Approvazione europea per depemokimab, primo biologico “ultra-long-acting” per asma grave e poliposi nasale
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L’innovazione terapeutica nelle malattie respiratorie compie un nuovo passo avanti. Dopo le recenti approvazioni negli Stati Uniti e in Giappone, la Commissione Europea ha autorizzato Exdensur (depemokimab), sviluppato da GSK, come primo biologico a lunghissima durata d’azione per il trattamento di patologie respiratorie.
Il farmaco è indicato in due condizioni ad alto impatto clinico e assistenziale: asma grave con infiammazione di tipo 2 e rinosinusite cronica con poliposi nasale (CRSwNP).
Asma grave: una riduzione significativa delle riacutizzazioni
Depemokimab è approvato come terapia aggiuntiva di mantenimento per pazienti adulti e adolescenti (≥12 anni) con asma grave caratterizzata da elevati livelli di eosinofili nel sangue, non adeguatamente controllata nonostante corticosteroidi inalatori ad alto dosaggio (ICS) associati a un altro controller.
L’autorizzazione si basa sui risultati degli studi di fase III SWIFT-1 e SWIFT-2, che hanno dimostrato:
• riduzione del 58% e del 48% del tasso annualizzato di riacutizzazioni rispetto al placebo (52 settimane);
• in un’analisi combinata, −72% di riacutizzazioni clinicamente significative che richiedevano ospedalizzazione o accesso in pronto soccorso.
Si tratta di dati rilevanti in un’area dove le riacutizzazioni rappresentano il principale driver di morbilità, costi sanitari e perdita di qualità di vita.
Due somministrazioni l’anno: il valore dell’aderenza
Il vero elemento distintivo di depemokimab è la somministrazione semestrale. Il farmaco combina:
• elevata affinità e potenza di legame per l’interleuchina-5 (IL-5),
• emivita prolungata,
• efficacia clinica sostenuta fino a sei mesi.
In un panorama già affollato di biologici anti-IL-5 o anti-eosinofilici, la possibilità di sole due somministrazioni annue potrebbe rappresentare un cambio di paradigma, soprattutto nei pazienti giovani o con scarsa aderenza terapeutica.
Secondo Dean Edell, pneumologo dell’Our Lady of Lourdes Regional Medical Center, il profilo di efficacia e la comodità posologica potrebbero rendere Exdensur utilizzabile “fino alla metà dei pazienti asmatici candidabili a biologici”, con un impatto potenzialmente dirompente sullo standard of care.
Rinosinusite cronica con poliposi: un’opzione prima della chirurgia
Depemokimab è inoltre indicato, in associazione ai corticosteroidi intranasali, per adulti con CRSwNP grave non adeguatamente controllata da corticosteroidi sistemici e/o chirurgia.
L’approvazione si fonda sugli studi di fase III ANCHOR-1 e ANCHOR-2, che hanno mostrato:
• miglioramento significativo del punteggio dei polipi nasali a 52 settimane,
• miglioramento dell’ostruzione nasale (scala verbale di risposta, settimane 49-52).
Nel percorso terapeutico, il farmaco potrebbe configurarsi come terapia di escalation prima di un eventuale intervento chirurgico.
Implicazioni cliniche e di sistema
L’arrivo di un biologico ultra-long-acting in Europa apre diverse riflessioni:
1. Aderenza e persistenza terapeutica: meno somministrazioni significano minore burden per pazienti e caregiver.
2. Riduzione degli eventi acuti: il calo delle riacutizzazioni gravi potrebbe tradursi in minori accessi in emergenza e ricoveri.
3. Riorganizzazione dei percorsi assistenziali: la semestralità della somministrazione potrebbe modificare follow-up e programmazione ambulatoriale.
Resta da valutare l’impatto in termini di accesso e sostenibilità economica, in un contesto europeo caratterizzato da differenze nazionali nelle politiche di rimborso dei biologici.
Un nuovo standard per le malattie respiratorie eosinofiliche?
Con depemokimab, GSK introduce nel mercato europeo il primo biologico respiratorio con dosing semestrale, segnando un’evoluzione nella gestione dell’infiammazione di tipo 2. Se i dati real-world confermeranno quanto osservato negli studi clinici, depemokimab potrebbe non solo ampliare le opzioni terapeutiche, ma ridefinire le aspettative di pazienti e clinici su efficacia, comodità e continuità di cura nelle malattie respiratorie croniche.