Elena Pagani pubblica “CRIMINOSA PIGMENTA. Bottega d’arte forense”. Veri casi di cronaca nera. L’esperienza sul campo di un disegnatore accademico forense della Polizia di Stato Italiano
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L’arte può essere al servizio della legalità e della giustizia? Sì. Questo saggio ne è una prova. Creare opere pittoriche e affrontare verifiche tecniche peritali attinenti alla scena del crimine consente di arrestare ladri, stupratori e assassini. Questa è la missione di Elena Pagani, Disegnatore Accademico Forense della Polizia di Stato Italiana, per il suo lavoro nota in tutto il mondo. Cosa lo rende unico? Fare da ponte tra l’arte e la criminalistica. Come ci riesce? Traducendo in segni grafici prove e testimonianze raccolte sul campo o, viceversa, analizzando e scomponendo disegni che hanno a che fare con reati e delitti. Disegnando a mano individua e ricostruisce quanto raccontato da testimoni e vittime, spesso dettagli che sfuggono anche alle tecnologie più sofisticate. Tra luci, penombre e oscurità, il suo approccio artistico d’avanguardia diventa l’ultima speranza per portare giustizia. Criminosa Pigmenta, Bottega d’arte forense è tutto questo e molto, molto di più.
Quest’opera letteraria d’interesse artistico criminologico illustra casi investigativi tratti da avvicendamenti reali ed è rivolta a tutti i gentili Lettori che desiderano addentrarsi nella conoscenza della mia professione: disegnatore accademico forense. Oltre, ovviamente, a chiunque abbia caparbia convinzione che l’artista sia persona esclusivamente visionaria dedita a dar vita a opere d’arte per diletto o esclusivo interesse economico e non perché abbia condotto, spesso a sua stessa insaputa, una ricerca di analisi sociale o intimamente del sé. Maestro d’Arte, non dipingo per chiunque desideri guardare o possedere una mia opera d’arte. Ho scelto, invece, di indirizzare impegno e lavoro per rispondere tecnicamente a domande investigative relative alla commissione di crimini che richiedono la visione di opere d’arte disvelate per poter essere paghe. In primis: chi è stato? Perché e come l’ha fatto? Le conseguenti risposte sono volte a dimostrare verità. Come ci riesco? Utilizzando metodologie d’intervento artistico in contesti forensi: percorrenze e competenze investigative, queste, valevoli come tramiti per il raggiungimento di un altro profitto sociale che non sia l’opera d’arte fine a sé stessa: contribuire a rendere giustizia a vittime di reato e indurre a giudizio i colpevoli determinando risposte tecniche dimostrabili e incontrovertibili. (dalla Premessa)
ELENA PAGANI a sedici anni è già Maestro d’Arte. A ventidue consegue la laurea magistrale all’Accademia di Belle Arti di Brera. Disegnatore Accademico Forense della Polizia di Stato Italiana, è tra i novanta Operatori D.V.I., Disaster Victims Identification, team d’élite della Polizia Scientifica. È Operatore in Analisi di Sopralluogo Tecnico Giudiziario della Scena del Crimine. Dirigente del Sindacato Autonomo di Polizia, Segreteria Generale-Roma, svolge attività sindacale contribuendo, a livello nazionale, alla formazione e aggiornamento professionale degli Operatori di Pubblica Sicurezza e Polizia Giudiziaria. Per Oligo ha pubblicato Ladri di facce. Il Disegnatore anatomico tra testimoni, vittime, memorie e falsi ricordi (con Alessandro Meluzzi).