Guerra in Medioriente, Meloni: “Saltate le regole del diritto internazionale”


Meloni: “Sono oggettivamente saltate le regole del diritto internazionale. Ma sono saltate molto prima, secondo me la crisi è diventata strutturale in particolare con l’invasione dell’Ucraina”

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“Condivido quello che ha detto il ministro Crosetto (secondo il quale “l’intervento di Usa e Israele in Iran è stato fuori dal diritto internazionale”, ndr) e penso che noi dobbiamo fare i conti con un quadro nel quale sono oggettivamente saltate le regole del diritto internazionale“. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni nell’intervista a Mario Giordano in onda stasera a Fuori dal Coro, su Retequattro.

“Io non penso che siano saltate con questo episodio- ha sottolineato Meloni- perché esistono moltissimi precedenti, ma sicuramente il quadro è di grande caos. Sono saltate molto prima, secondo me la crisi è diventata strutturale in particolare con l’invasione dell’Ucraina, perché chi è che dovrebbe far rispettare il diritto internazionale? In teoria sono le Nazioni Unite, però noi abbiamo l’anomalia di un membro del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che quattro anni fa ha invaso un suo vicino per provare ad annetterlo”.

L’Italia non è parte del conflitto, non intende essere parte del conflitto. Noi ci stiamo limitando a rafforzare la nostra presenza nei Paesi del Golfo che sono stati attaccati dall’Iran con missili, con droni, ma solo a scopo difensivo. Una decisione che nasce dal bisogno che noi abbiamo di proteggere le decine di migliaia di italiani che sono presenti nell’area, oltre che i nostri contingenti militari”.

“Noi abbiamo circa duemila soldati dislocati in quella regione. Dopodiché quelle sono anche nazioni con le quali noi abbiamo sicuramente ottimi rapporti, ma che sono anche vitali per i nostri interessi energetici. Però non intendiamo entrare in guerra e non ci entreremo”, ha aggiunto Meloni.

“L’Italia rischia comunque di essere coinvolta soprattutto dalle conseguenze del conflitto, sia sul piano della sicurezza interna soprattutto, sia ovviamente sul piano economico”.

“Non ci sono particolari allarmi in questo momento, ma sicuramente noi a scopo di prevenzione siamo mobilitatissimi: sia il Comitato Antiterrorismo, sia il Comitato Nazionale Difesa e Sicurezza sono praticamente convocati a oltranza e si riuniscono continuamente, perché in ogni caso su queste cose è sempre meglio prevenire”.

“Io non ho oggettivamente gli elementi necessari come non ce li ha nessuno in Europa, per prendere una posizione che sia da questo punto di vista categorica, tant’è che al netto del premier spagnolo nessun altro ha condannato l’iniziativa così come nessuno sta partecipando al conflitto”.

“L’attacco, stando a quello che dicono Stati Uniti e Israele- ha sottolineato Meloni- è conseguenza del fatto che non si è riusciti a chiudere un accordo sul nucleare iraniano. L’Iran, secondo molti analisti indipendenti il più importante dei quali è il direttore dell’Agenzia dell’Onu per l’Energia Atomica, sarebbe arrivato a un livello di arricchimento dell’uranio che è molto più alto di quello che serve per usi civili, e oggettivamente nessuno può permettersi che il regime degli Ayatollah si doti di armi nucleari, atteso che ha anche missili a lungo raggio”.

Per la premier “parliamo di un regime che non si è fatto grandi scrupoli a uccidere migliaia di suoi cittadini che manifestavano pacificamente, quindi penso che anche questo sarebbe un pericolo enorme non solo per la regione, ma anche per l’Europa: la guerra ovviamente non piace a nessuno, nessuno sottovaluta i rischi, nessuno sottovaluta le difficoltà che ne conseguono, però neanche l’alternativa è rassicurante, che è la ragione per cui noi ci siamo spesi moltissimo per arrivare a un accordo sul nucleare iraniano che però è fallito”.

“Adesso secondo me la priorità è capire se ci siano i margini per riprendere i negoziati e se ci fossero ovviamente l’Italia intende lavorare su questo, cioè al ritorno della diplomazia”.

“Io non sono al tavolo delle trattative, ma quello che viene sostenuto è che l’intento iraniano fosse dilatorio- ha spiegato Meloni- e che non ci fossero concretamente i margini per chiudere un accordo. E lo dico da persona che ha sostenuto quell’accordo; si continuava ad andare avanti senza arrivare a nessun risultato e senza che ci fosse una reale volontà di arrivare a un risultato”.

“Una delle nostre priorità è impedire che la speculazione faccia esplodere i prezzi. L’Autorità dell’energia ha attivato una task force, credo che già domani avremo i primi report per monitorare il prezzo dell’energia, soprattutto quello sul gas. Il Ministro Urso ha messo al lavoro quello che noi chiamiamo Mister Prezzi, cioè il sistema di monitoraggio che viene attivato per verificare che non ci siano aumenti ingiustificati dei prezzi, in particolare sulla benzina e sui generi alimentari”.

“Siamo determinati a combattere la speculazione e approfitto per ribadire che consiglio a tutti prudenza, perché io non escludo, quando dovessimo avere evidenza di atteggiamenti che sono speculativi, neanche di aumentare le tasse alle aziende che fossero responsabili e rimettere i soldi sulle bollette in particolare”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)