Un attore, il suo pianoforte e Baudelaire: dal 27 febbraio al 1 marzo 2026, all’Argot Studio va in scena Io e Baudelaire, primo capitolo della trilogia I poeti maledetti
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Un attore, il suo pianoforte e Baudelaire: dal 27 febbraio al 1 marzo 2026, all’Argot Studio va in scena Io e Baudelaire, primo capitolo della trilogia I poeti maledetti, un progetto della compagnia Biancofango.
Sul palco Andrea Trapani dà vita a un monologo intenso e visionario, diretto da Francesca Macrì, in cui si intrecciano racconti autobiografici, poesia e musica. Classica, rock, pop e cantautorato italiano convivono in una rapsodia di voce e versi, dove fanno la loro comparsa Nanni Moretti, Pier Paolo Pasolini, Francesco De Gregori, i Queen e, naturalmente, Charles Baudelaire, cantore dello spleen e simbolo della figura del poeta maledetto.
Io e Baudelaire è un attraversamento: fra il corpo imponente del pianoforte e il corpo tagliente della parola, si inserisce il corpo dell’attore. Un corpo che si muove tra musica e verso, che abita la solitudine e la espone, che si lascia attraversare dalle ossessioni e dalle contraddizioni di un poeta che è diventato icona pop, souvenir culturale, mito scolastico e, insieme, abisso umano. Lo spettacolo nasce da una domanda semplice e radicale: che cos’è un poeta? E ancora: se da piccoli si sogna di essere come Baudelaire, cosa si diventa da grandi? È possibile oggi riconoscersi in quella figura marginale, eccessiva, disperata, capace però di una precisione assoluta sulla parola?
Tra confessione personale e invocazione collettiva, Io e Baudelaire è un richiamo alla poesia come necessità vitale. Un dialogo con se stessi e con i fantasmi della letteratura, un canto alla luna e insieme un tentativo di volo, maldestro e devoto, come un albatro nella notte. Come cantavano i Queen: Who wants to live forever? Forse Baudelaire avrebbe voluto rispondere: ma vogliamo davvero vivere per sempre?
Maggiori informazioni su: www.teatroargotstudio.com