clinica.