Ripescaggio ai Mondiali, Abodi: “Non me lo auguro”


Le parole del ministro dello Sport, a margine della presentazione, alla Camera dei deputati, dell’iniziativa Sport Missione Comune

ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi
Andrea Abodi

“Con Giovanni Malagò ci si sente costantemente, abbiamo responsabilità comuni, lui è presidente comunque della Fondazione Milano Cortina. Stiamo chiudendo il bilancio, stiamo vedendo di chiudere definitivamente in modo positivo, dopo che positiva è stata l’organizzazione, l’ospitalità, l’accoglienza, lo spettacolo, grazie anche al lavoro che ha fatto la società di infrastrutture di Milano Cortina. Insomma, si va in continuità. Poi, le scelte della Federcalcio dipendono dalle componenti della Federcalcio, ognuno fa il suo mestiere e io cerco di fare il mio nel migliore dei modi”.

Lo ha detto il ministro dello Sport, Andrea Abodi, a margine della presentazione, alla Camera dei deputati, dell’iniziativa Sport Missione Comune.

ITALIA RIPESCATA A MONDIALI? MI SEMBRA VERAMENTE DIFFICILE

Il ripescaggio dell’Italia “è una questione continentale, mi sembra veramente difficile che possa esserci qualche problema, a meno che non sorga in Europa, e che possa essere ripescata in Europa”. Lo ha detto il ministro dello Sport, Andrea Abodi, a margine della presentazione, alla Camera dei deputati, dell’iniziativa Sport Missione Comune. Da altri continenti non possono arrivare novità? “Non credo e non me lo auguro neanche”, ha risposto Abodi.

“PROSSIMO PRESIDENTE FEDERCALCIO DEVE FARE LE RIFORME”

“L’ipotesi del commissariamento della Federcalcio? È una facoltà che è nelle disponibilità del presidente del CONI, e quindi sarà il CONI stesso a valutare se ci siano o meno i presupposti. C’è una data per le elezioni, io ho i miei convincimenti: a me interessa non tanto chi sarà il prossimo presidente, perché sarà eletto e quindi andrà rispettata la volontà dell’assemblea, ma che sia in grado di fare quello che non è stato fatto con il 98,7% del consenso, cioè le riforme”.

“QUALITÀ È IN DNA ITALIANI, MA L’ABBIAMO MORTIFICATA”

“Credo che il coinvolgimento diretto sul campo dei giovani italiani under sia importante e deve essere resa compatibile con le regole dell’Europa soprattutto. Poi io credo che la regola che fa cambiare passo è quella della volontà dei club e degli allenatori che non ha bisogno di verifiche europee, ma è semplicemente un investimento di medio-lungo periodo del quale abbiamo bisogno tutti, non soltanto la Nazionale. Sono profondamente convinto che il talento ci sia, e più riusciamo a uscire dalla logica dell’allenamento agli schemi, più liberiamo la fantasia e l’estro che i ragazzi hanno avuto. Su questo versante, più emergerà la qualità che è nel dna degli italiani e che abbiamo semplicemente mortificato in questi anni”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

agnesepriorelli

Giornalista